PROVA ESTREMA: FIAT FULLBACK 4X4

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Prova estrema offroad con FIAT Fullback 4×4, pick-up inarrestabile sempre a proprio agio nelle peggiori situazioni. Veicolo da lavoro ma adatto per il tempo libero alla scoperta della natura…

La grande capacità di esplorare fa parte dell’uomo, della sua natura, del suo essere esploratore delle cose e del mondo. In questi concetti si racchiude quell’atteggiamento “nomade” dell’uomo, sempre pronto a nuovi cicli, a nuove sfide, mantenendo sempre inalterata quella versatilità che è poi una marcia in più dell’esplorare e dello scoprire…

FULLBACK: attitudini professionali ma libertà quasi assoluta

Ma simili concetti, possono aggrapparsi anche ai veicoli? Beh, nel caso del FIAT Fullback credo proprio di sì. Un Work Hero dai toni ed attitudini professionali ma che strizza l’occhio anche al tempo libero, all’esplorare e non solo il quotidiano ma, soprattutto, quello che c’è oltre il nastro d’asfalto.

Quindi Fullback (prezzo a partire da 27.500,00 euro) è sì un veicolo commerciale ma pure un avventuriero pick-up di media portata, sempre robusto e forte, proprio come il “ruolo” nel Football americano, una sfida ma soprattutto un veicolo capace di districarsi in ogni situazione, anche la più hard come vedete nelle foto del test.

Test estremo per un pick-up comodo, spazioso e ben rifinito

Per provarlo mi sono avventurato lungo un percorso del tutto particolare dove spazi verdi, mulattiere, zone fangose e lunghi guadi, sono stati il “brand” della prova stessa. Di Fullback ho apprezzato l’italian style, la doppia cabina, l’ampia capacità di carico, la robustezza dell’insieme, la potenza del “pacchetto” motore/trasmissione oltre ad interni spartani ed essenziali ma curati con gusto italiano, con buone finiture e la giusta accoglienza a bordo.

A proposito, in cabina si sta alti e comodi e c’è tutto quello che serve per un viaggio anche estremo da vivere con lo spirito dell’avventura vera. Fanno parte di tutto ciò la plancia ampia ed essenziale, l’autoradio con lettore CD ed MP3 oltre ai collegamenti Bluetooth senza dimenticare le sedute in tessuto o pelle.

Le dimensioni…contano!

Fullback piccolo non è: 5825 mm di lunghezza, 1815 mm di larghezza e 1780 mm di altezza non sono dimensioni da…utilitaria anche se, la particolare geometria delle sospensioni abbinata alla funzionalità dello sterzo, ne fanno un pick-up agile e che riesce ad essere guidato anche in spazi realmente ristretti. Proprio come nel caso del test, magari quando ho dovuto fare inversione ad “U” nel nulla ed in pochissimo spazio…

Due livelli di potenza da 150 e 180 Cv

FIAT ha “imposto” due longeve motorizzazioni per Fullback: si tratta di due corposi e silenziosi turbodiesel da 2442 cc per 150 e 180 Cv, entrambi dotati di turbina a geometria variabile ed intercooler; i livelli di coppia sono molto interessanti e questo grazie ai 380 e 430 Nm di coppia delle due unità motrici. Ci sono inoltre due tipologie di cambio: manuale a 6 rapporti o, come nel nostro caso, automatico a 6.

Il basamento del propulsore è in alluminio ed abbassa il peso finale del pick-up FIAT (compreso tra 2840 e 2910 mm a seconda della versione scelta) oltre ad “aiutare” lo smaltimento e dissipazione di calore del propulsore stesso. A noi è toccata la versione top e con il massimo della potenza che si aggiungono alla doppia cabina, soluzione che invita alla condivisione nel tempo libero.

Il segreto di Fullback? Trasmissione e trazione infinita

Abbiamo scelto la versione 4×4 per un’idea e concetto ben preciso: la trazione integrale si “sposa” con il carattere ribelle di Fullback, che dev’essere un veicolo da lavoro e quindi deve sapersi muovere a prescindere delle condizioni del fondo, che sia fangoso, innevato, bagnato o quando c’è da arrampicarsi di brutto così come h fatto in questo hard test. È disponibile però anche in versione 4×2 con trazione posteriore ma la 4×4 è quella più apprezzata e logica.

