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    GOCYCLE G3 VS LAMBRETTA V-SPECIAL 125

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    Confronto sulla nuova mobilità con Gocycle G3 e Lambretta V-Special 125, una bici elettrica da F.1 ed un mito del passato oggi più attuale che mai

    Ora siamo tutti più liberi: liberi di uscire, socializzare, muoversi, anche se con attenta maturità. I confini si riaprono e si avverte una grande voglia di ripartire alla grande e questo si tutti i fronti anche se facile non sarà. Ma, la spinta “propulsiva” nel muoversi passerà soprattutto dall’idea di mobilità che sceglieremo di percorrere.

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    Mi riferisco alla tipologia di veicolo che utilizzeremo per spostarci, non limitando fantasia e rispetto per l’ambiente, elemento di cui abbiamo preso coscienza in questo lungo “isolamento” dal resto delle cose. Piace quindi l’idea di avvicinarsi a veicoli consueti o alternativi, come nel caso degli scooter o delle bici elettriche, oggi molto più vicine a quell’idea Green che ci potrebbe far cambiare la modalità con cui ci sposteremo da un capo all’altro delle nostre città.

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    La colorata location del Museo Condominiale di Tor Marancia a Roma

    Personalmente, ho voluto realizzare questo test un po’ colorato e particolare, prendendo spunto dall’originale forma d’arte offerta dal Museo Condominiale di Tor Marancia a Roma che offre al curioso visitatore 18 splendidi murales, realizzati da altrettanti artisti provenienti da tutto il mondo. Un progetto ideato e curato dal curatore d’arte indipendente Stefano Antonelli , pioniere in Italia della musealizzazione urbana.

    Questo “museo a cielo aperto”, è stato lo scenario perfetto per una prova legata non solo alla mobilità ma, soprattutto, a quell’approccio artistico legato all’originalità, al design, alla tecnologia dei due mezzi di cui vi sto per parlare e che rappresentano, pur se lontani come idee di base, due modalità di mobilità, una classica l’altra che guarda dentro al futuro.

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    Ho messo a confronto Lambretta Special 125, classica e senza tempo con l’iper-tecnologia bici elettrica Gocycle G3, concentrato di soluzioni da supercar. Devo aggiungere una nota personale sulla grande disponibilità degli abitanti del Museo Condominiale, persone simpatiche, aperte e sempre disponibili oltre che pazienti con la nostra invasione…

    Due oggetti unici nel loro genere (o se preferite, due esercizi di stile) e che non hanno rivali nel segmento di appartenenza: Lambretta anima ricordi del passato ma presenta tante piccole soluzioni e utilizzo di materiali quali carbonio ed alluminio, mentre la leggerissima Gocyle punta anch’essa sui materiali tra cui alluminio, magnesio oltre a soluzioni originalissime e brevettate. Senza dimenticare un’APP davvero molto ben realizzata.

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    Il mondo tecnologico di GOCYCLE

    Già a guardarla si comprende il mondo che c’è alle spalle di questo progetto, unico nel panorama internazionale: Richard Thorpe, suo visionario ideatore e progettista, arriva da McLaren Cars e quindi è intuibile il suo approccio iper-tecnico alle cose, il suo modo di “guardare dentro” la tecnologia per snellire pesi e design rendendo funzionale e massiva un’idea unica applicata al mondo bici. Perché Thorpe ha sempre pensato che una bici elettrica – proprio per la sua desinenza legata alla mobilità alternativa -, dovesse racchiudere alcuni concetti base tra cui eleganza, attrattiva tecnica, oltre al piacere vivo nell’utilizzarla.

    Un po’ di storia Gocycle

    Così, nel 2002, fonda la Karbon Kinetics, per lanciare nel 2001 la G1, origine della specie Gocycle mentre nel 2012 verrà presentata la G2 che vince ancora il premio “Best Electric Bike” come prima bici elettrica dotata di collegamento digitale a dispositivi smartphone tramite Bluetooth. Una vera rivoluzione visto che sarebbe stata la prima in assoluto… Poi nel 2016 Karbon Kinetics lancia la G3, anche qui prima nell’adottare l’illuminazione DRL. Nel 2016 viene lanciata la nuova GS ed infine, l’anno scorso ecco la nuovissima GX, bici elettrica pieghevole che si chiude in meno di dieci secondi.

