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    Beta RR 200 2023, il nostro hard test

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    Beta RR 200 2023, adatta anche all’enduro amatoriale in virtù di un motore lineare e pastoso. Riviste le sospensioni ZF, ora più scorrevoli e lineari

    Le gamma enduro Beta RR 2023  è sempre più funzionale e questo è un fatto certo. In analisi in questo extreme test, la RR200 2T, moto molto interessante sul piano funzioanle.

    L’Azienda italiana è forte dei suoi grandi risultati sportivi conseguiti nel 2022, stagione a cui si è presentata da Campione del Mondo. A Rignano sull’Arno quindi, le basi per una gamma sempre più dinamica 2023 c’erano tutte.

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    Gamma sviluppata dai piloti Factory

    Ed infatti, le nuove moto M.Y. 023, sono state realizzate a stretto contatto con i piloti Factory, tra cui Brad Freeman e Steve Holcombe. L’obiettivo tecnico era quello di dar vita a delle moto snelle, funzionali ed ergonomicamente al top, a cui si aggiungono leggerezza oltre ad una ciclistica ancora più evoluta e raffinata firmata ZF.

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    2023, gamma ampia con otto modelli tra 2 e 4T

    Gli aggiornamenti 2023 riguardano quindi le plastiche, la colorazione full red, nuove strutture ora più lineari e “decise” nel taglio. La gamma RR si compone di ben otto modelli tra 2 e 4T, una gamma ad ampio range, priva di fronzoli che bada al sodo dell’enduro.

    La gamma 2T si compone della 125 cc, della 200 cc che vedete nella nostra super prova hard, la 250 e la 300 cc mentre quella 4T è forte della 350 cc, della 390 cc, della 430 cc e della muscolosissima 480 cc.

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    La 200 cc, cubatura ibrida

    La desinenza più ovvia è la provenienza dallo schema tecnico della 125 cc: sia la ciclistica quanto il motore 2T ad ammissione lamellare diretta nel carter, derivano dalla ottavo di litro ma, con elementi di coppia e potenza, ben al di sopra della 125 cc con l’aggiunta di maggior schiena e corposità nell’erogazione.

    Il peso ridotto ne esalta la maneggevolezza a cui si aggiungono l’utilità della presenza del miscelatore e dell’avviamento elettrico. Questa RR200 è indirizzata ad un enduro “amatoriale”, come anche sottolineato dal nostro hard tester Marco Stavros Maggi.

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    Sospensioni riviste, ora più scorrevoli

    Tutta la gamma RR enduro by Beta, vanta una forcella ZF da 48 mm rivista (corsa di 295 mm) ed in particolare sui dettagli interni in tema di scorrevolezza. L’elemento ZF ha subito la modifica dei passaggi olio interni relativi al pistone; sono state eliminati alcuni ostacoli fisici di passaggio olio e questo consente una maggiore libertà per l’olio di transitare in modo lineare.

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    Ideale bilanciamento dei pesi

    Il telaio della RR200 vanta struttura in acciaio al Molibdeno con doppia culla passante sopra la luce di scarico. L’interasse è di 1477 mm con larghezza massima di 815 mm ed altezza pedane pari a 410 mm. Il bilanciamento pesi vede 47 kg sul davanti e 50 kg sul posteriore.

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    Ne beneficia il comfort di guida, il feeling sull’anteriore con l’aggiunta di un maggior sostegno nel primo tratto di corsa. Il risultato è una moto più composta mantenendo un assetto più neutro anche su terreni difficili.

    Nuovo stile con i convogliatori 2023

    È la novità più cool della gamma 2023: mi riferisco agli affilati convogliatori della gamma RR, ora più stretti per consentire manovre più agili per il pilota, specie in inserimento di curva con la sensazione di “sentire” meglio la moto tra le gambe.

    La nuova ergonomia, offre sensazioni più sincere che arrivano sul manubrio, mentre il nuovo design è ora più essenziale e semplice. L’intera gamma 2023 beneficia poi di una nuova ed accattivante grafica full red. Uno stile molto più minimale se paragonato al passato ed un modo per esaltare la muscolosità dinamica della gamma RR.

