INTERVISTA: CRISTIAN BIN, YCF RIDING.IT

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Cristian Bin, ovvero YCF Riding.it, una passione sfrenata per il mondo pitbike . Bilanci positivi per un marchio sempre attento alla qualità e alle performance. Il futuro? Già iniziato con il Flat Track e l’elettrico

Si fa presto a dire che le pitbike sono “giocattoli” per adulti non cresciuti. Invece, dopo esserci saliti sopra ed averle provate, ci si rende conto che sono delle vere e proprie moto da sballo. Il fenomeno non è certo nuovo, così com’è vero che in Italia (come nel resto d’Europa) arrivano – in alcuni casi – pitbike di livello scadente, cosa che certo “abbatte” la fiducia del consumatore che si ritrova spesso in sella ad una moto poco affidabile.

Ma questo non vale per tutti

YCF è un marchio che ha preso a cuore questo segmento e, l’aggressiva e prolifica Azienda francese, lavoro di brutto per garantire performance, affidabilità ma, soprattutto, divertimento assoluto. La qualità YCF si è fatta largo tra una “concorrenza” poco attenta al rider, quello più appassionato e competente, lavorando di fino su queste due variabili garantendo, allo stesso tempo, moto vere per veri intenditori.

Oggi questo marchio gode di una grande fiducia da parte del cliente, anche perché YCF si è sempre “aggiornata ai tempi”, lavorando sul settore cross, motard e poi sulle splendide BIGY, le prime a ruote alte che hanno ancor più ampliato la soglia di tiro del marchio stesso. Senza dimenticare le ultime nate, ovvero le bellissime ed aggressive Flat Track. Oggi YCF lavora pure sull’elettrico, futuro che presto si estenderà all’intera gamma.

YCF Riding Italia, Cristian Bin conosce il mercato

Parte del merito del successo YCF, almeno a casa nostra, lo si deve a YCF Riding.it ovvero Cristian Bin, importatore italiano del marchio francese. Cristian lavora da anni nel settore pitbike e, a suo modo, conosce il mercato, l’utenza, le esigenze e le “fisse tecniche” dell’utente italiano. Cristian ha certamente una dote, ovvero quello di “capire” il mercato, dando sempre indicazioni preziose alla Casa madre francese.

Mondo moto oggi: poche vere idee, si sta nell’angolo senza prendere posizioni

Logico quindi scambiare due parole con Bin, che ci racconta i suoi punti di vista sul mondo pitbike, sulla sua evoluzione, sull’arrivo delle BIGY e del marchio Sunday dedicato al Flat Track, così come si guarda alle difficoltà del momento se parliamo di vendite, mercato, ecc. Si, è un momento buio per le due ruote e lo si è visto anche ad EICMA: poi se non si vuole vedere la mancanza di vere idee, questo è un altro fattore. EICMA da anni è stagna, o meglio le Case sono” bloccate” su dove andare ed è la crisi a farla da padrone. In molti non guardano questo aspetto, senza curarsi troppo dell’effettivo stato delle cose.

Bin crede nella passione e guarda lontano

L’importatore italiano YCF invece, studia sempre ed a suo modo conosce l’utenza perché si è sempre buttato nella mischia ed ha creato idee piuttosto che vivere di riflesso; è un imprenditore giovane ma competente, affronta le cose in modo deciso e sa dove andare, step by step, un po’ alla volta. Esattamente come sta facendo YCF France. In questa lunga intervista quindi, affrontiamo temi caldi ma pure leggeri, con il risultato di un quadro direi abbastanza confortante sull’elemento base, ovvero quella passione che non verrà mai a mancare…

Un bilancio sulla stagione 2018 in termini di vendita per YCF Riding Italia

“Il 2018 è stato in linea con le nostre aspettative. Cresciamo sempre, alcuni anni di più, alcuni meno, ma il trend è comunque e decisamente positivo. In periodi di grande confusione come questi, non è un brutto risultato continuare a creare crescita”.

EICMA 2019: hai visto novità oppure l’impressione è sempre la “caccia” all’idea?

