Ford Ranger Thunder, irrompe con varianti dinamiche grazie ad un design audace e concreto. 213 Cv, 500 Nm di coppia e motore 2.0 biturbo

Ogni veicolo, definito “best seller”, può permettersi una o più versioni per intrigare la propria utenza e magari allargarne i confini. Sono logiche di scelte commerciali “sottili” ma, nel caso dei pick-up, sono dettate da reali (e pratiche) esigenze professionali. E che vanno ad ampliare la gamma di utilizzo del veicolo, senza mai perdere di vista l’originalità distintiva.

FORD RANGER THUNDER test - performancemag.it 2021

Ford Ranger, imponenza e muscoli tutto di serie

Nel caso di Ford Ranger, l’imponenza e la duttilità sono di casa. Da sempre! L’idea di un nuovo allestimento, quindi, doveva comprendere qualcosa di forte, aggressivo ed ancor più dinamico. Scommesse non proprio facili visto l’aspetto già muscoloso di Ranger. Da ricordare che questo modello ha venduto in Europa qualcosa come 52.500 esemplari

E così, Ford Ranger Thunder, basato sull’allestimento Wildtrack, irrompe con varianti ancor più dinamiche grazie ad un design audace e concreto, elementi che ben si prestano alla sua proverbiale funzionalità.

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Solo 4500 esemplari ma stessa sostanza Ford

Ne verranno prodotti solo 4500 esemplari, numero che testimonia l’originalità di questa nuova variante Thunder. La sostanza però rimane la stessa: motore bi-turbo da 213 Cv con 500 Nm di coppia, cambio automatico a 10 rapporti e prestazioni molto accattivanti per affrontare, come vedrete, anche la sfida di un tracciato di motocross.

Il colore ha il suo effetto su Thunder

È offerto al pubblico in un’unica variante con il suo bellissimo colore Sea Grey e reso ancor più incisivo da cerchi neri da 18”. A questi due elementi estetici, si sommano le finiture in nero ebano della massiccia griglia frontale, colore utilizzato pure per il paraurti posteriore, per i battitacco sportello, le maniglie delle imponenti portiere. Un tocco di colore rosso campeggia invece sulla griglia.

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Copertura del cassone e modularità grazie al separatore scorrevole

Non manca il badge Thunder in 3D, che possiamo notare su portiere, portellone, affiancato dal logo nero Ranger. Le finiture rosse le scopriamo sui contorni dei proiettori anteriori LED e attorno ai fari posteriori. Novità invece, è il rivestimento del vano di carico ma, soprattutto, la copertura manuale scorrevole del cassone che può assumere volume variabile grazie al divisore scorrevole.

Ma la praticità viene quasi “dimenticata” all’interno del grande abitacolo del pick-up Ford: spiccano sedute in pelle, ampie e ultra-comode, dettagli di colore rosso con cuciture coordinate per volante, sedili, cruscotto ed alcuni elementi dell’abitacolo. In sostanza, un vero monolocale che accoglie sempre nel massimo comfort.

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Un propulsore Ford 2.0 potente ma soprattutto fluido ed elastico

Il segreto del 2.0 cc EcoBlue sta nelle presenza del doppio turbocompressore: entrambi “spingono” anche ai bassi regimi e lavorano insieme per regalare tanta coppia ma, soprattutto, un gradiente superiore di accelerazione quando e dove serve. Quando il regime operativo sale invece, il compressore piccolo viene bypassato, dando “corpo” e voce a quello più grande che favorisce spinta e schiena fino alla massima potenza dei 213 Cv.

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L’elasticità già scoperta in passato nella prova di Ranger invece, è merito del cambio automatico 10 rapporti, già presente su icone quali F-150 e Mustang. Merito pure dell’Adaptive Shift Scheduling, capace di “comprendere” lo stile di guida, analizzarlo al fine di offrire tempi di cambiata sempre veloci ed ottimali soprattutto. Ovviamente c’è il sistema di trazione integrale 2WD, 4WD e 4WD-L. E se parliamo di consumi, sono dichiarati 7,8/litri per 100 km.

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COVE VA IL FORD RANGER THUNDER: INFATICABILE, OVUNQUE!

