EVO037 by Kimera Automobili rimane “vincolata” agli esemplari by Lancia Martini Racing Team. Canoni moderni, 505 Cv e un rapporto peso/potenza di 1 a 2

Ho voluto approfondire tecnicamente KIMERA EVO037 perché ritengo sia utile, per ogni sincero e vedo appassionato, capire come è stato portato avanti il nuovo progetto che, seppur basato sul DNA storico del lontanissimo 1982 (data del progetto), è stata concepita mantenendone i “canoni nativi” ma sulla base di nuove tecnologie.

 KIMERA EVO 037 tecnica - performancemag.it 2021

EVO037 rimane quindi “vincolata” certamente agli esemplari Rally by Lancia Martini Racing Team che hanno nomi storici quali Delta S4, 037 e Delta Evoluzione. Così, anche questa nuova EVO037, vanta abitacolo cellula che proviene dalla Beta Montecarlo, telai a traliccio tubolare sia anteriore che posteriore, motore centrale (la vera chicca della 037) e trazione posteriore. Nell’ottica dell’era tecnica attuale, il progetto è stato rivisitato secondo la filosofia del progetto Restomod.

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Come già accaduto in campo moto in ottica di ridare vita ad un glorioso modello (Honda in testa con i ricambi della VFR750R RC30), sono stati richiamati alle armi tutti i progettisti che hanno messo le loro mani sul progetto del 1982.

Kimera Automobili, quindi, ha creato un gruppo di lavoro intenso. Tra questi, Franco “inox” Innocenti, ha apportato la passione e le regole del lavoro di officina, l’Ing. Claudio Lombardi ha rivisitato il propulsore mentre l’Ing Sergio Limone ha integrato l’impostazione del telaio e della vettura. Infine, l’Ing. Vittorio Roberti, ha pensato in ottica materiali e processo costruttivo.

IL VIDEO DELLA KIMERA EVO037, raffinatamente tecnologica

Un telaio completamente rivisto

Proprio così: il telaio della EVO037 ha subito tante modifiche specie se parliamo di riprogettare i nuovi attacchi, le geometrie ed i materiali. Donor Car ha pensato alla cellula dell’abitacolo, proprio come nel 1982, su cui è stata aggiunto un modero roll-bar che però non “infastidirà” l’abitabilità della vettura.

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Così, alla struttura principale, saranno vincolati i telai in CrMo sia anteriore che posteriore il tutto utilizzando moderni processi costruttivi con lo scopo di ottenere una struttura unica e robusta. In tal senso, l’Ing. Limone, ha utilizzato geometrie e dimensioni del tutto uniche al fine di incrementare la rigidità torsionale quanto la “connessione” legata ai gruppi sospensioni.

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Infatti, i bracci ruota, quelli dello sterzo, i mozzi e gli ammortizzatori, hanno base di partenza da quelli della Delta S4. Attraverso le tecnologie CNC poi, molti componenti sono ricavati dal pieno e lavorati a mano pezzo per pezzo.

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EVO037: un motore, eccellenza di tecnologia unica

L’Ing Claudio Lombardi, ha concepito il powertrain anche in virtù dell’imbattuta quantità di vittorie nel Mondiale Rally Costruttori. 2111 cc di cubatura, quindi la stessa base della 037 base con l’up-grade della presenza della doppia sovralimentazione turbina/volumetrico della Delta S4.

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Qui arriva l’elettronica se parliamo di gestione della “convivenza” delle due tipologie di sovralimentazione, cosa che in passato era pneumatica/meccanica e quindi con tutte le limitazioni di gestione della potenza/progressione/reattività del motore.

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Il “Volumex” quindi è lo stesso, ma la “schiena” motore sarà affidata quindi alla spinta elettrica che quindi non “toglierà” potenza al motore nella fase di utilizzo. Il risultato è una maggiore progressione e linearità nell’erogazione della potenza ai bassi regimi ma soprattutto maggiore spinta, effetto che, sulla vecchia 037, era un po’ il tallone di Achille per via del comportamento On/Off in accelerazione e ripresa. I cavalli saranno 505 per un rapporto peso/potenza di 1 a 2 ovvero un Cv ogni 2 kg di peso vettura. Il cambio è disponibile sia sequenziale che manuale.

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La linea dell’aggressività della EVO037

All’epoca la 037 aveva la carrozzeria in vetroresina mentre oggi arriva la fibra di carbonio “pettinata” e che può contare su lavorazioni in autoclave a favore di resistenza e peso ridottissimo a fronte di un’elevata rigidità. La linea dei cofani è stata addolcita a favore della solidità strutturale, mentre il design vanta ora sbalzi ridotti ed un aumento delle carreggiate.

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In vettura si respira aria di passato: stessa struttura per cruscotto e tunnel centrale ma impegno nei materiali con presenza di fibra di carbonio, Alcantara, Pelle, pulsanti rossi sul tunnel centrale che servono ad inserire i Mode di guida mentre il freno a mano non è automatico ma logicamente manuale nel rispetto delle vetture da Rally. Spiccano sedute con cinture a 4 punti con omologazione Racing.

 

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“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale oltre che sull’impatto fotografico delle prove. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Lorenzo Palloni, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Con loro, il videomaker Andrea Rivabene. Importante è il modo diverso di raccontare le prove, abbinata alla ricerca delle migliori location. E poi i progetti legati ai giovanissimi con PROGETTO MX dedicato al motocross e SPEED PROJECT, dedicato al mondo del CIV Minimoto. Insomma un impegno a 360°, perchè PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”