“Come tutti quelli che in fiera ci lavorano per una settimana intera, viene sempre molto difficile poter giudicare con gli occhi dal visitatore. Da quel che ho visto, come al solito riservandomi un’oretta in solitaria ogni giorno prima che aprissero i padiglioni al pubblico, c’è una larga tendenza all’elettrico, direi sempre più marcata ma che non sta affatto “sfondando” come si pensava all’inizio. Mi son sembrati tutti molto attenti a non sbagliare più che a proporre nuove idee vere”.

Cosa hai portato come YCF a EICMA?

“Ogni anno portiamo le anteprime dei due modelli Supermotard dell’anno successivo e alcune delle nostre edizioni special del 2018. Lo stand è stata una riedizione del 2016, con il bilico a due piani”.

E allora raccontaci le novità più importanti 2019…

“Senza dubbio, questo 2019, sarà l’anno del flat track per YCF, che, con il suo nuovo marchio Sunday, ha creato un qualcosa che davvero non c’era: una mini flat track bike con ruote da 14”, completamente nuova. Attorno a questi due modelli svilupperemo iniziative e prodotti mirati. Quindi occhio!”.

Non sembra ci sia stata un’evoluzione “potente” sui modelli già in vendita. Anche YCF attende?

“Sinceramente con oltre 20 modelli in gamma è difficile per il cliente non trovare un mezzo adatto, sia come dimensioni che come portafoglio. Abbiamo moto entry-level, moto da divertimento, moto per piloti, due modelli elettrici, cinque modelli con ruote da 17” della gamma Bigy, quattro tipi di supermotard. E ora aggiungiamo anche le flat. Indicativamente ci piace molto di più il mercato e la clientela “leisure”, che usa la pit come divertimento puro e semplice, nei campi o nei pistini, piuttosto che il mercato del 100% racing”.

Due parole sui modelli FLAT: sarà lo sport del futuro?

“Beh, questo non so prevederlo, dipende da tanti e non sempre ovvi fattori. Quello che è certo è che chi prova le nostre Flat ne resta letteralmente folgorato. Sono belle esteticamente, potrei dire persino chic e sono comode e facili da guidare. Costano il giusto e sono l’unico prodotto completo e pronto all’uso del settore. L’intento è sempre quello del divertimento, insegnare qualcosa i più giovani, creare una disciplina. Molte strutture che hanno spazio disponibile, sia al coperto che indoor, si stanno muovendo per conoscerle, provarle e farle provare”.

2019: più cross o più supermotard?

“Beh, mi auguro più cross. Abbiamo una gamma che per divertirsi può coprire davvero chiunque. In Italia c’era molto fermento nel motard, ora però comincia ad essere stagnante la situazione. Nel frattempo, qualcosa si è mosso sulle miniGP 4 tempi. Se guardi all’estero la situazione è esattamente ribaltata. Paese che vai…”

Dove e su cosa punta la tua Azienda quest’anno?

“Miro a consolidare alcuni aspetti squisitamente tecnici e commerciali e continueremo a cercare nuove realtà che credano nel nostro prodotto e che vogliano commercializzarlo. Un pezzo alla volta vogliamo essere presenti sempre di più sul territorio”.

Parlando con il boss francese YCF che impressioni hai avuto per le prossime stagioni in termini di novità?

“Sarebbe superfluo dirti che esiste ancora roba in cantiere, perché ci conosce sa bene che fermi non stiamo mai, ma come da tradizione la affrontiamo con modi e tempi dovuti. In questo momento la fretta è cattiva consigliera, anzi, direi che lo è sempre.
Una novità grossa la sto direttamente facendo io in prima persona qui in Italia. Richiede tempo. E non posso davvero dire null’altro in merito”.

Parliamo di racing: novità 2019 su trofei, idee o altro?

