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    Beta RR 350 Racing, l’enduro speciale

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    Le enduro Beta sono moto davvero instancabili con un fascino unico e tutto italiano. Moto sempre in evoluzione. Proprio come questa RR Racing 350 2024

    Difficile pensare che un prodotto già di per sé acclamato possa essere ulteriormente migliorato. Non mi riferisco ad uno dei modelli Beta in particolare, ma, piuttosto, al concetto di moto che risiede nel DNA di queste “macchine da enduro instancabili” costruite a Rignano sull’Arno. Moto orgogliosamente italiane in tutto e per tutto. Come questa Beta RR Racing 350.

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    Una gamma ampia che “spacca”

    La gamma offroad Beta Motorcycles, dunque, “spacca” ormai da anni perché l’Azienda ha saputo sempre migliorare, progredire le proprie moto, sia nella gamma basic RR quanto soprattutto per le versioni Racing “prontogara”. Prodotti curati in modo maniacale e dotati di tanti accessori per chi dell’enduro ne fa una ragione di esistenza.

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    Per i modelli 2024 le novità diventano ancor piu’ aggressive ed evidenti – riferite sia alla gamma 2 quanto a quella 4T – con lo scopo finale di renderli competitivi e pronti ad essere sfruttati in tutto il loro potenziale. Ed oggi parliamo della RR Racing 350 4T.

    Le novità della gamma Racing 2024

    Principalmente, la splendida gamma Racing, gode della novità di un nuovo telaio, che prevede una distribuzione dei pesi (sulla Racing 350) con ripartizione 52,7 kg davanti e 54,8 kg dietro.

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    Così, la trave del cannotto di sterzo, vanta una sezione più grande di 1 cm e questo per garantire una maggiore rigidità alla moto ma, soprattutto, aumentare di fatto sia la resistenza alla torsione quanto alla flessione laterale.

    La guida, come scopriremo nel test di Daniele Ambrosi, è quindi molto più precisa sia in ingresso curva quanto soprattutto nella percorrenza della stessa; in pratica, la minore flessione del telaio, aumenta di fatto la direzionalità della moto.

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    Ovviamente, questa la novità, arriva direttamente dal Reparto Corse Beta del Team Factory. A cascata poi, arrivano pure nuovi supporti motore. L’impianto frenante si avvale di disco wave davanti da 260 mm servito da pinza flottante a doppio pistoncino e posteriore da 240 mm con pinza flottante mono pistoncino.

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    Nuovi attacchi pedane e pompa freno posteriore

    Altre novità le scopriamo nell’attacco delle pedane e per quello della pompa freno posteriore, ampiamente modificati. Gli attacchi pedane sono ora più stretti nella parte bassa e questo per evitare che si “immergano” nel fango quanto il terreno è molto fangoso e si creano profondi canali.

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    Al contrario, la modifica all’attacco della pompa freno, è dovuta alla presenza della pompa Nissin, più grande e dunque piu’ performante. Ne ha un reale vantaggio la potenza ma, soprattutto, la modulabilità della frenata.

    Sospensioni Kayaba su tutta la gamma

    Per il comparto sospensioni, Beta rinnova la presenza di Kayaba su tutta la gamma enduro. La forcella da 48 mm KYB AOS a cartuccia chiusa, presenta ora parti interne anodizzate ed alcuni speciali trattamenti finalizzati alla migliore scorrevolezza. Il setting è stato ulteriormente rivisto al fine che la forcella possa lavorare meglio accoppiata al nuovo telaio.

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    Il mono C46 RCU rimane il punto di riferimento sia per efficacia di assorbimento delle asperità, quanto per la migliore trazione e rendimento lungo tutta la gara per chi sceglie la gamma Racing.

    Completamente personalizzabile, può essere regolato a piacimento ed esigenze del pilota agendo sia sulle regolazioni esterne di compressione alte/basse velocità, quanto in estensione.

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    Controllo di trazione, tutto con un pulsante

    Anche per i modelli 2024, ritroviamo l’utilissimo Traction Control, che può essere disinserito a piacere del pilota ed a seconda delle condizioni di guida. La gestione del sistema avviene per mezzo del consueto pulsante collocato tra cannotto e serbatoio ed ospita sia il TC quanto la gestione delle mappe motore, visto che ci sono due distinti pulsanti a led per i due sistemi.

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    Motore che va forte non si cambia

    Questa RR Racing 350 monta un monocilindrico raffreddato a liquido 4T da 349,1 cc dotato di doppio albero a camme DOHC che prevede bilancieri a dito e quattro valvole in leggerissimo titanio.

