Si evolvono, vanno forte, diventano sempre più “gestibili”. Sono le offroad cross 4T, che, grazie al sempre più massiccio contributo dell’elettronica, sono più fluide e trattabili…

La stagione 2015 offroad quindi, è già iniziata e Honda, Kawasaki, Yamaha e Suzuki hanno scelto strade diverse per i rider, anche se, il bene comune delle quattro Case, l’obiettivo principale, rimane sempre quello della migliore trattabilità dei motori che, come vedremo per alcuni casi, sono addirittura più potenti, specie nella cubatura “duemmezzo”..

MX 2016 Honda
Honda MX 2016, tante novità

HONDA: PIU’ POTENZA PER LA 250, SOSPENSIONI PER LA 450

In generale: La CRF250R è ben più potente del modello 2015 e, tutte le novità, sono sulla parte termica; quindi più potenza in alto e quindi maggiore allungo, miglioramento della coppia anche ai bassi regimi, merito anche del collettore con risuonatore e del doppio terminale di scarico con interni rivisti. Ed è nuovo anche l’airbox. Modifiche pure e soprattutto sulle sospensioni, grazie alla forcella Showa SFF-TAC-Air con i 5 mm in più di lunghezza per i foderi, mentre sensibili miglioramenti riguardano anche la “zona” della reattività per il pilota. Nuovo setting per il mono posteriore e rullini catena più piccoli.

Honda Cross 2016, la CR250F
La “duemmezzo” Honda oggetto di molti interventi

Nel dettaglio del motore: il monocilindrico Unicam Honda rimane un superquadro con 76,8×53,8 mm se parliamo delle quote vitali: è cresciuta però la potenza massima, ora di ben 40 Cv  a 11.500 giri, con coppia massima di 27,1 Nm a 9000 giri (26,5 a 8500 giri per il modello precedente). Merito dell’incremento, sono le lavorazioni e gli interventi sulla testa da parte di HRC: quindi aumento del rapporto di compressione a 13,8:1 (13,5:1 nel 2015), nuovo e più leggero pistone e biella dal profilo rivisto oltre che ridotta nel peso finale.

La nuova foocella Showa
La nuova foocella Showa

L’area di aspirazione airbox vanta ora un condotto aggiuntivo e lunghezza rivista, così come i condotti asp e sca sono riprogettati; le valvole di scarico passano dall’acciaio del 2015 al titanio del modello 2016. E’ del tutto nuovo pure il profilo dell’albero a camme (nuovi pure gli alza valvole) e le alzate delle valvole, mentre l’iniezione a doppio stadio PGM-FI vanta corpo farfallato da 46 mm e diverso design per meglio adattarsi alla rinnovata testata free-flowing.

Altre novità in breve sono il risuonatore sul collettore di scarico, nuovi collettori per i terminali di scarico, il radiatore sinistro è più grande del destro, un piccolo intervento sul cambio (tamburo) per migliorare la sensibilità sulla leva oltre ai già citati rullini catena, che passano da 38 a 34 mm. C’è il pulsante per il cambio mappa EMSB con ledi di segnalazione della mappa in uso; quindi mappa 1 std, mappa 2 per fondi a scarsa aderenza, mappa 3 potenza esplosiva del motore agli alti regimi, mentre le mappe 2 e 3 possono essere ulteriormente affinate con l’hardware ed il software mapping HRC setting tool.

La CRF450R, motore invariato
La CRF450R, motore invariato

Nel dettaglio della ciclistica: la forcella SFF-TAC-Air vanta steli da 49 mm pesa 1 kg in meno rispetto alle altre ed il gambale della forcella destra è full regolation sia in compressione che estensione mentre in quella di sinistra (con camera a 3 stadi), la compressione aria si sviluppa senza la struttura ammortizzante; i foderi forcella sono più lunghi di 5 mm mentre è stato ridotto l’attrito interno del 25% così come,sul nuovo modello, la pressione della camera esterna “viaggia” non più a valore 0 ma per 80 kPA. La camera interna e quella di bilanciamento infine, vedono abbassata la pressione da 1200 a 1075 kPA e la compressione guadagna 8 click. La molla del mono posteriore (che lavora su un forcellone avente sezione più alta nella parte anteriore/centrale) è più dura nel tratto iniziale della sua corsa mentre lo smorzamento in compressione è aumentato dalla metà corsa.

Il nuovo scarico dell CRF450R
Il nuovo scarico dell CRF450R

La CRF450R in generale: c’è la nuova forcella KYB ad aria PSF2 da 48 mm che ha nuove dimensioni per ciò che riguarda i foderi oltre che un miglior controllo dello smorzamento. Stessa cosa per il mono posteriore KYB con nuovo rapporto del Link che si combinano con le modifiche alla geometria sterzo, che passa da 27,07° a 27,15° per un’avancorsa di 117 mm ed un peso odm di 110,6 kg. Nessuna modifica al propulsore 2016.