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    Guardiamola da vicino: si tocca elegantemente il futuro

    L’idea ha trovato il suo risultato nella pratica tecnica di base: Gocyle parte dal peso ridottissimo, pari a 16,5 kg, ma, soprattutto, il punto principale è la sua elevata maneggevolezza, pensata a vantaggio della distribuzione longitudinale del peso, un po’ come accade sulle auto sportive, quindi baricentro concentrato in basso per una guida reattiva ed un handling letteralmente sorprendente per una bici. Altro vantaggio dello schema tecnico legato alla distribuzione del peso, è la facilità di essere sollevata, spostata, per essere maneggiata fuori e dentro casa.

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    Telaio in Alluminio e Magnesio, tecnologia racing 100%

    Sempre in tema di risparmio di peso, Gocycle ha puntato dritto per realizzare una bici elettrica unica e super tecnologica: il suo telaio (nella cui area centrale è alloggiata la batteria) è stato realizzato con tecnica di iniezione di Magnesio – materiale ampiamente utilizzato nel racing quale MotoGP e F.1 – materiale utilizzato anche per le splendide ruote a 5 razze, un piccolo capolavoro di design e non solo. Su questo elemento a mio avviso, si concentra il DNA della visione aperta di Thorpe: non è un caso se, lo schema costruttivo, è stato denominato quale “ruota più veloce del mondo”.

    Il sistema PitStopWheel a sgancio rapido

    Si tratta di un brevetto Gocycle e vanta un record assoluto conquistato nel 2013, quando a Battle Mountain, in Nevada la ruota PitStopWheel venne montata su una VeloX che raggiunse ben 138,78 km/h, nuovo primato mondiale per bici a propulsione umana. Gocycle G3 quindi, come tutta la gamma, è forte di questo sistema di stacco rapido, che prevede un mozzo centrale su cui viene “poggiata” e bloccata la ruota per mezzo di tre farfalle a scatto con l’aggiunta di blocco/sblocco Hexlock di sicurezza.

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    Un progetto che guarda dentro l’ergonomia

    Pedalando su Gocyle, ci si rende conto di un altro aspetto importantissimo: l’ergonomia. E’ uno dei punti di contatto più importanti tra ciclista e bici e, in tal senso, il design Vgonomic Gocyle sa adattarsi ad ogni esigenza dimensionale di chi appunto pedala… I punti messi a punto di più sono quindi il reggisella (la sella è la comodissima Velo Sport), la geometria del telaio e, novità, la possibilità di variare su due posizioni, la posizione del manubrio, regolabile in altezza/distanza.

    L’esperienza dal mondo auto è immersa in questa bici elettrica e, come accade per questo segmento, la bici è offerta in taglia unica (con interasse importante a beneficio della stabilità) ma con l’inedita possibilità di variare la posizione di guida. In tema di sospensioni altro scenario tecnologico che si apre con la forcella monobraccio in alluminio 6061/T6 3D, splendida, unica, esteticamente intrigante mentre al posteriore spicca un monoammortizzatore ad elastomeri.

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    Una spinta propulsiva tonica e la trazione anteriore

    Il motore elettrico Gocyle, dotato di controllo di trazione, ha potenza di 250W per il mercato EU e di 500W per quello US. La batteria agli ioni di litio è come detto integrata al telaio centrale e vanta un sofisticato sistema di gestione BMS con 13,5Ah per 22V e 300 Wh. Ma la novità è la separazione dell’unità motrice dai pedali; spicca anche qui la riduzione di peso tra anteriore e posteriore. Nelle bici elettriche classiche, il cambio è con catena mentre su Gocycle quest’ultimo – Microshift con trasmissione Cleadrive Shimano Nexus a tre velocità – è invece elettronico predittivo e questo significa l’impossibilità di innestare il rapporto sbagliato in virtù della morfologia terreno.