MOTO GP: MARQUEZ RECUPERA PER SEPANG

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Marc Marquez continua il complesso recupero alla spalla con Carlos J. Garcia, suo fisioterapista. Marc non ha mai smesso di allenarsi ed ora si vola a Sepang per i primi test

Finalmente è giunto il momento per Marc Marquez di tornare in pista, obiettivo concreto che il sette volte Campione del Mondo ha desiderato per tutto l’inverno. Per Marc Marquez, il test di Sepang, rappresenta una pietra miliare nella sua guarigione dopo l’intervento chirurgico della spalla; lui e la sua Honda RC213V si “rivedranno” a Sepang per la prima volta.

Marc Marquez e il suo fisioterapista Carlos J. García hanno per questo aumentato l’intensità del loro programma prima dei test di Sepang, e questo dopo aver guidato una NSF100 la settimana prima del test.

“Quando mi sono svegliato, faceva male. È difficile per il fisico lavorare al mattino, perché sono molto assonnato. Non ho saltato un giorno, abbiamo iniziato l’11 dicembre e non ci siamo allenati il ​​24, 25, il 31 ed il 1°. Queste ultime settimane fa più male ma è tutto già pronto… La cosa più difficile però, è il lato psicologico per Marquez.

“Ci sono giorni in cui Marc è molto paziente, specialmente nella prima fase del processo di recupero. Poi, a poco a poco, quando gli è stato tolto il tutore era già più ansioso. Gli ho detto che non poteva tornare in moto perché comunque non avrebbe potuto muovere la spalla. C’era bisogno di fermarlo perché se fosse stato per lui, il 7 gennaio sarebbe andato in moto!” Lo spiega Carlos, il fisioterapista che ha lavorato esclusivamente con Marquez da dicembre.

“Hanno tolto le ruote dalle mie bici! – esclamo Marquez – C’erano ordini di toglierle da tutte le moto e quando siamo andati in palestra e siamo passati davanti ad alcune moto lui si è seduto su una di queste, assumendo la posizione di guida facendo con la bocca dei rumori come se fosse in pista. Questo è la sua grande voglia di tornare in moto”, spiega Carlos continuando a lavorare su Marquez.

E mentre la sua spalla veniva nuovamente spinta al limite della sua attuale mobilità: “La spalla è migliorata rispetto a tutto il 2018, senza dubbio, ma i progressi potrebbero non essere rapidi come aveva immaginato Marquez”, Carlos rimane quindi certo che l’intervento chirurgico e il successivo recupero sono stati utili:

“La spalla è migliore rispetto a tutto il 2018, senza dubbio – spiega ancora Carlos -. Per quanto riguarda la sua mobilità, siamo al 90%. Quello che fa in termini di muscoli per muovere la spalla e il braccio è forse sul 75-80% in termini di forza motoria. Siamo in questa fase di dare stabilità all’intero complesso della spalla. La spalla deve rimanere stabile, il suo corpo deve reagire senza che si concentri solo sulla sua spalla. Deve staccarsi e non pensare alla spalla, concentrarsi sulla guida e far reagire il proprio corpo”.

“Finché non salirò sulla mia MotoGP, non saprò in che forma mi trovo. Sono consapevole che sarà la qualità oltre la quantità in termini di giri che faccio. Più che altro, è per evitare di causare tendiniti o simili. Sono anche consapevole che se nel test non riuscirò a mettere in fila i giri che vorrei, ma sarà solo un test. Devo essere prudente e non buttare via le ore che ho passato a recuperare, i due mesi che ho recuperato e sono stato paziente”, spiega Marquez, poi spostato dal tavolo della fisioterapia alla palestra della porta accanto.

Ora Marquez e il Repsol Honda Team sono quasi pronti per il test di Sepang, tre giorni che non solo consentiranno a Marquez e Repsol Honda Team di valutare la RC213V 2019, ma anche le condizioni e il progresso della sua spalla sinistra.

Il pilota ufficiale di test Stefan Bradl si presenterà al secondo team Repsol Honda RC213V mentre Jorge Lorenzo continua a riprendersi dallo scafoide rotto nella mano sinistra. Poi, il Team Repsol Honda volerà in Qatar per l’ultimo test pre-campionato, dal 23 al 25 febbraio, dove Marc Marquez sarà nuovamente raggiunto da Jorge Lorenzo.

 

Andrea Di Marcantonio

Andrea Di Marcantonio

“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”