“La mia decisione è quella di disimpegnarmi completamente dal settore racing per il 2019, un anno in cui voglio prestare maggiore attenzione al cliente finale e alla rete vendita. Il settore racing pit in Italia è abbastanza delineato ormai. Mentre nel motard c’è davvero l’imbarazzo della scelta per categorie, gare e piste dove andare a divertirsi, nel cross sono rimasti tutti al palo, fermi. La Federazione nel pit cross non è presente da anni e gli enti promozionali faticano a costruire qualcosa di sensato.

A mio parere la situazione andrebbe “spianata e riasfaltata” da zero, a partire dai fettucciati fatti per i bambini e le feste patronali. Facile a dirsi naturalmente, poi quando metti in piedi qualcosa son più quelli che stanno a casa di quelli che partecipano …anche se la manifestazione la crei a 5 km da dove abitano. Purtroppo, la realtà oggi è questa.

Il motard invece va da solo, livello ormai stellare, forse, anzi sicuramente troppo. Costa troppi soldi essere competitivi ed in tanti preferiscono andare a fare la girata alla domenica con gli amici per divertirsi e basta, oppure garette minori. E questa è una cosa che comprendo pienamente”.

Il settore delle BIGY come sta andando rispetto al lancio?

“Stabile direi, han preso la fetta che dovevano prendere quando sono state presentate e si stanno posizionando correttamente sul medio periodo. È una moto diversa dalla pit, ha in comune solo il motore di fatto ed offre sensazioni differenti in tutto e per tutto. Assomiglia a una moto grande. Chi la possiede si diverte come un matto, campionati o non campionati, quel che conta è dare gas e divertirsi”.

A tuo avviso perché il fenomeno pitbike non è decollato 100% in Italia?

“Non credo che non sia decollato, c’è un discreto parco circolante ormai, ma credo che sia maturato in modo sbilanciato. Piccolissime realtà operano nella stessa nicchia, perché alla fine le pitbike sono e restano una nicchia, ma senza una direzione valida per tutti. Guerre di prezzi continue non lasciano molta benzina nel serbatoio per investire in innovazione, prodotto e marketing. In Francia chi ha lavorato meglio come ha fatto YCF, ha creato un mercato intero e lo ha gestito bene. Ha avuto i margini giusti e la tutela anche da parte dello stato contro chi se ne infischia altamente delle regole, basta saper contare. L’ Italia purtroppo è un paese strano e anomalo, anche in questo settore”.

Quali sforzi pensi dovrebbero essere fatti per attirare più utenti?

“Questa è una domanda spinosa, non essendoci una direzione e un coordinamento comune non voglio dispensare consigli alla concorrenza, pertanto saggiamente taccio e faccio il mio”.

Parliamo delle pit elettriche: hanno futuro anche per le BIGY?

“L’elettrico è un settore che ci interessa sicuramente, ma anche qui va affrontato nei modi e tempi giusti, magari “elettrificando” un modello alla volta. L’evoluzione del settore è continua, sia per la componentistica che soprattutto per le batterie. Quello che andava bene due anni fa oggi è preistoria, quindi decidersi a investire non è semplice. Bisogna tenere presente che andando su tecnologia al Litio la qualità diventa eccellente ma i prezzi salgono molto. Ci si trova alla fine a parlare tutti di elettrico, ma poi per una serie di motivi il passare all’acquisto è meno facile di quel che si pensa. Al momento la 50E è andata bene, soprattutto per i più piccoli. Nei primi mesi del 2019 avremo anche la 88E, un po’ più alta e potente, e speriamo di avere sempre buoni risultati”.

Cosa ti spinge, nonostante il momento nero, a continuare la tua attività con così tanta energia?

“Se tiro i conti vedo che siamo stati costanti e siamo cresciuti, anche di poco, e questo per me è già una grandissima vittoria. Non è facile, ci sono mutamenti continui delle condizioni di lavoro e bisogna avere talmente tante competenze in talmente tanti campi che è alle volte difficile anche capire come applicarle. Ho buoni collaboratori in questo senso e ci siamo sempre dentro al massimo, cercando di far contenti sia i rivenditori che i clienti finali”.

Andrea Di Marcantonio

Andrea Di Marcantonio

“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”