Team Di.Di. piace anche al Campione del Mondo Marco Lucchinelli che sarà a Binetto per la prima prova del Trofeo dedicata ai ragazzi disabili…

Una premessa importante, ma soprattutto una nuova collaborazione

Da questo mese, performancemag.it apre le porte all’Associazione Diversamente Disabili, che nasce con scopo fattivo di rimettere in sella tutti quei ragazzi e non che, a seguito di un incidente, desiderano tornare su due ruote perché la passione, quella vera, non si ferma davanti a niente…

Come sapete questo sito, nel marzo del 2012, mese di “debutto on line”, ha deciso di dedicare uno spazio mirato a questo argomento, delicato certamente, ma anche e soprattutto una realtà dove c’è spazio e tempo per “fare” quel concreto di cui questi ragazzi hanno davvero bisogno.

Quindi un qualcosa di solido che andremo a costruire, passo dopo passo, insieme a tutti gli associati di Diversamente Disabili, che ci porteranno dentro la loro vitalità, nel loro mondo, dentro le loro speranze. Come scrissi nell’editoriale di apertura di febbraio 2012, conosco molto bene quell’adrenalina che, nonostante l’arrivo della disabilità improvvisa, non smette di essere in circolo… Le cose sacre sono quelle in cui esiste una tragedia della vita dalla quale ci si risolleva e si risorge, afferma il Dr Claudio Costa, che tante storie potrebbe raccontare e tante ne conosce di veri e proprio miracoli…

Personalmente la conosco bene perché anni fa, il mio migliore amico, perse un braccio in un incidente. Amava le moto, l’enduro ed a quelle sensazioni non volle rinunciare. Perché gli regalavano momenti unici. Fu così che, mi imbattei in un nuovo “incarico mission personale”, ovvero provare a rimettere in sella il mio amico: acquistò al’epoca una Honda XL600 Paris-Dakar, una vera enduro dakarina e con quella volle imparare questa nuova sfida.

Fu un successo ed oggi, a 25 anni da quel giorno quando gli venne consegnata la moto in concessionaria (non scorderò mai l’espressione del venditore quando vide il mio amico senza un braccio mettere in moto e partire..), lui va ancora per monti con la sua KTM enduro, perché ha scoperto che poteva farcela e ce l’ha fatta!

Quindi, ho molto a cuore questa “causa” e spero e confido che questa Associazione renda ancor più elettrizzante la nuova collaborazione; un qualcosa che sconfina nel rapporto umano vero tra appassionati delle due ruote (Andrea Di Marcantonio/performancemag.it)

Si parte da Motodays…e Binetto

Appena decollata l’iniziativa di Emiliano Malagoli e Matteo Baraldi, tornati a correre in moto dopo un grave incidente – Dal loro entusiasmo è nata l’Associazione Di.Di. Diversamente Disabili, che ha debuttato alla Fiera di Roma durante la quinta edizione di Motodays. L’Associazione Di.Di. Diversamente Disabili, nata per far tornare in sella i motociclisti che hanno subito un incidente invalidante  e che ha trovato un sostenitore d’eccezione: si tratta di Marco Lucchinelli, Campione del Mondo della 500 nel 1981, che sarà presente alla gara d’apertura della stagione, il 23 marzo sul circuito di Binetto.

Riconosciuta come Onlus, l’Associazione è nata dall’idea di Emiliano Malagoli e Matte Baraldi, piloti seriamente colpiti da incidenti in moto: privo di una gamba al di sotto del ginocchio l’uno, e del braccio sopra l’articolazione l’altro, sono tornati a correre e hanno voluto mettere la loro esperienza a disposizione di chiunque si trovi nella loro situazione. “Sono curioso di vedere come se la cavano in pista Emiliano e Matteo e per questo ho già prenotato l’aereo per Bari – ha commentato Marco Lucchinelli. – Da Bologna è una bella trasferta, ma la faccio volentieri perché con quello che gli è capitato questi due ragazzi anziché sentirsi degli invalidi scendono in pista e danno del filo da torcere a piloti che hanno gambe e braccia sane”.

