Doppia scelta forte Yamaha per l’Enduro 2016, il ritorno della WR250 2T e la tecnologica WR450F derivata dalla YZ cross. Due mondi per l’Enduro anche estremo…

Allo stato delle cose c’è ancora un po’ di “confusione” su quali sia oggi la moto perfetta per l’enduro, anche perchè questa specialità non è più fine a se stessa, ma integra oggi anche l’area legata all’enduro estremo. Proprio qui la problematica delle Case che, vista la spettacolarità delle manifestazioni “extreme”, si trovano una gran parte dei piloti scegliere le più leggeri e maneggevoli 2T. Il mercato, lo sappiamo, è “proporzionato” a vantaggio delle 4T ma quanto sta accadendo, non potrà essere ignorato ancora per molto…

La nuova Yamaha WR450F con testa rovesiata e cilindro inclinato all'indietro
La nuova Yamaha WR450F con testa rovesiata e cilindro inclinato all’indietro

E così’, dopo un po’ di tempo passato a riflettere ecco che Yamaha rispolvera la WR250 2T o meglio la propone in vendita dai concessionari nella sua versione enduro omologata; quindi una grandissima notizia che arriva dopo il lancio della nuova e modernissima WR450F, il top della tecnologia e quanto di più originale si possa offrire ad un endurista sul piano delle “performance” che certo renderanno la vita più facile anche agli amanti dell’estremo.

La Yamaha WR250: finalmente!

Derivata dalla YZ250X cross-country, questa WR250 2T nasce per il mercato americano, laddove la sete di offroad è maggiore e le Case devono adeguare l’offerta rispetto alla reale domande dell’utenza. Il pacchetto per l’omologazione è stato messo a punto da Moto Spa, azienda specializzata nell’omologazione di mezzi offroad ed inoltre, questa moto, deriva dalla YZ250 cross.

La WR250 2T, attesissima ed oggi in vendita grazie al kit Moto Spa
La WR250 2T, attesissima ed oggi in vendita grazie al kit Moto Spa

Motore più trattabile, piccoli ma significativi interventi sull’erogazione

La WR250 2T, lo sappiamo, vanta una potenza eccellente ma, in questa nuova versione, la trattabilità è stata addolcita e resa ancor più lineare, proprio per venire incontro alle esigenze dell’enduro, anche quello estremo; coppia più lineare quindi grazie a piccoli interventi sulla testa (in particolare sul rapporto di compressione), sul diagramma cilindro e sul setting della valvola YPVS, oltre ad un nuovo mapping della centralina motore. Ma sulla nuova WR250 2T, ci sono pure una frizione ed cambio espressamente dedicato all’enduro, che va ad aggiungersi al sistema di scarico omologato enduro.

Yamaha 2016, la WR250 2T mancava da tempo in versione omolagata
Yamaha 2016, la WR250 2T mancava da tempo in versione omolagata

Ciclistica: il telaio è derivato dal modello cross…

La ciclistica della WR250 2T, sfrutta la struttura telaistica in alluminio della versione cross, mentre all’anteriore c’è una forcella KYB ad aria-olio separati AOS con specifica taratura e monoammortizzatore anch’esso KYB a leveraggio progressivo. La ruota posteriore è da ovviamente da 18″ mentre le coperture sono Metzeler Six Days Extreme.

La WR450F, Next Generation Enduro…

Era attesissima e non ha affatto deluso le aspettative che le ruotavano attorno, anzi è “lei” che si è fatta girare la testa… Una enduro realmente sofisticata, unica, tecnologica sia dal punto di vista della “spinta propulsiva” che sul tema ciclistica; la moto è ispirata alla YZ450F Campione del Mondo 2015 ed utilizza per la prima volta una tecnologia unica che prevede la testa dagli ingressi/uscita letteralmente “girati”, o, se preferite, rovesciata, nel senso che l’aspirazione è frontale al senso di marcia mentre lo scarico è sulla parte posteriore della testa.

