Può migliorare le prestazioni un trattamento motore? Un test con l’ausilio della Wintelemetry per capire come stanno le cose. Sotto torchio i prodotti Metabond…

Spesso sentiamo parlare di prodotti “miracolosi” che fanno del nostro motore un supermotore… Noi motociclisti però, siamo particolarmente diffidenti anche perché il nostro credo, la nostra conoscenza della moto ma, soprattutto, la differenza di guida/oggetto  auto e moto, ci porta ad un “approccio” molto più tecnico quando parliamo di prodotti che aumentano le performance del propulsore.

E poi c’è da superare quella diffidenza oggettiva, cioè quella che ci “impedisce” di infilare nel motore della nostra moto qualcosa che non sia appartenente al ricambio ufficiale, quella che consiglia la Casa per intenderci. Come nel caso della meticolosità con cui scegliamo il lubrificante ogni qualvolta dobbiamo sostituirlo.

Dopo aver incontrato Mr. Metabond, alias Florinel Amarie, però, il mio giudizio si è leggermente ammorbidito. E vi spiego perché: un propulsore nasce per e con delle caratteristiche proprie legate ai molteplici fattori quali potenza, coppia, accelerazione,  linea di erogazione, ecc; tutti questi parametri devono “scorrere” uno sull’altro, come in un incastro perfetto e questo rende la guida piacevole, adrenalinica, divertente sia che si tratti di una pista che di un fettucciato di enduro e di un circuito di motocross.

Quando aggiungiamo qualcosa di liquido nel motore, magari un trattamento legato a migliorare la scorrevolezza delle parti in movimento, abbiamo un solo dato oggettivo che è il nostro puro parere, perché conosciamo bene la moto che portiamo su strada o in pista senza però un riscontro reale degli eventuali miglioramenti, suffragati da dati analitici su cui ragionare a fine prova. Quindi la “risposta” “al cosa nel pensi di questo prodotto” è certificata solo dal giudizio emotivo, legato alla conoscenza della propria moto, insindacabile per carità, ma unicamente…a senso unico.

Ragioniamo invece sui dati certi e concreti

Le corse ma, soprattutto, l’analisi completa dei dati, ci hanno insegnato che spesso il pilota vive a sensazione un dato che magari risulta ben diverso quando i tecnici confrontano i dati della telemetria. Quindi anche nella nostra prova, ho cercato di esplorare un po’ “oltre” le sensazioni personali, spesso dettate dall’entusiasmo de test stesso.

Quindi, visto che Metabond è effettivamente una linea di prodotti molto interessanti sotto il profilo tecnico, ho contattato Riccardo Clarici – alias Wintelemetry – chiedendogli se, attraverso il suo sistema di acquisizione dati, sarebbe stato possibile scoprire se Metabond è realmente un prodotto “che dice la verità”, nel senso che da loro test effettuati, risulta un incremento prestazionale sia per la potenza che per la curva di erogazione che si ottiene dopo il trattamento del motore, del carburante, della catena della moto. Riccardo si è mostrato molto interessato ad investigare sulle reali capacità del prodotto e quindi eccoci qui in pista per il test, effettuato in condizione estreme visto che parliamo di off-road, dei 38° di calura estiva e di un tasso di umidità elevatissimo.

Il test con la pitbike Mobster 140 cc 4T

La prova è molto semplice quanto complessa: tre situazioni ovvero pista minicross, fettucciato di enduro, accelerazioni su spazio predefinito. Tutto questo elevato alla seconda, perché?

Perché prima abbiamo effettuato la prima fase del test con lubrificante di serie 10W40 analizzando i dati riscontrati dalla nostra telemetria; successivamente invece, abbiamo scaricato l’olio motore, immesso olio nuovo di stesso costruttore e gradazione e trattato il motore con Metabond Gold, la catena con Metabond spray ed il carburante con Metanbond Megalene.  Non prima di aver percorso almeno una ventina di giri per consentire al prodotto di “evolversi” all’interno del motore.

E qui la prima piccola sorpresa… Trattandosi di un propulsore con pochi cavalli, ho riscontrato da subito un incremento dell’accelerazione globale (specie in uscita curva da metà a full gas), una migliore rapidità a salire di giri ed una reattività sul comando del gas ben più sostanziosa. Ma questa era la mia personalissima opinione…

L’altra sorpresa è stata quando abbiamo scaricato tutti i dati, confrontandoli, sovrapponendoli, analizzandoli in tutti gli spazi scrutabili. E come vedrete dalle schede telemetria, il miglioramento c’è ed è sostanziale, reale, oggettivo, nero su bianco.

Metabond Italia equipaggia molti team nella Velocità, uno tra tutti il Team Ciatti nella Moto 3 mentre altri team nella stessa categoria lo stanno provando al banco in questi giorni, a dimostrazione che Metabond…c’è!