    Motore, nessun cambiamento

    Il monocilindrico 2T da 190,2 cc è caratterizzato da quote vitali di 62×63 mm con rapporto di compressione di 13.5:1; c’è la valvola di scarico BPV ed alimentazione con carburatore Keihin PWK da 36 mm.

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    L’ammissione è lamellare diretta nel carter mentre la lubrificazione separata è possibile per la presenza di pompa olio elettronica. Il cambio prevede sei rapporti con frizione a dischi multipli in bagno d’olio con architettura invertita. Il rapporto finale è di 23/73 denti.

    La prova hard di Marco Starvos Maggi

    Nostra “vecchia” conoscenza, Marco Stavros Maggi, è un pilota enduro ormai smaliziato e completo. Dalla sua, una fisicità importante sempre abbinata ad un’agilità poco comune, elementi che lo rendono grintoso e reattivo in ogni situazione. Anche le più toste, in termini di hard enduro. Ed è proprio Marco a raccontarsi…

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    “La moto ha sempre fatto parte della mia vita e della mia storia racing… Sono del 1979, quindi direi che sono parecchi anni che vado in moto e brucio benzina e miscela. Ho iniziato con il trial per poi dedicarmi al motard ed infine all’enduro ed in particolare a quello estremo. Nel corso della mia carriera, ho avuto molti infortuni, mai veramente ben curati ed oggi, a 44 anni, ne pago un filo le conseguenze.

    I miei risultati sportivi sono un 13° posto nell’Hells Gate del 2018 ed un 19° posto in quello del 2016, poi 2° all’Extreme Enduro Lika ed ho partecipato ben 7 volte all’Ezberg Rodeo. A tutto questo, aggiungo oltre 10 anni di campionati regionali enduro ed italiani soprattutto, con più di una vittoria della Coppa Italia”

    Nel complesso come hai trovato questa RR200 2023?

    Certamente questa è una moto con una cilindrata anomala. Vanta la leggerezza della 125 con un valore di coppia quasi da 250 cc, cosa che la rende appetibile per un pubblico anche amatoriale molto ampio. Certo, questo motore da 200 cc, tende a murare troppo presto e manca quindi di allungo sui trasferimenti veloci.

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    Ma è una moto realmente agile e leggerissima e vanta inoltre l’avviamento elettrico che, per molti piloti specie alle prime armi, è di fatto un aiuto in più quando si affrontano passaggi particolarmente impegnativi con la moto che tende a spegnersi presto.

    Altra nota positiva, è la presenza del miscelatore automatico e questo significa un grande vantaggio per poter percorrere tanto offroad senza preoccuparsi di farsi da soli la miscela, operazione non sempre pratica.

    Per chiudere, c’è la presenza delle due mappe Soft ed Hard che aiutano il pilota nella gestione del motore in funzione delle condizione del terreno. Mi hanno sorpreso sempre la snellezza tra le gambe e le ottime proporzioni delle plastiche.

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    Due parole sul design e sull’ergonomia

    Condivide le stesse plastiche delle sorelle maggiori. Devo dire che, questa versione 2023, si è fatta sempre più spigolosa e piacevole nel design, molto azzeccato anche se parliamo di ergonomia generale. La RR200 vanta una posizione di guida che certamente è incline a piloti di statura non troppo alta, mentre ho trovato molto dura la sella oltre che particolarmente lineare.

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    La piega del manubrio è neutra e questo consente di trovare subito una corretta postura del triangolo busto/braccia/gambe. Le pedane sono molto ampie e vantano gran grip per lo stivale, mentre i fori di alleggerimento e scarico, consentono di averla sempre pulita sotto lo stivale con benefici per la presa.

    Come su tutte le 2T, l’impianto di scarico è molto voluminoso e la fa da padrone mentre ho trovato molto equilibrato e ben fatto il terminale.

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    Come hai trovato la ciclistica parlando della forcelle e del mono?