    Le quote vitali sono di 88×57,4 mm (alesaggio e corsa) mentre il ratio di compressione è di ben 13,5:1.

    Sono previste due pompe olio (che fanno circolare gli 0,8 litri di olio SAE10W50) per la lubrificazione mentre all’alimentazione provvede l’iniezione elettronica Synerjet con corpo farfallato da 42 mm. dato interessante il consumo di carburante dichiarato di 3,84 litri per 100 km.

    Una componentistica ormai allargata all’intera gamma

    Brevemente, sulle Racing troviamo la seguente componentistica racing che comprende il perno ruota ad estrazione rapida, i paramani rinforzati, le pedane il ergal e la corona con anima in alluminio anodizzato e dentatura in acciaio by ZF Sprockets.

    Ed ancora, la sella racing rossa/blu dotata di rivestimento antiscivolo, le leve cambio e pedale freno posteriore anodizzati neri, la leva cambio, tappo olio motore e tappo filtro olio in alluminio anodizzato rosso, il tendicatena in ergal rosso ed infine le bellissime grafiche Racing con adesivi sui cerchi ruota rossi e blu.

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    Questa volta abbiamo messo questa RR Racing 350 nelle mani di un pilota molto capace e schietto nello scoprirne i lati caratteriali. Daniele Ambrosi, classe 2004, al momento ha lasciato le gare MX e quindi ho deciso di coinvolgerlo in questa prova un po’ diversa dal solito, soprattutto per i luoghi scelti.

    Daniele si è divertito molto e questo è già un “valore” su cosa significhi realmente guidare la Racing 350 2024. Scopriamo come è andata…

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    LA PROVA DI DANIELE AMBROSI

    Come hai trovato, a livello grafico ed estetico questa nuova 350 Racing?

    A livello grafico ed estetico la nuova RR 350 Racing mi è piaciuta molto, interessante è l’accostamento di colori accesi come il blu e il rosso, questi ultimi si fondono insieme perfettamente grazie anche a delle grafiche particolari.

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    Le plastiche, essendo particolarmente slanciate, rendono la moto piu’ incisiva ed aggressiva e, per sottolineare questo dato, possiamo prendere come esempio i convogliatori dei radiatori, decisamente appuntiti e proiettati in avanti. Bello anche il forcellone nero, molto più cattivo rispetto al classico forcellone in alluminio grezzi, raramente si vede di questo colore. Di sicuro questa enduro non passa inosservata!

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    Parliamo dell’ergonomia in sella: quindi seduta, posizione pedane, posizione di guida, libertà di azione del pilota, ecc.

    Fin da subito ho trovato un ottimo feeling con la moto, mi è bastato pochissimo tempo per entrare in sintonia con il mezzo, questo grazie a una seduta comoda che già dai primissimi chilometri mi ha fatto sentire a mio agio.

    Quest’ultima, oltre che comoda, lascia anche un’ampia libertà di movimento, non mi sono mai sentito vincolato o limitato. Le pedane sono larghe e questo mi ha permesso di avere maggior controllo sul mezzo, lo stivale aderisce molto bene anche nei punti più impegnativi. Ed ho apprezzato la maggiore sottigliezza delle pedane, specie nell’affrontare i canali in piega.

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    Cosa ti è piaciuto a livello estetico?

    Di fatto mi piace molto l’abbinamento del colore delle plastiche, blu nella parte anteriore della moto, quindi parafango anteriore, tabella e parasteli e rosse nella parte posteriore, quali tabelle laterali e posteriori, parafango posteriore.

    Questo insieme di colori intensi, in aggiunta a un kit grafiche molto azzeccato a mio avviso, si distingue dalla massa. Beta ha creato una moto che a livello estetico diverge dai marchi anche più blasonati, mostrando tanta voglia di originalità made in Italy.

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    Parliamo ora del motore 2024: potenza, erogazione, fluidità, cambio, frizione e trattabilità

    Il motore della Racing 350 2024 mi ha sempre aiutato parecchio, anche nelle situazioni più complicate, come per esempio uno sbaglio marcia o magari in una richiesta di coppia istantanea. La potenza non manca proprio e la moto è sempre reattiva. Ottimi anche il cambio e la frizione, quest’ultima molto morbida e facile da utilizzare, perfetta per i piloti alle prime armi.

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    Qual è l’area migliore di lavoro per questo monocilindrico?