Ma ora basta parlare, ma approfondiamo la conoscenza della gamma ad “ampio spettro” by Metabond, una sorta di antibiotico proteico per il motore, che funziona ed è veramente efficace oltre che garantito e certificato TUV. Ed ecco com’è andata davvero…

Cos’è Metabond in breve…

Metabond e’ un trattamento per la protezione dall’usura del motore. Entra in reazione termo-chimico-meccanica con il metallo delle superfici sottoposte a sollecitazioni, rettificando le asperità senza romperle, indurendo le superfici metalliche, ottenendo così le migliori condizioni per favorire lo scivolamento e la scorrevolezza fra di loro. Questo grazie al bassissimo coefficiente di attrito ottenuto.

Il risultato è una diminuzione dell’energia perduta per attrito, un aumento della potenza del motore e una diminuzione del consumo di carburante.

Tutti i prodotti sono inoltre ecologici, ed il loro uso favorisce una drastica riduzione dell’emissione di gas tossici.

Verdetto finale by WinTelemetry

Giro track Enduro Metabond:

Giro di pista sul fettucciato di Pantano Offroad: visualizzazione del miglior giro 1:16:25 in cui sono rappresentate le  traiettorie, la velocità e attraverso l’uso di linee di spessore e colore differente, le accelerazioni (con tratti verdi), le frenate (con tratti rossi) e la G-Force totale (somma di accelerazione longitudinale e laterale evidenziate in nero), lo spessore delle linee è proporzionale all’intensità della forza .

Grafici confronto giri track Enduro

La figura mostra il confronto fra i grafici della velocità, rilevata sul tracciato di enduro, dei due migliori giri con e senza additivo Metabond.

In rosso il giro (1:16.28) realizzato senza additivo, in nero il giro (1:16.25) con motore trattato Metabond

La differenza sul giro è veramente minima, ma si può anche notare come i picchi del grafico (che rappresentano le massime velocità raggiunte nei brevi allunghi) sono quasi tutti più alti con il giro nero (motore trattato), sintomo di una migliore risposta del motore trattato Metabond.

Immagini confronto coppie e potenze

Le due figure mostrano il confronto rispettivamente fra le coppie (Nm all’albero) e le potenze (Cv all’albero) ottenute come media dei migliori 4 lanci, due in un verso due nell’altro, lungo un  rettilineo  partendo con la marcia più alta (la quarta in questo caso).

Il test è stato effettuato prima con la moto dotata di olio non trattato poi dopo aver sostituito l’olio (con il medesimo tipo) e aggiunto il prodotto Metabond per lubrificante/carburante, solo dopo aver effettuato il necessario “adattamento” del motore al prodotto.

Dall’analisi delle curve di coppia (quella rossa con motore trattato) si notano subito due  differenze che raggiungono picchi di 2 Nm (13%) a bassi regimi (fra 3000 e 4000 giri) e attorno al regime di coppia massima (5000 giri), sembra quindi che il prodotto Metabond offre al motore una maggiore prontezza a bassi regimi e un picco di coppia massima. Stesse considerazioni si possono fare analizzando le curve di potenza ove si vedono aumenti di potenza fino a quasi 2 Cv, mentre la potenza massima rimane invariata (14 CV corrispondenti al valore dichiarato di 13.9 a 8000 giri.

Florinel Amarie, Metabond Italia

Parliamo un po’ del mondo Metabond: cos’è Metabond, a cosa serve?

“Metabond è un prodotto che viene dalla Germania ed è sul mercato europeo da oltre vent’anni. Si tratta di un trattamento metallico e non di un additivo comune da aggiungere semplicemente al lubrificante motore. Il suo scopo è multi aspetto: quando il metallo si riscalda grazie all’attrito tra le parti a contatto, le molecole si fanno più morbide ed il prodotto si intergra nel metallo, dando luogo così a superfici molto più levigate ma, allo stesso tempo, più dure. L’attrito si abbassa così tra il 40 ed il 60% e questo fa si che le temperature di esercizio del motore ed i consumi si riducano, ottenendo coì più potenza”.

Quali sono i campi di applicazione per Metabond? Ed i vantaggi?

“Auto, moto, camion dalla catena per la bici ai motori marini passando per applicazioni aeronautiche ad esempio. Ovunque ci sia un motore a scoppio da trattare o ingranaggi da far lavorare meglio…Uno dei principali vantaggi più indicativi è il risparmio di carburante a fronte delle cose dette in precedenza senza dimenticare il miglior impatto ambientale dettato dal fatto che un impianto di alimentazione pulito ed efficiente genera gas di scarico più “puliti”, grazie alla riduzione del particolato a fronte di temperature dei gas più basse, ovvero da 0,15 a 0,04”.

Nel racing dov’è presente Metabond Italia… E dove è utile Metabond, parlando di due ruote?

