Una Coupé esaltante grazie all’essenza intima di TT Audi. Ho provato la 45 TFSI da 245 CV in allestimento S line. Vera sportiva nata per le curve, caratterizzata da un assetto bilanciato e da un motore potente e sempre gestibile grazie alla trazione Quattro

L’idea di Coupé riflette un’essenza dinamica forte e decisamente consistente. Questo segmento deve trasmettere emozioni forti dal design alla guida, dall’accoglienza a bordo vettura fino alla fluidità di guida sul nastro d’asfalto.

Quindi guidare una Coupé, rappresenta sia un’autentica esperienza al volante quanto l’idea di aggredire le curve con decisione, contando sempre sulla risposta pronta ed energica del propulsore.

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Con il modello TT, Audi ha scritto pagine sportive molto accattivanti: TT punta tutto sul suo design, su una meccanica molto raffinata e su quello stile sportivo attorno a cui è stata costruita questa vettura, unica nel suo genere e presente sul mercato al 1998 ed oggi, a distanza di 20 anni, l’Azienda dei quattro anelli punta tutto su questa nuova versione, la terza generazione TT, caratterizzata da motorizzazioni sovralimentate da 197 a 306 CV.

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Più scolpita ma soprattutto più potente che mai

Questa Coupé è ora più scolpita e potente, più ricca nelle sue dotazioni, tra cui il virtual cockpit, a cui si aggiungono quei segni distintivi della TT come alcuni elementi interni in leggero alluminio, l’essenziale design dei cerchi in lega, il pomello sferico del cambio, il tappo serbatoio racing style (con inserimento pistola rifornimento diretta senza sportellino) ed il doppio terminale di scarico, “spinta” aggressiva verso le performance firmate Audi.

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Interni con massima abitabilità

La plancia della TT è maggiormente più visibile a chi guida: l’intero cockpit riprende lo stile aeronautico grazie alle bocchette aria centrali ed al design della plancia; ci sono comodi ma soprattutto contenitivi sedili avvolgenti con poggiatesta integrato, mentre sulla versione S line della nostra prova erano montati sedili S, caratterizzati dalla regolazione pneumatica. Infine, lo stile 2+2 della TT, prevede una capienza di 305 litri del bagagliaio. E per chi ama la musica, l’impianto è da urlo, grazie al sistema audio Bang & Olufsen System da 680 W e ben 14 canali e 12 altoparlanti, con due centrali e doppio subwoofer.

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Per noi il 45 TFSI da 245 CV Quattro S line

La TT della prova è il modello S line 45 TFSI Quattro da ben 245 CV, dotato del cambio doppia frizione 6 rapporti. Il design vettura è stato maggiormente scolpito rispetto al passato: spicca la voluminosa calandra 3D affiancata in basso dalle ampie prese d’aria che “incidono” sull’effetto di schiacciamento dell’intera area frontale. Su questo appetitoso modello spicca poi il pacchetto S line exterior che imprime a questa TT un carattere più deciso e sportivo.

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Del pack fanno parte lo splitter anteriore, le prese aria verticali e la particolare griglia del radiatore di colore nero titanio a cui si aggiungono i listelli sottoporta dotati di inserti dedicati, un estrattore con maggiore superficie con aree di sfogo aria proprio vicine ai passaruota.

Le quote di TT sono giuste per un’auto maneggevole, reattiva e piacevole da guidare specie sul misto/veloce: è lunga 4,19 mt. con un passo di 2,51 mt. senza dimenticare che gli sbalzi oggi sono stati ridotti.

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Più controllo e stabilità con consumi più bassi

Tutto parte dal nuovo concetto Coupé che Audi ha voluto trasferire sulla nuova TT: c’è più potenza, maggiore controllo vettura, migliore stabilità grazie anche alle sospensioni Audi Magnetic Ride opzionali per la 45 TFSI 245 CV, di serie sulla TTS.  Questa motorizzazione è offerta sia con trazione anteriore che integrale permanente Quattro, caratterizzata dalla frizione idraulica a lamelle mentre, sempre opzionale, è disponibile l’Audi Drive Select di cui la nostra vettura era dotata.

Grazie al pacchetto S line, l’assetto della TT è ora più basso di 10 mm, intervento che, oltre ad abbassare il baricentro vettura, la rende decisamente più “incisiva” tra le curve e più tagliente in inserimento come leggerete nella parte dinamica della prova.

Sempre in tema di “dinamica vettura”, troviamo la presenza dello sterzo progressivo, l’assale posteriore Multilink a quattro bracci per la massima “trasparenza” del posteriore quando la vettura è in appoggio a centro curva ed il controllo della stabilità ESC, senza però dimenticare la gestione selettiva della coppia motrice sulle singole ruote, con intervento preciso dei freni relativamente alle ruote interno curva.

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Ampia gamma motori da 197 a 306 CV

Tecnicamente più performanti a qualsiasi regime: questo è il concetto tecnico Audi per le nuove motorizzazioni TT. Si parte dal 40 TFSI da 197 CV, il nuovo quattro cilindri della gamma, per passare al 45 TFSI da 245 CV, il che significa più potenza rispetto al passato. Ma c’è pure il più potente 2.0 TFSI da 396 CV montato sulla TTS. Tutte le motorizzazioni ora sono equipaggiate di filtro antiparticolato.

