Un fine settimana questo, davvero all’insegna delle emozioni, specie per il Team Di.Di che ha visto, sul circuito di Vallelunga, risultati sportivi ma anche un grande “evento umano”….

Il sabato infatti è stato il giorno del battesimo della pista per l’atleta paralimpica  non vedente Annalisa Minetti, salita in moto per la prima, in segno di solidarietà con i piloti disabili… “Giuro che non vedo l’ora di salire in moto!” così ha esordito Annalisa, prima di indossare la tuta di pelle, i guanti e gli stivali per la pista, anche se al momento di chiudere la visiera del casco, non nascondeva un po’ di apprensione. “Ormai ho dato la mia parola e non mi tirerò indietro”, ha detto con la caparbietà che la contraddistingue da sempre…

Così, in sella ad una Kawasaki 600 biposto messa a disposizione dal Team Platini, Annalisa ha affrontato due giri di pista a duecento all’ora, con le curve da ginocchio per terra, in sella con un pilota speciale come Manuel Poggiali.

“Manuel è stato veramente un campione! – sono state le prime parole di Annalisa rientrata ai box – Trasmetteva proprio sicurezza ed avevamo l’interfono perché i ragazzi del Team Diversamente Disabili si erano preoccupati che io potessi comunicare con il pilota, ma dopo la prima curva non gli ho chiesto già più niente e ho solo pensato ad assecondare i suoi movimenti. Mi sono proprio fidata ciecamente!”,  ha aggiunto l’atleta paralimpica con grande e puntuale autoironia.

.“Non solo farei degli altri giri di pista – ha continuato – ma sono pronta anche a disputare una gara come passeggera insieme ad altri disabili, ma solo se un grosso sponsor decide di fare un gesto di beneficenza… Non vogliamo lasciare solo una scia di vento, ma anche un contributo a un’associazione Onlus che fa del bene a chi ne ha bisogno”.

“La passione è una grande fonte di energia – ha commentato poi contento Emiliano Malagoli, presidente dell’associazione Diversamente Disabili -. Annalisa Minetti da oggi è la nostra madrina, perché ha superato la sua disabilità reagendo con grande grinta, e noi tutti ci rispecchiamo nei suoi pensieri”. 

Altro passeggero eccezionale Genny Esposito, ex marito e attuale manager di Annalisa Minetti, che è salito in sella ad una biposto guidata dalla campionessa europea Chiara Valentini. Ma il fine settimana del Team Di.Di non era certo finito qui…

Podio a Vallelunga

La domenica i piloti del Team Di.Di sono stati impegnati per il quarto round stagionale del Trofeo Disabili, che si svolge nel contesto del Trofeo Bridgestone. Nella classe regina, la 1000 cc, terza grande affermazione del pilota pugliese Francesco Mele, che corre con la pedana sinistra avanzata e la gamba distesa, perché impossibilitato a piegare il ginocchio. Mele ha combattuto con un problema alla pedana del cambio e da metà gara in poi ha corso sempre in quarta marcia, difendendo però il primato in classifica generale.

Secondo posto per il pavese Luca Raj, che ha il braccio sinistro paralizzato da una lesione al plesso brachiale; al debutto sul circuito romano, nel primo terzo di gara Raj è stato rallentato da una caduta di due piloti normodotati che lo precedevano e ha perso il contatto con Mele, disputando una gara di conserva in ottica campionato. Terzo il padrone di casa, Gianluca Di Vincenzo, che dalla nascita soffre di una semiparesi degli arti destri, e che ha concluso la sua prima gara dopo le scivolate a Binetto e Misano. Quarta piazza per l’esordiente Antonio Rossi, il più anziano con i suoi 62 anni, affetto da poliomelite alla gamba destra.

Nella classe 600 cc è stato proprio il presidente della Onlus Diversamente Disabili Emiliano Malagoli a conquistare la quarta vittoria consecutiva. Il pilota lucchese, che corre con una protesi alla gamba destra, si è aggiudicato così matematicamente il titolo con una gara d’anticipo, ed è primo campione della storia Di.Di.. Da annoverare l’ingresso nella categoria del debuttante Daniel Pertusati, anche lui toscano e privo della mano destra, costretto però al ritiro in questa sua prima gara.

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Andrea Di Marcantonio
“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”