“Siamo partner tecnici nel CIV, categoria Moto3 con il Team Ciatti elle2, team con cui abbiamo raggiunto ottimi risultati tecnici oltre che sportivi ma stiamo pianificando altri importanti accordi in altri team, sempre in Moto3, categoria molto importante per i giovanissimi emergenti e talentuosi. Ma siamo anche nella STK 1000 con il Team BWG, nel Ferrari Challenge GT Sprint. Per cio che riguarda le due ruote, il nostro prodotto può essere utilizzato ad esempio sulle catene, nel motore (anche in presenza della frizione), nei carburanti, sui cuscinetti, ecc. E’ importante capire bene che Metabond non è un prodotto che “aggiunge” riportandolo del materiale e quindi non cambia le caratteristiche dell’olio mantenedone nel tempo la qualità e prolungando la vita stessa del motore e del lubrificante”.

Metabond è garantito?

“I nostri test auto, moto o bici, come nel caso di Fabrizio Macchi, nostro pilota bici che quest’anno andrà alle olimpiadi inglesi con il suo veicolo trattato Metabond i cui dati sensibili sono stati anche registrati dai test con la telemetria proprio come faremo qui oggi con la tua pibike, sono tutti reali e documentati. Metabond è certificato TUV mentre il nostro grasso, che viene confezionato in Canada mentre tutto il resto viene dalla Germania, ha superato le specifiche USA/NATO. Metabond è un prodotto a base di Cloruli C16 e C17 mentre il prodotto per trattare i carburanti contiene Kerosene estratto in porzione. Esiste anche un prodotto che tratta il motore fin da 0 km così come il grasso catena è disponibile sia in versione gas che a pompa, quest’ultimo adatto sugli utensili da tornio anche a secco”.

Oggi cosa hai portato da provare?

“Per il test abbiamo scelto Metabond Gold per il trattamento motore, Metabond Spray per la catena e cuscinetti e Metabond Megalene per il carburante”.

C’è ancora scetticismo su questi trattamenti, che aumenta ancor più se parliamo dell’utente moto, sempre attento e tecnico…

“Tutto vero… La prima cosa è far provare questi prodotti innovativi ai motociclisti, confrontarne i risultati, come stiamo facendo noi oggi. E poi abbiamo i nostri team che già utilizzano i nostri prodotti con grande successo, i banchi prova che “raccontano” la vericidità del prodotto. Tutto qui, semplicemente questo. La nostra clientela infine, dopo aver provato i ns trattamenti, prende fiducia sui risultati certificati… E poi noi come Metabond Italia, offriamo un polizza di assicurazione legata all’eventuale rimborso di un danno al motore, da escludere a priori perché siamo certi del risultato ed efficacia di Metabond e certo non avremmo “assicurato” i nostri clienti se non fossimo assolutamente certi di benefici e risultati. Va provato per capirne i confine ed gli indiscussi vantaggi”.

Il partner Wintelemetry, la tecnica verità…

Wintelemetry nasce nel 2009 da un’idea di Riccardo Clarici, ingegnere meccanico romano di 44 anni che nella sua vita professionale è passato dai motori, all’avionica e alla progettazione di sistemi di misura e  collaudo, Nel 2010  fonda la Tesseratte srl, specializzata in strumenti di misura innovativi fra i quali Wintelemetry (www.tesseratte.com).

Il sistema Wintelemetry, sviluppato inizialmente per analizzare le prestazioni in pista, e poi supportando diversi Team in campionati italiani di velocità, vede come idea cardine quella di poter fornire un sistema estremamente economico e semplice da usare, in grado però di fornire una numerosissima serie di elaborazioni in grado aiutare il pilota a migliorare le proprie prestazioni

WinTelemetry è infatti un sistema che consente di  acquisire, elaborare e visualizzare le proprie performances in tutti gli aspetti utili al miglioramento. Non è necessario alcun collegamento, basta applicare al veicolo un piccolo ricevitore GPS datalogger e poi scaricare i dati su un qualsiasi portatile o tablet PC.

Fra le altre caratteristiche Wintelemetry permette di:

1-Visualizzare tempi sul giro, calcolare il giro ideale e rivedere il tracciato di tutti i giri effettuati con le velocità 2-Migliorare il proprio stile di guida, traiettoria, ingresso, percorrenza ed uscita attraverso apposite analisi dell’uso della aderenza disponibile 3-Confrontarsi con altri piloti e migliorarsi individuando le differenti traittorie, ingressi e uscite di curva 4-Conservare un archivio completo di tutte le proprie sessioni, con possibilità di rivedere ogni singolo giro 5-Misurare coppia e potenza del proprio veicolo senza bisogno di un banco prova 6-Creare un archivio delle prestazioni del proprio motore, in funzione delle modifiche effettuate 7-Simulare e migliorare l’utilizzo dei rapporti del cambio

WinTelemetry è composto da un datalogger GPS che memorizza 5 volte al secondo la posizione e la velocità del veicolo con grande accuratezza, e da un sofisticato software che ne elabora i dati. Il sistema WinTelemetry  si può applicare a qualsiasi veicolo a motore e non, ed è adatto ad analizzare le prestazioni su qualsiasi percorso su fuoristrada , strada o circuito.

Foto Federica Roberto e Lorenzo Venturi

 

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Andrea Di Marcantonio
“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”