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    PROVA: HONDA CBR300R, DIVERTENTISSIMA!

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    La Honda CB300R può essere un’ottima prima moto per i più giovani, ma può rappresentare un’idea anche per il pubblico adulto. Salgono cubatura e cavalli ed è sempre facile da guidare…

    Da quest’anno la categoria SP 300 4T, entrerà a far parte della nuova e rinnovata Sport Production all’interno del CIV. Resta il fatto che, queste succose entry-level, hanno un sapore del tutto particolare perchè incarnano – in modo più tranquillo – lo spirito racing legato alle competizioni.

    Honda CBR300R, un'ottima moto per tutti
    Honda CBR300R, un’ottima moto per tutti

    Ed Honda non è da meno. La nuova CBR300R, erede della versione da 250 cc, è chiaramente ispirata alla CBR1000RR; questa categoria dei 300 cc è un “fatto nuovo” dalle nostre parti ma è una numerosa realtà nei paese del sud est asiatico, dove queste cilindrate sono già entrate nel cuore di molti appassionati.

    Nata per sedicenni con Patente B ma fruibile anche da un pubblico adulto

    A mio avviso però, questa CBR300R non è fruibile solo ai sedicenni possessori di patente B o A2 ma può rappresentare (e questo lo posso affermare di fatto dopo averla provata) una valida alternativa anche per il pubblico adulto, in parte restarter, in parte deciso a tornare in sella ad una moto si, ma non troppo impegnativa se parliamo di prestazioni finali…

    Honda CBR300R, look sportivo per una moto equilibrata
    Honda CBR300R, look sportivo per una moto equilibrata

    I suoi punti di forza sono certamente il motore monocilindrico, brillante e mediamente elastico, un’estetica convincente, perchè aggressiva proprio come la gamma SS Honda, un’ottima gestione globale alla portata di tutti, consumi irrisori, una buona ciclistica, dove, la presenza dell’ABS, ne rende ancor più sicuro il suo utilizzo.

    Quei piccoli grandi plus che fanno la differenza…

    In questa categoria, la 300 cc, ormai la scelta si fa più ampia che mai, anche se la concorrenza ha realizzato, sulla base di partenza di una moto facile, modelli oggi più sportivi perchè “supportati” da ciclistiche più raffinate e motorizzazioni di cubature superiori (ad esempio KTM con la RC390) o che hanno scelto lo schema del bicilindrico parallelo, come nel caso della nuova Yamaha R3.

    Honda CBR300R, il terminale di scarico grande ne esalta lo spirito racing
    Honda CBR300R, il terminale di scarico grande ne esalta lo spirito racing

    Bialbero, più cavalli ma soprattutto peso inferiore della concorrenza…

    Ma, il punto di forza della CBR300R, è un insieme globalmente efficacie: lo dimostra il monocilindrico bialbero 4V dalla cubatura aumentata, il sistema di iniezione elettronica PGM-FI, il miglioramento della curva di erogazione a fronte dell’aumento di cubatura e conseguente innalzamento della potenza. Ma c’è un altro dato da non sottovalutare, ovvero il peso inferiore rispetto alle sorelline bicilindriche, che significa migliore guidabilità/versatilità per chi non è proprio un esperto.

    Honda CBR300R, la sonda Lambda sul collettore di scarico
    Honda CBR300R, la sonda Lambda sul collettore di scarico

    Motore con corsa aumentata, più coppia e migliore utilizzo…

    Il robusto bialbero Honda, sfoggia una più elevata cilindrata, ora passata da 249 a 286 cc: l’incremento è stato possibile variando di fatto le quote vitali della corsa, che passa da 55 a 63 mm, quindi un sostanzioso e migliore riempimento a vantaggio della guidabilità oltre che un buon tiro già a basso numero di giri. Il rapporto di compressione è rimasto a quota 10.7:1 ma la potenza è cresciuta un bel po’, passando da 26,4 a ben 31 Cv a 8500 giri, range non elevatissimo per un monocilindrico di questa cubatura; ma è sensibilmente aumentato anche il valore della coppia, che passa da 23,8 Nm a 27 Nm a 7250 giri.

