Il Ducati Team in Qatar ha continuato a lavorare sul set up per la gara

Sia Nicky Hayden, settimo alla fine, sia Valentino Rossi, hanno migliorato i rispettivi crono ed in particolare l’italiano ha lavorato molto con le gomme dure, abbassando costantemente i suoi tempi in assetto da gara. Solo nell’ultima uscita ha montato la gomma più morbida con cui ha ottenuto l’ottavo tempo di giornata.

Nicky Hayden (Ducati Team) 7° tempo in 1’56.402
“Man mano che la pista si “pulisce” migliora l’aderenza ma, sotto un certo punto di vista, per me aumentano le difficoltà perché si innesca una fastidiosa vibrazione. Quando questo accade non riesco a mantenere il mio angolo di piega e tendo ad allargare le linee, specialmente, nelle curve piatte. Abbiamo provato diverse molle ma ancora non abbiamo trovato una soluzione. E’ un tipo di problema particolare, che si presenta in maniera incostante, quindi dobbiamo analizzare bene i dati e fare del nostro meglio per eliminarlo. Il mio passo non è ancora quello che vogliamo ma, anche se non sono entusiasta di come è andata oggi, la nostra “top speed”è ottima e questo sarà importante per la gara”.

Valentino Rossi (Ducati Team) 8° tempo in 1’56.535
“Oggi è andata abbastanza bene e l’ultimo turno, direi, è stato il migliore. La nostra posizione non è fantastica ma di positivo c’è che con la gomma dura riesco a girare con un passo molto costante. L’anteriore della GP12 mi da un feedback decisamente migliore rispetto alla moto dell’anno scorso quindi posso “spingere” di più e questa è una cosa molto importante. Inoltre la moto è molto veloce in rettilineo. Lottiamo ancora con sottosterzo ma, quantomeno, abbiamo un margine per lavorare. Speriamo di migliorare due o tre cose della messa a punto per domani perché qualificarsi in seconda fila potrebbe essere già una cosa buona”.

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Andrea Di Marcantonio
“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”