KAWASAKI: UNA MOTO TUTTA NUOVA LA  KX450F

La KX450F in generale: un mare di novità, anzi una moto tutta nuova la cross Kawasaki, che si presenterà sui campi di gara rivoluzionata su tutti i fronti. Caratteristiche saliente della “verdona MX” sono le modifiche sul motore – dotato di iniezione elettronica senza batteria e nuove prese aria sotto la sella per l’airbox – che comprendono tra l’altro il disassamento del cilindro,  e modifiche ai condotti di aspirazione ed alle valvole di scarico oltre che novità anche all’interno e fuori del motore. Tra queste, il pistone bridged-box la ECU (con tarature DFI Std, Hard e Soft) con tre mappature ed il sistema Launch Control.

La nuova KX 450 la più leggera
La nuova KX 450 la più leggera

Inoltre, se parliamo dell’assetto in sella del pilota, spiccano il manubrio regolabile su quattro posizioni che si aggiungono alle due per ciò che riguarda le pedane. Il telaio perimetrale in alluminio inoltre, presenta una maggiore compattezza ed è più stretto nell’area delle travi principali oltre che un’aumentata rigidità. La forcella Showa è di tipo SFF-Air TAC mentre un rivestimento in titanio ne protegge l’esterno così come è nuovo il leveraggio del sistema Uni-Track, Risultato? La moto più leggera della categoria con 108,7 kg, il che significa 3 kg più leggera del precedente modello.

Le prese aria della nuova KX450
Le prese aria della nuova KX450

La KX450F nel dettaglio del motore: oltre al pistone bridged-box, la maggiore potenza e scorrevolezze del motore è merito del braccio di manovella a forma di cuneo, che incrementa il momento di compensazione – prossimo al 60% – e quindi il bilanciamento dell’albero motore

Quindi minori vibrazioni, più linearità nell’erogazione ed una risposta più consistente ai bassi regimi; spiccano inoltre il corpo farfallato da 43 mm, un iniettore a 12 fori orientato a 45°, la pompa carburante sistemata nel serbatoio in plastica, ma, soprattutto, ogni lavoro è finalizzato alla coppia si ma anche nel metterla a terra a vantaggio della trazione. Per ridurre l’attrito inoltre, il motore è sistemato quasi verticalmente con angolo d’inclinazione in avanti di 3° mentre l’asse del cilindro è disassato di 8,5 mm in avanti.

Il nuovo telaio della KX, più sottile
Il nuovo telaio della KX, più sottile

Altre novità salienti sono: airbox più leggero (ridotto di 220 gr), rampe camme aspirazione più lineari per un’erogazione più fluida, modifica della camma di aspirazione, avanzata di 2°, trattamento superficiale all’interno dei condotti testata, lato aspirazione, le valvole in titanio da 36 e 31 mm, (quelle di aspirazione hanno un design simile a quello dei modelli SS), gli scodellini in alluminio, le doppie molle delle valvole, nuovo design del cielo pistone che ora elevata il rapporto di compressione a 12,8:1, l’alleggerimento degli alberi trasmissione (risparmio di circa 260 gr), il diverso orientamento del radiatore, il sistema di avviamento ACR per partenze immediate dotato di decompressore centrifugo bimassa.

Kawasaki 2016 MX, il corpo farfallato senza batteria
Kawasaki 2016 MX, il corpo farfallato senza batteria

La KX450F nel dettaglio della ciclistica: 3 kg in meno per la nuova moto certo pochi non sono e sono suddivisi per 2 kg sulle parti motore più leggere ed 1,4 kg per le parti legate alla ciclistica. Tra questi, i carter motore, 370 gr, la trasmissione, 260 gr, il filtro aria, 250 gr, il telaio 400 gr, le sospensioni, 310 gr, il forcellone, 220 gr. La KX 2106 è anche più snella nel telaio, grazie alle travi  più esili (- 6 mm) che offrono al pilota una maggiore ergonomia legata agli spostamenti sulla moto, sono nuovi inoltre il cannotto sterzo ed i supporti del mono mentre è stata modificata la rigidità del forcellone grazie ad una sezione frontale più alta ma con pareti più sottili. La molla del mono invece vanta carico ridotto da 53 a 52 N/mm.