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Per il cambio Audi propone il manuale sei marce ed il must doppia frizione sette rapporti, mentre la TTS di serie monta il cambio S Tronic opzionale sulla TT.

I cambi Audi vantano rapporti più corti per le marce inferiori con rapporto di trasmissione più lungo per le marce alte, ovviamente a vantaggio di miglioramento dei consumi e piacere di guida in autostrada.

COME VA: bella da guidare e quando arriva il misto…

Audi TT ha una storia, un proprio percorso tecnologico che l’hanno vista evolversi nel corso degli anni, mutuando spesso dal racing idee, motorizzazioni oltre che soluzioni tecniche all’avanguardia, must Audi, da sempre.

Questa Coupé quindi, è la logica evoluzione di tutti questi concetti. Accogliente a bordo, dotata di un TFSI quattro cilindri sovralimentato che “spacca”, questa TS S line mi è piaciuta per tutti gli ingredienti che compongono il pacchetto sportivo ma, soprattutto, quello legato alle sensazioni.

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Già entrando in abitacolo, scopro una funzionalità mai superflua ne mai eccessiva e questo piace molto all’utente sportivo, che troverà in questa TT integrale Quattro, tutto quello che serve per divertirsi alla guida. Quindi una plancia essenzialmente funzionale, dei sedili modello S molto contenitivi anche nelle “transizioni” di guida destra/sinistra oltre ad un propulsore messo a punto per esprimere al massimo la fluidità dei 245 CV erogati.

La linea di cintura è alta e protettiva e questo va un pelino a discapito della visibilità, specie quella laterale/posteriore, ma chi guida si sente protetto e “dentro” la vettura anche per via del minor spazio tra telaio ed asfalto. Tutti i comandi infine, risultano facili da gestire, compresi i Drive Mode by Audi.

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Per questa prova ho scelto un percorso molto veloce e guidato, con zone di staccate decise ed ingressi curva da marce basse; iniziamo quindi dal comportamento del quattro cilindri 45 TFSI, che realmente è letteralmente “virtuoso” se parliamo di fluidità, potenza e schiena oltre un certo regime, merito pure e soprattutto della perfetta gestione da parte del cambio doppia frizione.

È un motore che spinge anche da basso regime, quindi già a 1800 giri, la coppia c’è ed è tonica oltre che molto lineare. Da 2000 giri poi, si avverte la maggiore spinta della sovralimentazione, anche se rimane pacata ai medi regimi ma sorprende la grande omogeneità e la quasi assenza nell’avvertire il cambio di rapporto.

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Da 2500 giri, a prescindere dalla marcia, selezionabile anche tramite palette sul bellissimo volante ergonomico, la spinta si fa sempre più energica e vigorosa, complice una rapportatura più corta sulle marce basse che aiuta ad “evidenziare” quel valore di coppia tanto tondo quando omogeneo.

Il meglio del 45 TFSI però, si sente da 3000 giri in su, punto di partenza di una spinta molto efficacie, energia oltre che massiccia anche sulle marce alte; salendo verso i 4000 giri poi, si entra nel meglio di questo motore, visto che la fluidità lascia ampio spazio all’aggressività del 1.8 litri Audi che è sempre perfettamente bilanciato con la trazione integrale Quattro, davvero un fantastico connubio per una trazione corposa e sempre funzionale anche quando l’asfalto diventa umido.

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Quindi tanta coppia, un sacco di trazione omogena per una TT molto ben equilibrata anche in virtù di un telaio che concede tutto al guidatore. La ridotta altezza da terra della S line si sente specie nei cambi rapidi di direzione, dove non si avverte mai rollio né “indecisioni” dello sterzo. Il grande equilibrio delle TT sorprende sempre e gli inserimenti in curva sono sempre molto taglienti e decisi, complice uno sterzo diretto e molto preciso, più vicino a quello della TTS come comportamento dinamico.

La trazione integrale Quattro fa tutto il resto, con la vettura incollata a terra sia sui curvoni autostradali percorsi ad elevata velocità in appoggio, sia nei bruschi cambi di direzione dove, l’esuberanza del motore, viene gestita perfettamente dalla trazione integrale e dai Mode di guida dedicati. In frenata, nessun trasferimento di carico gravita sull’anteriore e quindi, questa Coupé Audi, rimane molto stabile anche in frenata prima dell’ingresso curva, altra situazione dove la tendenza sottosterzante non esiste ma anzi, la TT tende a chiudere presto la curva.

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Buono il funzionamento del comparto sospensioni, certo rigide il giusto ma “gradevoli” anche in ambito cittadino. Alla lunga però, le sedute S affaticano un po’ la schiena unitamente al setting tendente al rigido del complesso molle/ammortizzatori, ma è premiata la stabilità, punto eccellente di questa TT grazie pure al sistema posteriore Multi Link. L’impianto frenante è per duri: frena tanto e di brutto e gli spazi di arresto sono da pista…

(Foto Emanuele Chiaverini)

 

 

 

 

 

 

 

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Andrea Di Marcantonio
“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”