Con Julian Thomas, Press Manager di Ducati Corse, abbiamo parlato dei cambiamenti nel Team Factory Moto GP, dall’arrivo di Gobmeier, fino alle novità sulla GP13, che tutti sperano sarà sul podio nella seconda parte della stagione…

Manca pochissimo alla prima gara della MotoGP, ma manca altrettanto poco per iniziare, di nuovo ed ancora una volta, un campionato che si preannuncia bello ed interessante. Valentino Rossi alla Yamaha, Marquez velocissimo nei test, Lorenzo in gran forma e Pedrosa che “sente” che, il nuovo arrivato, gli darà filo da torcere… E poi c’è la Ducati, che merita un approfondimento perché, nel Team Factory, ci sono stati sconvolgimenti a tutti i livelli e su ogni piano. Rossi se n’è andato via ed è arrivato Andrea Dovizioso con Nicky Hayden riconfermato anche se, il dato più emblematico del cambiamento Ducati, è l’arrivo di Gobmeier che però va “sommato” all’addio silenzioso di Filippo Preziosi.

Inoltre ci sono delle tematiche importanti da affrontare sul “tema Ducati MotoGP”: almeno fino ad oggi, i dati delle prove pongono la GP13 più o meno ai livelli della stagione 2012, anche perché, di fatto, i risultati concreti sono aspettati nella seconda metà della stagione…Per questo ne abbiamo voluto parlare con Julian Thomas, MotoGP Press Manager di Ducati Corse Division, perché a questa persona “arrivano”, in qualche modo, gli umori della squadra tutta, ma anche quello e l’atmosfera del Team stesso e delle persone che lo vivono ogni giorno.

L’arrivo di Gobmeier poi fa tutto il resto, come dichiara lo stesso Julian Thomas: “Gobmeier è un ingegnere con una vasta esperienza sia nelle auto che nelle moto e prevede di affidare una maggiore responsabilita’ diretta ai responsabili dei vari settori tecnici”. Questo significa maggior libertà di azione da un lato, miglior gestione delle informazioni raccolte nel box ed a casa dall’altro.

Perché Ducati deve tornare grande in MotoGP ed anche l’arrivo di Dovizioso potrebbe avere il suo ruolo sorpresa, affiancato a quello dell’instancabile Hayden, uno che parla poco e che lavora moltissimo.

Dopo i test sembra che Andrea si stia adattando bene nella nuova squadra…

“Direi proprio di si… A Sepang 1 il primo impatto con la Desmosedici GP13 non e’ stato dei migliori ma a Sepang 2 le cose sono andate decisamente meglio. Dovi ha lavorato bene con la sua squadra ed e’ riuscito a migliorare il feeling con la sua moto”.

…anche se ha già fatto intendere che Ducati ancora non è al massimo della sua forma…

“Andrea sa che ci sara’ molto da lavorare per riportare la Ducati ad essere competitiva con Honda e Yamaha ma ce la sta mettendo tutta insieme alla squadra, con cui ha gia’ stabilito un ottimo rapporto”.

Questo 2013 quali risultati possiamo aspettarci? Ed in quale direzione state lavorando?

“Come abbiamo gia’ detto durante la presentazione del team a wrooom in gennaio, vogliamo migliorare costantemente ed avvicinarci al podio nella seconda parte della stagione. Il lavoro di sviluppo sta procedendo a ritmo serrato ma ovviamente non e’ possibile accelerare i tempi piu’ di tanto. Dobbiamo essere realistici ed avere un po’ di pazienza…”.

Con l’uscita di Filippo Preziosi Ducati ha perso un pezzo di storia, una persona capace e motivata che ha lasciato la sua moto, la sua squadra

“Filippo e’ un grande ingegnere e grazie a lui Ducati ha colto tantissimi successi sia in MotoGP che  in Superbike. Malauguratamente negli ultimi due anni le cose non sono andate come ci si aspettava ed e’ stato deciso di cambiare il top management di ducati corse. A Filippo e’ stata offerta una posizione molto importante quale responsabile dello sviluppo della produzione di serie, ma purtroppo non e’ stato possibile proseguire con lui su questa strada”.

A questo punto l’arrivo di Gobmeier cosa ha cambiato nel team? E nel modo di lavorare?

“Bernhard Gobmeier ha preso il posto di Preziosi quale Direttore Generale di Ducati Corse e coordina le 165 persone, tra dipendenti e collaboratori esterni, che lavorano nel settore delle corse, occupandosi anche della Superbike.

Lo stile di management di Gobmeier, che e’ anche lui un ingegnere con una vasta esperienza sia nelle auto che nelle moto, prevede di affidare una maggiore responsabilita’ diretta ai responsabili dei vari settori tecnici”.

Due parole su Hayden… Un pilota che lavora sempre a testa bassa, senza lamentarsi mai, cercando sempre la positività del risultato…

“Hayden e’ un ottimo pilota e un grande lavoratore, oltre ad essere un perfetto “uomo immagine” per ducati. Nicky, alla sua quinta stagione sulla rossa, con la sua esperienza potra’ contribuire in modo significativo allo sviluppo della GP13”.

Ducati ha perso Valentino Rossi ed ha trovato Dovizioso… Ma, alla fine, siamo più o meno nelle posizioni dell’anno scorso…

“Dovizioso fino ad oggi ha potuto effettuare solo due vere sessioni di test con la Ducati. I tempi di Sepang hanno secondo noi un valore relativo ed in ogni caso siamo riusciti a ridurre significativamente il nostro gap nel secondo test. Probabilmente saremo in grado di fare un primo vero bilancio della situazione solo a meta’ stagione. In generale credo di poter dire che abbiamo lavorato bene con il materiale che avevamo a disposizione”.

Quando arriverà la nuova moto ma, soprattutto, in che modo Audi potrà fornire un supporto tecnologico?

“Inizieremo il campionato 2013 con una moto molto simile a quella che abbiamo usato a Sepang2. Nel frattempo sta procedendo molto velocemente il lavoro di sviluppo affidato a Michele Pirro e, durante la stagione, abbiamo gia’ programmato l’introduzione di diversi step evolutivi per la GP13. Lo sviluppo della moto rimarra’ affidato interamente a Ducati Corse, ma ci sono alcune aree in cui Audi ci puo’ aiutare come, per esempio, l’analisi di laboratorio e lo studio dei materiali, le simulazioni, l’elettronica, ecc.”.

Parliamo delle migliorie messe a punto sulla moto 2013, dove avete lavorato, su cosa, e cosa c’è davanti ancora da fare?

“Stiamo lavorando in tutte le aree, e quindi sul telaio, sull’elettronica e sul motore per migliorarne l’erogazione”. 

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Andrea Di Marcantonio
“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”