Tutte le versioni 4×4 sono dotate di selettore elettronico che permette il cambio di trazione da “part-time” a “full-time”; la prima è semi permanente ed è insita della versione SX ed offre 3 livelli, ovvero 2H (strada asfaltata normale con trazione posteriore), 4H, che può essere selezionata fino a 100 km/h e che “spinge” la trazione sulle quattro ruote in modo uniforme per guidare sicuri dove il fondo è mosso o molto sdrucciolevole. Ed infine il Mode 4L ovvero le marce ridotte per le vere condizioni hard.

Per quanto riguarda invece l’area “full time”, questa è pezzo forte delle versioni LX grazie al differenziale centrale Torsen “assistito” da un complesso di ben 3 frizioni a controllo elettronico, capaci di gestire istantaneamente, la coppia motrice sulle ruote in funzione del “sentimento” del fondo. Le quattro posizioni sono 2H, 4H e 4HLc che contiene il blocco del differenziale centrale con distribuzione equa della coppia motrice.

La 4LLc infine, prevede come sopra il blocco differenziale centrale anche con le marce ridotte, caratteristica che aumenta la coppia su fondi impossibili. Un’occhiata al compound sospensioni: davanti spiccano doppi bracci con barra stabilizzatrice mentre dietro c’è l’ovvio assale rigido con robuste balestre multistrato. Per le “presenze elettroniche” di assistenza alla guida c’è proprio tutto: ABS, EBD, TSA LDW.

Il mondo degli accessori by Mopar

Mopar ha realizzato una linea di accessori che accentua sia le doti sportive, quanto quelle stilistiche e funzionali di Fullback..

Tra questi si distinguono gli hard top in tre diverse configurazioni (con vetri laterali a pop-up, scorrevoli o senza finestrini), le coperture rigide in 2 versioni (per veicoli dotati o meno di sport bar), le tre diverse tipologie di coperture morbide e il nuovo fullbox, che offre stile e praticità al vano di carico. Lo sport bar, realizzato in acciaio inox, dona al veicolo un immancabile tocco sportivo.

Sono poi disponibili i rivestimenti del vano, che, sia nella versione con protezione delle sponde laterali (over rail) che in quella senza protezioni (under rail), sono un must per veicoli di questo segmento. La versione under rail, essendo stato sviluppato per combinarsi con le diverse tipologie di coperture, hard top, fullbox e con lo sport bar, offre al cliente la possibilità di personalizzare al meglio il proprio veicolo. La spina, che porta la corrente 12V all’interno del vano, e le piastre in acciaio, che impediscono al carico di muoversi e spostarsi anche quando il veicolo è in movimento, completano la gamma dedicata al cassone posteriore. E ancora: il gancio traino e le barre portatutto offrono al cliente la possibilità di sfruttare al meglio il veicolo nel tempo libero per il trasporto ad esempio di oggetti, quali box da tetto, sci, windsurf, kayak e biciclette.

COME VA MA SOPRATTUTTO…DOVE ARRIVA FULLBACK

Fullback certo in città fatica un pelino, non tanto per i suoi notevoli ingombri quanto per la piena difficoltà nel trovare posto… In ambito urbano però, si distingue per agilità dello sterzo, perfetto isolamento dal manto stradale e silenziosità della meccanica che pulsa sotto all’immenso cofano motore.

Si sale, si sale…

Lasciando la città alle spalle, siamo a ridosso di una zona montana da cui parte il percorso della prova: 60 km di fuoristrada purissimo che vanno dal bosco incantato fino alle peggiori mulattiere che possiate immaginare passando per guadi lunghi chilometri e chilometri. Mi addentro sul percorso che parte a quota 800 metri per poi scollinare su ampi pratoni per poi risalire forte fino ad oltre 1800 metri. Insomma, una vera altalena o meglio maratona tra i monti…

Canali e sassi no problem, Fullback non si ferma!