Per questa prova ho scelto un percorso doppio: una fangosa pista di motocross (la Pista Città di Artena) e tratti di sterrato “mosso” con tanto fango e grip quasi nullo. Questa la scenografica dello stress test legato alla Ranger Thunder, quasi 150 km di vegetazione, sottobosco, guadi, salite sassi e discese, perdite di aderenza e lunghi attraversamenti con tante buche profonde. Ma mai nulla ha “impensierito” questo pick-up Ford.

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Una scelta quindi rigorosa e precisa, perché sarebbe stato fin troppo facile effettuare una prova su strada o sterrato “light”, comodo e guidato. Ed invece ho preso lo sterrato più mosso e fangoso che ci sia per provarla (e stressarlo) a fondo senza mai risparmiare nulla allo spettacolo. D’altra parte, è il nostro motto, “mettere tutto sotto pressione”. Anche a dispetto della sua mole in questo caso!

A bordo scopro subito sedili confortevoli, sospensioni pensate per il comfort, oltre ad un’ottima insonorizzazione. Un pick-up a metà tra lo spartano e l’eleganza al punto giusto, complice una visibilità molto “chiara” dalla plancia e che consente un’ottima valutazione millimetrica anche dei tratti più accidentati. Anche le manovre in spazi angusti vengono esaltate dalla buona visibilità generale.

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Il sound del cuore magico da 213 Cv è quasi impercettibile al minimo mentre in marcia su strada si percepisce il solo suono metallico del Common Rail, più acuto ai regimi intermedi, Le sedute anteriori sono decisamente comode dicevo e ben supportano nella guida in fuoristrada. Così tutto è ben isolato acusticamente ed insonorizzato e quindi, anche quando si “balla a bordo su, buche, pietre e cambi di pendenza, chi sta in abitacolo non percepisce le effettive difficoltà che devono gestire le sospensioni.

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Il motore spinge pulito ma in modo molto consistente, tonico e si percepisce da subito l’ottimo lavoro della trasmissione e della trazione integrale 4×4 che consente alle ruote di trovare sempre un “appiglio” per uscire da mille, delicate situazioni offroad.

Questo motore ha un sacco di coppia già a 1500 giri ed il tiro è molto buono anche se la spinta non è mai aggressiva, lasciando ampia scelta pilota che può dosare il gas a secondo del tracciato. Merito del doppio turbo, soluzione che amplifica la sensazione di fluidità e spinta anche ai bassi regimi. Direi che le qualità operative di questo motore sono tra i 1500 ed i 3500 giri.

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La trazione sulle 4 ruote è sicura oltre che eccellente nella sua efficacia: aiuta lo sterzo elettronico che non è mai duro da azionare e quindi ogni manovra risulta facilitata a dispetto degli ingombri di questo imponente pick-up!

Ora mi sposto sul percorso natura: si aprono pendenze fangose, buche profonde, piccoli e grandi guadi: ogni difficoltà viene superata senza problemi anche in 4WD. La strada sembra finire ma in realtà c’è una buca profonda di un canale dove scorre acqua.

Vista la notevole altezza da terra entro a bassa andatura mentre il muso sembra scomparire, qui aiuta la trazione integrale che, mentre le ruote anteriori sono letteralmente affondate nel dislivello, quelle posteriori “spingono” e forzano l’uscita. Rimango sorpreso dell’efficacia di questo cambio automatico ma, soprattutto del lavoro della doppia turbina che estrae cavalli dal motore per levarsi da questa situazione davvero non facile anche per offroad a passo corto.

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Questa Ranger certo leggera non è ed oltretutto vanta un passo lungo, ma la particolare geometria delle sospensioni fa sì che, anche a vettura molto alzata da terra, la spinta sia sempre molto omogenea sulle ruote in trazione.

L’importante è lavorare delicati con lo sterzo, cercando di “trovare” le zone di presa migliore per le ruote in trazione anche utilizzando all’occorrenza del 4WD-L. Ed in questo aiuta l’elasticità del motore, specie tra 1500 e 2200 giri, dove la risposta sull’acceleratore non è mai aggressiva, cosa che contribuisce a dosare la potenza in modo “mirato”. Effetto utile in situazioni ad andatura lentissima come in questo caso.