Yamaha 2016 enduro, la testata rovesciata della WR450F
Yamaha 2016 enduro, la testata rovesciata della WR450F

Monocilindrico ad alto range…

Questo motore offre elevati range di coppia ma controllabili e gestibili dal pilota, mentre la centralizzazione delle masse ne guida la sua agilità. La soluzione della testa rovesciata offre due vantaggi essenziali: l’aspirazione del motore è quindi nettamente più efficacie ed efficiente e questo regala al pilota una moto più ricca di coppia, trazione e la coppia lineare; questo monocilindrico “giustamente sbagliato“, come viene soprannominato in Yamaha, gode anche di cilindro inclinato all’indietro oltre che di un’area di aspirazione più ampia e serbatoio sistemato sotto la sella a vantaggio della centralizzazione delle masse.

Yamaha 2016, il monocilindrico della WR450F
Yamaha 2016, il monocilindrico della WR450F

Nell’enduro è essenziale un sistema di avviamento rapido e quindi la nuova WR450F si avvale di un’iniezione rivista proprio per questo dato tecnico oltre al fatto che il suo corpo farfallato ha diametro di 44 mm, quindi ben 2 mm più grande dell’ultima versione della WR450F, così come il nuovo iniettore vanta un diverso angolo di spruzzatura.

Yamaha 2016, il palmare Yamaha Power Tuner
Yamaha 2016, il palmare Yamaha Power Tuner

Yamaha Power Tuner opzionale

Power Tuner è un dispositivo elettronico di facile utilizzo che consentirà ai piloti della WR450F di settare le caratteristiche legate alla potenza motore al fine di adattarle alle condizioni reali di guida. Sarà possibile scegliere tra molteplici regolazioni facili da programmare per le mappe del carburante e dell’accensione; inoltre un monitor consente di regolare il minimo e visualizzare le ore di funzionamento complessive del motore. Il sistema è alimentato da due batterie AA, mentre il dispositivo è grande come un palmare e non richiede alcun download prima dell’uso ed è progettato per il collegamento diretto con la WR450F, senza il classico PC.

Yamaha Enduro 2016: Il telaio della WR450F in alluminio
Yamaha Enduro 2016: Il telaio della WR450F in alluminio

Curatissima la linea di raffreddamento, elemento essenziale nell’enduro…

La nuova WR450F è molto curata anche nel sistema di raffreddamento, visto che monta due nuovi radiatori che presentano angolazione dedicata della massa radiante, proprio per soddisfare le esigenze di maggior raffreddamento richiesto nell’enduro, anche in funzione delle nuove griglie. Alle basse velocità invece, ci pensa una leggera ventola, che sarà particolarmente apprezzata nella guida estrema come ad esempio le mulattiere, scoglio e dolore di ogni endurista quando c’è da aspettare con la moto…in moto.

Yamaha 2016 enduro, i radiatori della WR450F
Yamaha 2016 enduro, i radiatori della WR450F

Le altre chicche della WR next generation…

C’è poi un sistema di auto-decompressione che si innesta appena premuto il pulsante di avviamento (ma c’è pure il classico kick-starter) che si somma allo starter a freddo che approvvigiona di un 40% in più la miscela aria/benzina all’interno del motore; c’è un cambio specifico per l’enduro con 5 lunghi rapporti di cui 2a, 3a e 4a marcia sono diverse rispetto al modello precedente mentre 1a e 5a sono rimaste invariate. Marce lunghe ma anche una frizione che è stata riprogettata, sostituendo anche i materiali di cui è fatta, sia per i dischi, le piastre nonchè la nuova leva di spinta.

Yamaha enduro 2016, la cassa filtro alta ed il serbatoio sotto la sella della WR450F
Yamaha enduro 2016, la cassa filtro alta ed il serbatoio sotto la sella della WR450F

Nuovo anche il telaio della WR450F

La soluzione della testata rovesciata ha permesso ai tecnici la creazione di un nuovo telaio: si tratta di un doppia trave in alluminio caratterizzato da sospensioni molto particolari per una guida agile e reattiva; merito anche delle staffe motore che ora sono spesse 6, quindi 2 in meno rispetto al modello YZ450F. Le forcelle sono le stesse della versione cross, quindi quelle con sistema AOS con aria ed olio separati, ma sono state adeguate per l’uso enduro  per merito dei diversi setting idraulici. Ed anche l’impianto frenante è all’altezza con il disco anteriore da ben 270 mm mentre i cerchi ruota sono ovviamente da 18 e 21″ con perno ruota posteriore da 22 mm.

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Andrea Di Marcantonio
“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”