Mai così vicine le cross Yamaha 2014: sia la “duemmezzo” che la “quattroemmezzo”, condividono la stessa piattaforma e stesse rivoluzione tecniche, messe in atto per affrontare al meglio la specialità…

Nuovi imput tecnici per entrambe le YZ-F,  caratterizzata – la 450 cc – ormai dal “classico” cilindro reclinato oltre che dal nuovo scarico che si snoda sinuosamente fin dall’uscita della testata, senza scordarci dell’iniezione elettronica e tante altre piccole e grandi modifiche  anche sulla “sorellona” da 450 cc.

Sulla YZ250F, c’è un nuovo setting sospensioni anche se, la zona più mirata delle innovazioni, riguarda la nuova testata, il pistone, i condotti aspirazione e scarico, più grandi, la fasatura distribuzione ed un basamento motore decisamente più light. Ed è nuovo anche il cambio mentre la frizione risulta ora più morbida.

YZ450F: migliore gestione motore

Anche la YZ450F, regina dell’offroad mondiale, non ha subito una sola modifica estetica: questo propulsore, caratterizzato dal cilindro reclinato all’indietro, dotato di motore DOHC quattro valvole, vanta, nell’edizione 014, un diverso “carattere” e gestione dell’erogazione potenza. Valvole più grandi quindi ma anche sono nuovi la centralina ed i rapporti del cambio, a partire dalla terza marcia, che ora imprimono alla moto una spinta e coppia maggiori.

Inoltre, sono stati rivisitati anche tutti i condotti in & out, così come i profili degli alberi a camme, anche se, il “pezzo forte” rimane l’MX Power Tuner, indispensabile accessorio che trasforma il carattere e le prestazioni della moto in base al mapping della centralina su più livelli d’intervento.

Per entrambe telaio idroformato

La centralizzazione delle masse era l’obiettivo dei tecnici Yamaha: questo porta ad una guida più precisa e quindi dinamica, grazie al telaio a doppia trave idroformato che ora equipaggia entrambe le YZ-F. E’ nuovo il radiatore, così come il telaietto posteriore è stato accorciato mentre sono stati ridotti i pesi qua e la… E l’operazione “leggerezza” ha interessato pure l’alleggerimento del carter motore, di dimensioni più contenute, l’impianto di lubrificazione a carter umido e la pompa carburante più compatta.

La forcella a steli rovesciati a camere separate ha ora nuove molle, mentre il mozzo ruota è stato maggiorato fino a 22 mm; e poi ci sono la piastra superiore più rigida oltre alla nuova molla del mono posteriore.

Centralizzazione delle masse: come&dove…

Lo scarico (visto per la prima volta sulle factory bike Monster Energy Team) ha ora un percorso più sinuoso (più lungo e dal diametro differenziato) mentre l’effetto di centralizzazione si semplifica in virtù della posizione più bassa del serbatoio carburante (che guadagno 1 litro di carburante), di quella dell’impianto d’iniezione elettronica, centralina ed impianto elettrico, ora sistemati più in basso. Ed infine un’occhiata alle grafiche, realizzate in fase di stampaggio.

…e gli accessori Yamaha…

 “MX Power Tuner” è l’accessorio per la mappatura della centralina e la messa a punto dell’iniezione elettronica, per entrambi i modelli. Inoltre, i componenti della frizione possono essere sostituiti, per ridurre il peso o migliorare il raffreddamento e la lubrificazione. La testa cilindro modificata esalta la coppia e la potenza, ed è fornita già assemblata per facilitare il montaggio. Anche il coperchio accensione in lega consente di “limare” il peso, cos’ come lo scarico Akrapovic ed i collettori in titanio.

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Andrea Di Marcantonio
“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”