    Questa forcella 2023 è stata rivista nelle scorrevolezze interne ed infatti ne ho subito apprezzato la linearità di funzionamento mentre il mono posteriore regala una discreta trazione alla ruota posteriore. In virtù dei miei 1,90 cm di altezza per un peso di 92 kg, ho trovato queste sospensioni troppo morbide e cedevoli.

    Sono però certo che, per un’utenza con pesi prossimi ai 60 kg, siano in grado di soddisfare tutte le esigenze per un enduro amatoriale ma, soprattutto, per piloti con poca esperienza.

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    E del motore cosa ne pensi in termini di erogazione, coppia, potenza ed allungo?

    Di fatto, questo bel 2T, è il vero protagonista! Questa RR200 si colloca esattamente nel mezzo tra la 125 e la 250 2T della gamma Beta. Come detto prima, la 125 cc ha dalla sua la grande leggerezza mentre la 250 cc vanta un gradiente di coppia molto incisivo. La 200 cc invece, pur essendo una cubatura ibrida, vanta peculiarità interessanti per potenza e coppia.

    L’unico limite però, è la mancanza importante di allungo o poter insistere sulla marcia. Sono quasi certo che il pilota molto smaliziato preferisca ancora la 125 cc, molto più sfruttabile per guidare forte anche se parliamo di ritmo.

    E nell’enduro estremo cosa ti è piaciuto di questo 200 2T?

    La leggerezza è il suo plus, il vero valore aggiunto per questa moto.

    Come si è comportata la RR200 nei passaggi estremi?

    Come tutti sappiamo, la vera moto da estremo è la 300 cc, cubatura che ha tutte le caratteristiche globali se parliamo di potenza, coppia ed infinite possibilità per essere sfruttata in ogni situazione dell’enduro hard. Ma, anche questa RR200, mi ha sorpreso per le doti di arrampicatrice nonostante la cilindrata, la sua leggerezza poi fa tutto il resto.

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    A chi consiglieresti questa moto?

    Secondo la mia esperienza, è adatta ad un enduro esplorativo, senza l’urgenza del cronometro e senza tempi da rispettare sulla linea. È adatta a piloti leggeri anche con gambe corte quindi, che saranno sempre a loro agio in sella a questa enduro Beta, mentre strizza l’occhio anche al pubblico femminile, sempre più presente in offroad oltre che nelle gare.

    È una moto leggera, dove ha più apprezzato questa dote?

    Certamente in discesa, nei passaggi più lenti o nelle volée.

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    Qualcosa da migliorare in termini generali di prodotto?

    Essendo una moto con piccola cilindrata, la frizione viene molto sollecitata. Devo quindi aggiungere che questa della RR200, non brilla per progressione e non è molto resistente sotto sforzo. Mi ha molto deluso questo aspetto, perché nell’enduro anche hard, questo componente deve essere resistente. Non è alla pari della concorrenza questo è chiaro, ma c’è da dire che il prezzo di acquisto è inferiore…

    Rispetto ai competitor dove dovrebbe lavorare meglio Beta?

    Riferito alla RR200 e non alla bellissima versione Racing, migliorerei le sospensioni, alcune rifiniture, la verniciatura del telaio e la già citata frizione. Ma migliorerei anche le vibrazioni, importanti su questa moto.

    (Foto & Video a cura di EMANUELE CHIAVERINI)

    Andrea Di Marcantonio
    Andrea Di Marcantoniohttps://www.performancemag.it
    “Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale oltre che sull’impatto fotografico delle prove. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Lorenzo Palloni, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Con loro, il videomaker Andrea Rivabene. Importante è il modo diverso di raccontare le prove, abbinata alla ricerca delle migliori location. E poi i progetti legati ai giovanissimi talenti con PROGETTO MX dedicato al motocross e SPEED PROJECT, dedicato al mondo della Velocità. Siamo l'unica testata italiana a costruire progetti per i giovani a cui offriamo un team collaudato e tutta la mia esperienza sul campo. Insomma un impegno a 360°, perchè PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”

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