    Secondo me l’area migliore di lavoro di questo monocilindrico si trova nella fascia dei medi/alti regimi, proprio per questa Beta deve essere guidata in maniera molto aggressiva, come se fosse una 250 cc, cercando di mantenere il più possibile il motore in tiro.

    Come ti sei trovato a livello di coppia e gestione della potenza ai bassi e medi regimi?

    A livello di coppia e gestione della potenza ai bassi e medi regimi, mi sono trovato molto bene, il motore ha una fluidità notevole, anche nei tratti dissestati, ripeto, questa moto aiuta veramente tanto anche grazie alla linearità del nuovo telaio che aiuta in direzionalità ma, soprattutto, in una maggiore stabilità generale.

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    Ciclistica DOC per questa Racing: parliamo della forcella, della sua efficacia nelle varie situazioni, della sua scorrevolezza sulle “minime”, ecc.

    La forcella KYB della Racing 350 è molto scorrevole, lavora in maniera ottimale ed è molto sensibile, trasferisce al pilota ogni singola asperità del terreno. Perfetta anche in fase di accelerazione, mantiene la moto composta, evitando brusche sbacchettate, permettendo al pilota di avere un maggior controllo sul mezzo anche nelle staccate più aggressive se arrivi un filino impiccato. La forcella è buona sia sulle minime sia nei colpi più forti e la sua reazione è molto ben diluita ed è in grado di digerire davvero tutto.

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    E parliamo del mono posteriore, del suo comportamento in compressione ed estensione

    Ottimo direi questo mono posteriore che si è comportato molto bene, forse leggermente morbido per la mia stazza, forse avrei bisogno di una molla con un K più sostenuto. Molto buono e valido nell’assorbimento delle buche e delle asperità anche più pronunciate, è sempre in grado di garantire un ottimo controllo del mezzo. La moto rimane stabile, consentendo al pilota di avere costantemente padronanza del mezzo.

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    A livello generale cosa pensi delle sospensioni e cosa miglioreresti?

    A livello generale le sospensioni sono ottime, oltre qualche piccolo accorgimento per adattarle al mio peso non migliorerei nulla se non la molla posteriore.

    Parliamo del feeling sull’anteriore, in ingresso curva e del mono in uscita a gas aperto

    Che bello l’avantreno di questa enduro! L’anteriore è preciso e deciso oltre che sensibile, in accelerazione rimane incollato a terra, mentre in ingresso curva asseconda i movimenti del pilota. Romane parecchio stabile al centro curva.

    In uscita trasmette sicurezza, l’anteriore rimane saldo a terra, e tutto questo mentre corregge in maniera egregia le imperfezioni lasciate dalla ruota posteriore dovute alla derapata. Si sente anche l’ottimo lavoro del leveraggio progressivo.

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    A chi consigli questa 350?

    La 350 Racing è una moto sottolineerei molto polivalente. Per questo è adatta ad un pubblico molto ampio, che parte dall’amatore, che il più delle volte è alla ricerca di una moto facile da utilizzare e semplice da gestire, fino ad arrivare ai piloti più esigenti, in cerca della perfezione e di alte prestazioni. La Beta 350 Racing è divertentissima e… può fare di tutto!

    Se dovessi dare un punteggio da 1 a 5 su

    CICLISTICA 4 – FUNZIONAMENTO FORCELLA 4 – FUNZIONAMENTO MONO 4 – EROGAZIONE MOTORE 5 – EROGAZIONE AGLI ALTI REGIMI 4 – POTENZA ASSOLUTA  4 – TRATTABILITA’ 4 – EFFICACIA AI MEDI E BASSI REGIMI 3 – ERGONOMIA IN SELLA  5 – SINCERITA’ AVANTRENO E MONO POSTERIORE 4 – POSIZIONE DI GUIDA  5 – VALORE COMPLESSIVO DELLA MOTO 4

    (Foto LORENZO PALLONI – Si ringrazia Fabrizio Ambrosi – Il Ruotino)

    Andrea Di Marcantonio
    Andrea Di Marcantoniohttps://www.performancemag.it
    “Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale oltre che sull’impatto fotografico delle prove. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Lorenzo Palloni, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Con loro, il videomaker Andrea Rivabene. Importante è il modo diverso di raccontare le prove, abbinata alla ricerca delle migliori location. E poi i progetti legati ai giovanissimi talenti con PROGETTO MX dedicato al motocross e SPEED PROJECT, dedicato al mondo della Velocità. Siamo l'unica testata italiana a costruire progetti per i giovani a cui offriamo un team collaudato e tutta la mia esperienza sul campo. Insomma un impegno a 360°, perchè PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”

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