    C’è un contralbero più pesante e supporti motori più forti…

    La cura di potenza ha però richiesto qualche piccolo intervento sul tenore del contenimento delle vibrazioni; ed infatti, ora c’è un contralbero antivibrazioni più pesante mentre il telaio della CBR300R ha oggi nuovi supporti motore.

    Honda CBR300R, sempre maneggevole e leggera
    Honda CBR300R, sempre maneggevole e leggera

    Tutto questo ha quindi “obbligato” i tecnici Honda ad adeguare il mapping sia dell’accensione che dell’iniezione elettronica PGM-FI, che alimenta questo leggero bialbero attraverso un corpo farfallato da 38 mm, mentre anche i volumi interni del silenziatore sono stati rivisti a fronte dell’incremento globale delle performance.

    Perchè il motore monocilidrico? Per le sue caratteristiche di risposta…

    Honda ha messo ben a fuoco questo schema legato al monocilindrico, una scelta molto precisa che ha parecchi lati positivi, primo tra tutti la risposta al gas, la coppia ai bassi regimi che si sommano ai consumi ridotti dichiarati pari a 30,2 km/l ciclo WMTC per un’autonomia di oltre 400 km.

    Honda CBR300R, strumentazione completa e funzionale
    Honda CBR300R, strumentazione completa e funzionale

    Migliora l’accelerazione della moto anche in virtù della particolare attenzione verso la riduzione degli attriti, utilizzando il cilindro disassato, segmenti pistone dal design ottimizzato e una speciale candela all’Iridio che si traduce in maggiori cicli di accensione su un periodo più ampio. In parole povere meno manutenzione…

    Ciclistica: telaio a doppio trave e posizione di guida rivista

    Esteticamente la CBR300R è ben differrente dalla vecchia versione da 250 cc: lo si nota dal codone a due livelli, dalla carena spigolosa, dalla posizione di guida ergonomicamente modificata che, pur mantenendo l’altezza da terra a quota 785 mm, è ora più snella sui fianchi della moto e questo per una migliore presa a terra dei piedi. Anche gli specchi sono stati adeguati allo stile SS grazie a braccetti molto più corti che esaltano il look snello e sportivo della CBR300R.

    Honda CBR300R, disco singolo anteriore ed ABS di serie
    Honda CBR300R, disco singolo anteriore ed ABS di serie

    Ed il telaio ha struttura a doppia trave discendente con struttura a diamante che abbraccio il piccolo propulsore bialbero Honda: le quote sono da sportiva, con 164 kg di peso in odm, 25,1° per l’inclinazione cannotto, 98 mm di avancorsa ed interasse di 1380 mm.

    ABS? non poteva certo mancare!

    Le ruote sono da 17″ mentre le coperture sono 110/70 e 140/70: C’è ovviamente l’ABS di serie e l’impianto frenante prevede un disco anteriore da 296 mm (pinza a doppio pistoncino) e posteriore da 220 mm (pinza pistoncino singolo). Ed infine la gamma accessori Honda con coprisella monoposto, borsa per la sella, para serbatoio (tank pad), tappi forcella in alluminio anodizzato, parafango anteriore carbon look, carter catena carbon look, antifurto immobilizer con allarme, e utile lucchetto ad U.

    Honda CBR300R, in sella non ci stanca mai...
    Honda CBR300R, in sella non ci stanca mai…

    COME VA: leggera e facile, una moto per ogni giorno dell’anno…

    La CBR300R piace per quell’aspetto aggressivo che però nasconde una “poliedricità” inaspettata: l’ho usata in città ed è leggera, l’ho usato su tratti extraurbani e diverte, l’ho guidata su un tratto tutto curve ed è stato colpo di fulmine, soprattutto per l’ottimo bilanciamento globale che si esprime in ogni curva, “esse” o tratto che sale.

    Sempre comoda ed intuitiva…

    Comoda, ergonomicamente validissima, abbastanza protettiva anche se “pensata” per piloti di piccola statura, questa mini CBR sorprende per la posizione di guida comoda, con le braccia poco angolate ed il busto che carica leggermente l’anteriore mentre le pedane sono ben posizionate e non sono arretrate come sulla concorrenza, il che significa massimizzare il comfort perchè, in sella alla CBR300R, si possono passare anche molte ore senza mai stancarsi.