Fondo molto mosso, tanti sassi ma riesco a salire benissimo anche con le 4H e questo veri e propri crateri sotto le ruote ed ampi canali che fanno scivolare giù Fullback; il tratto pianeggiante consente buone velocità a parità di fondo mosso con il totale isolamento della cabina da quanto accade sotto le 4 ruote.

Motore elastico per una guida fluida anche quando il fondo è mosso

Lo sterzo è delicato ma un pelino poco preciso, specie se devi “scegliere” dove passare mentre il propulsore spinge delicatamente a bassissimo regime, merito della turbina a geometria variabile e di un’elasticità globale del motore; c’è un sacco di coppia tra 1400 e 1800 giri e la spinta è sempre tonica anche posando delicatamente il piede sull’acceleratore.

Con Mode 4H si può andare ovunque…

Il fondo si fa più minaccioso ed i sassi aumentano il loro volume mentre vedo che nelle zone d’ombra del tracciato c’è molto fango; ed infatti l’aderenza si riduce drasticamente perché ora il sentiero sale all’improvviso con curvette da affrontare quasi da fermo, dove, ancora una volta, emerge la grande elasticità del motore. Ora però le cose si fanno serie: dopo una serie di curvette lente ecco la prima mulattiera che sale quasi dritta: lascio il Mode 4H e provo a salire.

Il sentiero è molto stretto e le ruote affondano nel fango ma la trazione rimane molto buona anche se avverto molto sia il lavoro dell’elettronica quanto quello delle frizioni. Mi sa che meglio inserire il Mode 4L…

Agile e “presente” pure in mulattiera…

Ora cambia tutto e Fullback diventa un “trattore” che sale senza indugi. Con le 4L inserite bisogna prestare attenzione nel dosare gradualmente l’acceleratore tanta è la coppia che arriva sulle 4 ruote e, mentre il fango aumenta, la pendenza diventa molto importate, elemento che viene complicato dalla presenza di sassi molto viscidi. Però è davvero ottima la ripartenza da fermo, così come l’ottimale distribuzione dei pesi, consente a Fullback di cavarsela sempre ed anche per i meno esperti l’offroad estremo sarà una piacevole scoperta.

Tuffarsi nei guadi non è mai un problema

Finita la mulattiera si scollina ed inizia un tratto di sottobosco con molte radici esposte: qui utilizzo di nuovo 4H mentre a bordo tutti è ben filtrato anche se si balla parecchio nella cabina. Inizio a vedere dell’acqua che taglia il sentiero ed in un secondo mi ritrovo immerso in un mega guado che andrà avanti per oltre 3 km, roba da film davvero! Fullback avanza deciso e, con motore regimato a 2000 giri, vado avanti fino alla fine del guado che, in alcuni tratti, raggiunge la parte inferiore degli sportelli per poi superarla senza che acqua entri in abitacolo.

Scopro inoltre le buone capacità dell’angolo di attacco/uscita di Fullback e comprendo che è stato concepito per raggiungere luoghi dove altri pick-up si sarebbero fermati… Ho anche avuto modo di provare i due Mode 4Lc e 4LLc ed anche in questo caso ho scoperto l’inarrestabilità di Fullback.

Unico inconveniente, è l’odore di super lavoro delle frizioni che arriva in abitacolo se si insiste nei passaggi più ripidi ed in ripartenza da fermi su salite importanti. Ottimo il lavoro dei freni infine, sempre modulabili anche in fuoristrada, di certo aiutati pure dall’elettronica.

PERCHE’ SCEGLIERLO E PER COSA

Veicolo da lavoro anche estremo – Manovrabilità – Versatilità massima – Buon arrampicatore – Spazioso per 5 – Bene in Offroad anche estremo – Comfort a bordo – Silenzioso – Buon compromesso tra rigidità ed efficacia delle sospensioni.

PERCHE’ NON SCEGLIERLO

Consumi in Offroad estremo – Potenza migliorabile tra 2500 e 3500 giri – Funzionamento gruppo frizione sotto stress – Isolamento vano motore perfettibile – Funzionamento cambio automatica in fuoristrada, un pelino lento nel “capire” il rapporto corretto.

(Foto GIUSEPPE CARDILLO)

Andrea Di Marcantonio

Andrea Di Marcantonio

“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”