SUZUKI: TANTE MODIFICHE ED IL SISTEMA S-HAC

La RM-Z250 in generale: Suzuki e la nuova RM-Z250 che dispone degli aggiornamenti che arrivano direttamente dalla moto factory MX2 e MX del Campionato del Mondo La nuova RM-Z250 è quindi dotata del sistema Suzuki Holeshot Assist Control (S-HAC), già introdotto sul modello RM-Z450 nel 2014, unitamente ad una ciclistica che prevede la forcella KYB PSF2. Le nuove modifiche al propulsore offrono una gamma più ampia di erogazione e potenza, un freno motore ridotto, una migliore partenza e una maggiore durata ed affidabilità, mentre la gestione della moto è migliorata e il suo peso è stato complessivo ridotto.

Suzuki MX 2016, la nuova RM-Z
Suzuki MX 2016, la nuova RM-Z

La RM-Z250 nel dettaglio motore: più di 80 parti motore sono ridisegnate sul modello 2016 della RM-Z250 con l’aggiunta di un nuovo telaio e diverse sospensioni come già accennato. Sul motore troviamo un nuovo pistone, dotato di diverso spinotto e segmenti, mentre è stata ridotta l’inerzia della manovella sull’albero motore, con maggiore inerzia del volano. Ridisegnati l’albero a camme e le valvole di aspirazione, così come  l’intero sistema di decompressione, l’ingranaggio della messa in moto, e quello del folle. E’ nuovo il tendicatena ed il suo regolatore, mentre il carter motore vanta un nuovo design ed un diverso coperchio frizione.

La RM-Z 2016 a nudo
La RM-Z 2016 a nudo

Il sistema Suzuki Holeshot Assist Control (S-HAC):

Questo sistema, offre due modalità selezionabili per la partenza: per superfici dure o condizioni scivolose al cancello di partenza, va scelto A-Mode. In questo setting l’Holeshot Assist altera i tempi di accensione nel momento della partenza al fine di ridurre lo slittamento della ruota posteriore e, man mano che la moto avanza, variano i tempi di accensione. Dopo 6 secondi dall’inizio, si torna alla mappa scelta – quando si passerà alla quarta marcia; o quando l’acceleratore verrà chiuso.

La RM-Z 250 vanta il sistema Holeshot per la partenza
La RM-Z 250 vanta il sistema Holeshot per la partenza

Per una partenza più aggressiva, il pilota può scegliere il B-Mode. In queste condizioni, l’Holeshot Assist Control anticipa i tempi di accensione per permettere una maggiore risposta motore sulla valvola a farfalla. Altre aggiornamenti poi riguardano il nuovo design del telaio principale, il nuovo ammortizzatore posteriore KYB, la diversa pinza freno anteriore e le nuove coperture Dunlop.

YAMAHA: 60 ANNI DI MX MA SI PUNTA SULLA 250…

Anche Yamaha attacca il cancelletto di partenza con le rinnovate YZ 450 e 250F. Si privilegia la scorrevolezza, che parte…proprio dal via della gara e questo grazie al sistema LCS Launch Control.

MX 2016. la YZ450F in versione 60° Anniversario
MX 2016. la YZ450F in versione 60° Anniversario

Le due moto in generale: la “quattroemmezzo” vede alcune modifiche sostanziali all’attivo: spicca l’aspirazione frontale (con cilindro girato ed inclinato all’indietro) ormai caposaldo per Yamaha, uno scarico progettato per la centralizzazione delle masse, il telaio doppia trave in alluminio, la forcella con sistema AOS Aria-Olio-Separati con nuovo setting, il sistema LCS, la nuova fasatura dell’albero a camme, cambio e frizione migliorati, la maggiorazione del disco posteriore a 270 mm, il nuovo design del telaio ed il Power Tuner con setup rivisti.

La YZ450F vanta una serie di aggiornamenti motore e ciclistica
La YZ450F vanta una serie di aggiornamenti motore e ciclistica

La “duemmezzo” vede invece lo stesso sistema di aspirazione frontale cin scarico sistemato nella parte posteriore/inferiore, stesse modifiche su forcella e mono della 450 ma con specifiche tarature, un nuovo pistone più leggero, la biella hi-tech, un nuovo albero motore, il nuovo mapping della centralina, interventi al cambio e frizione e, come per la 450, la versione Limited Edition 60° Anniversario.

MX 2016 Yamaha, particolare del telaio
MX 2016 Yamaha, particolare del telaio

La YZ250F nel dettaglio motore: pistone tipo “flat-top” e biella più leggeri per un risparmio di peso di 18 gr per il primo che conta pure su un getto olio inferiore che abbassa la temperatura di ben 10°. C’è un contralbero addizionale ma anche mappature riviste mentre sulla frizione spicca il nuovo mozzetto ed il diverso stopper per la leva cambio ed una molla più resistente del 20%. Risultato innesti più fluidi e precisi.

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Andrea Di Marcantonio
“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”