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    Honda Transalp XL750, quello che mancava

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    Nuova Honda Transalp XL750 colma un vuoto e sarà protagonista del segmento. Spiccano il nuovo motore da 755 cc, un telaio dinamico e sospensioni Showa SFF-CA

    Era il 1986 quando la prima Honda Transalp appassionò una foltissima schiera di appassionati offroad. Di fatto una moto versatile che oggi chiamiamo “dual”, certamente comoda, maneggevole, ma, soprattutto dinamica (merito del motore “V” da 583 cc) oltre che realmente versatile.

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    Poi, nel 2000 Honda elevò la sua cubatura a 647 cc mentre nel 2008 arrivò la versione XL700V con bicilindrico da 680 cc alimentato a iniezione elettronica. E siamo ad oggi con la nuova Transalp XL750, che va a colmare quel “buco” tra la CB500X e CRF1100L Africa Twin.

    2023: Honda volta pagina con il motore da 755 cc

    Una moto pensata con obiettivi diversi rispetto al passato. Soprattutto grazie al nuovo motore “dinamico” da 755 cc che va a stravolgere il progetto originario. In attesa di provarla, vediamo le caratteristiche peculiari di un modello già destinato a scrivere un altro pezzo della storia Honda.

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    Un consiglio: prima di tutto provatela con mente aperta

    Prima di entrare nel dettaglio però, leggo qua e là le prime valutazioni mentre EICMA è in corso. Sono in molti ad esprimere la non piena soddisfazione per il nuovo modello: per il design, per le soluzioni tecniche e per altri dettagli.

    Vero che la nuova Transalp “rompe” gli schemi del passato, ma è pur vero che dai dati tecnici emerge un pacchetto molto accattivante che potrà essere apprezzato, ritengo, solo dopo averla provata in tutto il suo autentico DNA.

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    755 cc di dinamismo, lo stesso della CB750 Hornet

    Le carte della new Transalp (disponibile anche in versione da 35 kW), sono l’assetto più alto, una carena ed un parabrezza per proteggere il pilota ed il nuovo bicilindrico parallelo da 755 cc, lo stesso della nuova CB750 Hornet. Eroga 92 Cv a 9500 giri ed ha un valore di coppia di 75 Nm a 7250 giri.

    C’è poi il sistema TBW Throttle by Wire, pensato proprio per questa Adventure Honda e la frizione antisaltellamento con dischi FCC Leaning Segment, che riducono la coppia di trascinamento del 30%.

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    Distrubuzione Unicam e Vortex Flow Duct

    La distribuzione è di tipo Unicam “ottovalvole”, i condotti discendenti di aspirazione ed i relativi canali a vortice Vortex Flow Duct per ottimizzare la combustione. E poi, il manovellismo a scoppi irregolari a 270°, i 5 Riding Mode di cui 4 hanno un imprinting relativo a potenza, freno motore e controllo di trazione HSTC oltre all’ABS.

    Ma nuova Transalp (disponibile in tre colori) è anche maneggevolezza oltre che performance: spicca il telaio in acciaio a diamante con pareti e tubi ottimizzati nello spessore e nella rigidità.

    Sospensioni Showa e due selle, da 850 e 820 mm

    C’è la forcella Showa SFF-CA da 43 mm ed il mono con leveraggio Pro-Link mentre l’impianto frenante è affidato per l’anteriore alla coppia di dischi da 310 mm con pinze a due pistoncini. Le coperture sono 90/90 21” e 150/70 18”.

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    Altre chicche sono il display TFT da 5”, il sistema Honda Smartphone Voice Control per Android e IOS, l’illuminazione full LED con indicatori direzione a disattivazione automatica che comprendono anche il sistema di segnalazione di emergenza ESS.

    A seguire, un’altezza sella di 850 mm (ma è disponibile anche una sella da 820 mm), la presa USB-C ed un impianto elettrico CAN che lavora con la centralina BCU, collocata sul longherone di sinistra.

    Ma Transalp M.Y. 2023 è molto di più e presto pubblicheremo la prova completa di un modello predestinato al grande successo…

    Andrea Di Marcantonio
    Andrea Di Marcantoniohttps://www.performancemag.it
    “Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale oltre che sull’impatto fotografico delle prove. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Lorenzo Palloni, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Con loro, il videomaker Andrea Rivabene. Importante è il modo diverso di raccontare le prove, abbinata alla ricerca delle migliori location. E poi i progetti legati ai giovanissimi talenti con PROGETTO MX dedicato al motocross e SPEED PROJECT, dedicato al mondo della Velocità. Siamo l'unica testata italiana a costruire progetti per i giovani a cui offriamo un team collaudato e tutta la mia esperienza sul campo. Insomma un impegno a 360°, perchè PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”