Il commento del dottor Claudio Costa, fondatore della Clinica Mobile nel mondiale di MotoGP e SBK

“Emiliano e Matteo hanno un entusiasmo che contagia. E l’entusiasmo se lo traduciamo dal greco, significa trovare il Dio che è dentro noi stessi – ha detto il dottor Claudio Costa -Le cose sacre sono quelle in cui esiste una tragedia della vita dalla quale ci si risolleva e si risorge. Zanardi è il simbolo di questa sacralità: la ferita diventa un modo per poter trascendere in uno stato di felicità che nessuno avrebbe incontrato senza quelle ferite. Non bisogna chiamarli diversamente abili o handicappati: questi piloti che ogni giorno giocano a scacchi con la morte dimostrano che lo stato della felicità si può conquistare proprio laddove esiste una ferita, quindi è messaggio di speranza stupendo. Non dobbiamo tracciare le righe gialle per terra per loro, ma per gli altri, che si sono alienati dal sacro della vita. Loro stanno nelle righe bianche, che sono quelle della bellezza e della meraviglia della vita”.

Ma, accanto alla prima gara europea di motociclismo riservata esclusivamente a piloti disabili, nel weekend del 23 e 24 marzo si svolgerà infatti a Binetto anche una gara per piloti normodotati, alla quale prenderanno parte anche Emiliano Malagodi e Matteo Baraldi. L’Associazione Di.Di. ha dato vita anche al Trofeo Disabili, che si svolgerà sui principali circuiti italiani nel contesto della Bridgestone Cup. Qui i piloti con protesi correranno insieme ai normodotati, ma alla fine verranno stilate classifiche separate. Lo start è previsto per il 21 aprile a Misano

Debutto a Motodays…

Nel corso di Motodays infine, l’Associazione Di.Di. ha debuttato ufficialmente con un’altra iniziativa: la Scuola Guida Moto per Disabili. Nel lungo weekend capitolino, decine di appassionati portatori di protesi o paraplegici sono tornati in sella e si sono cimentati fra i birilli grazie alle moto adattate con comandi speciali a seconda delle necessità. Istruttori d’eccezione, Emiliano Malagodi e Matteo Baraldi, ma anche la campionessa di velocità Chiara Valentini. Domenica 17 marzo l’Associazione Di.Di. sarà protagonista al TG2 Motori, storica rubrica motoristica di RAI2 condotta da Maria Leitner, con le interviste a Malagoli e Baraldi. Sito Associazione: www.diversamentedisabili.it

Appuntamenti in pista con il Team Di.Di. al Bridgestone Challenge: 16 e 17 marzo Test Imola, 21 aprile Misano, 9 giugno Imola, 7 luglio Misano, 8 settembre Vallelunga, 6 ottobre Mugello.

Come si guida una moto senza un arto?

Guidare una moto senza un braccio od una gamba richiede naturalmente l’adattamento dei comandi, specifico per ogni situazione. Nel caso di Emiliano Malagoli, amputato della gamba destra sotto il ginocchio, è stato sufficiente spostare al manubrio il comando del freno posteriore, che ora si aziona col pollice sinistro, e inserire sulla pedana destra un perno nel quale si infila lo stivale per impedire che scivoli.

Baraldi invece ha spostato sul manubrio sinistro comando del gas, del freno anteriore e del freno posteriore (a pollice); quella che era la pompa del freno posteriore ora aziona la frizione, comandata dal piede destro. La protesi del braccio è fissata al manubrio con due dita “a molla”. Naturalmente però ogni caso va trattato in una maniera diversa, con uno studio a volte complesso per misure e angoli delle protesi.

yachtsynergy ADV bottom
Articolo precedenteMAN E DUCATI CORSE INSIEME NELLA MOTO GP…
Articolo successivoMOTO GP: FINE TEST HONDA, MARQUEZ DAVANTI
Andrea Di Marcantonio
“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”