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Per il resto anche questo nuovo ed elegante Ranger Thunder è come lo vedete: potente, dinamico e massiccio. Un ottimo telaio, buoni freni ed una geometria delle sospensioni azzeccata, un bel motore biturbo elastico, contribuiscono a renderlo un pick-up sempre divertente da guidare. E questo su ogni tipologia di fondo. Unico consiglio, se vorrete affrontare qualcosa di impegnativo, sarà equipaggiarlo con coperture più “cattive” e adatta all’offroad più estremo. Il resto, lo avrete compreso, è vivere al meglio ogni spazio aperto.

PETRIGLIA RACING: PASSIONE E DEDIZIONE AL PROPRIO IMPIANTO

Ne ho parlato in apertura. Per questo stress test di Ford Ranger Thunder, siamo andati su una pista di motocross e, più precisamente, sul Circuito Città di Artena, che la particolarità di una morfologia unica nel suo genere. Marco Petriglia, titolare dell’impianto, ci racconta dell sua passione per il fuoristrada a due e quattro ruote.

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Parlaci della tua attività, della tua squadra, della tua passione

La mia passione più grande è il motocross, che ho praticato per moltissimi anni e che mi ha permesso di conoscere nomi importanti che ancora oggi risuonano a gran voce nel panorama crossistico. Intorno a questa passione poi, ho creato quella che oggi è la mia attività. Con la mia squadra in passato abbiamo preso parte a molti campionati con risultati più che soddisfacenti. Ci siamo piazzati per ben due volte secondi agli internazionali d’Italia Supermarecross, nel 2010 con Daniele Bricca nella MX1 e nel 2011 con Antonio Gizzi nella 125 ed abbiamo vinto un Campionato Italiano 125 Senior nel 2013 con Felice Compagnone.

La tua è una pista particolare: raccontaci il tipo di tracciato

Partendo dal presupposto che ogni pista è un tracciato a sé stante, vi racconto brevemente il tipo di tracciato del “Crossodromo città di Artena”, che sfrutta a pieno i saliscendi naturali della collina sulla quale è sviluppato. La parte bassa vede salite e discese da percorrere full gas, per poi ritrovarsi nella parte alta, più tecnica e selettiva, dove ci sono una serie di salti e curve in stile motocross vecchia maniera. Insomma, un mix di puro divertimento, per un vero allenamento!

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A tuo parere, qual è lo stato di salute del motocross regionale e nazionale?

Credo che il motocross a livello nazionale parli da solo, basti guardare i nomi dei piloti che gareggiano, tutti di un certo spessore. Anche il Regionale lascia ben sperare e non solo per il livello dei piloti, ma anche per il numero consistente degli iscritti di queste prime gare. Sono numeri importanti. E poi ci sono progetti come il tuo, PROGETTO MX, che punta sui giovanissimi talenti. È un modo unico e molto interessante per supportare, in modo realmente pratico, chi ha talento ma ha pochi mezzi. Direi che in due anni hai fatto un ottimo lavoro che dovrebbe allargarsi ora ad altri piloti che vogliono crescere con un tocco di professionalità. Tutto questo per il loro futuro…

Tony Cairoli lo conquisterà il meritato decimo titolo?

Auguro con tutto il cuore a Tony di vincere il suo decimo titolo mondiale, anche se battaglia ogni volta con piloti di un certo calibro che tutti conosciamo. Ma lui ha la stoffa del campione ed ha tutte le carte in regola per poterci riuscire. Sarebbe un sogno ed un vanto per il nostro Paese!

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Quali progetti per il futuro della Petriglia Racing

Progetti futuri riguardo la squadra al momento sono sospesi, perché mi sto dedicando anima e corpo alla pista, per riuscire a dare il meglio ai piloti che decidono di essere dei nostri ad ogni allenamento e ad ogni gara. Il nostro obiettivo è quello di renderlo sempre più all’altezza della situazione, perché la nostra soddisfazione più grande è, la sera alla chiusura del cancello, vedere andar via il pilota col sorriso di chi si è divertito!

(Foto LORENZO PALLONI, si ringrazia la Petriglia Racing)

LA NOSTRA GALLERY DELLA FORD RANGER THUNDER

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“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale oltre che sull’impatto fotografico delle prove. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Lorenzo Palloni, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Con loro, il videomaker Andrea Rivabene. Importante è il modo diverso di raccontare le prove, abbinata alla ricerca delle migliori location. E poi i progetti legati ai giovanissimi con PROGETTO MX dedicato al motocross e SPEED PROJECT, dedicato al mondo del CIV Minimoto. Insomma un impegno a 360°, perchè PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”