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    Renault 4EVER Trophy, prototipo del mito

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    Renault 4, un mito, un’icona, un best seller ed una vettura che ha scritto la storia di molti di noi, ecco la 4EVER Trophy Prototype

    Renault 4, un mito, un’icona, un best seller ed una vettura che ha scritto la storia di molti di noi. Ne sono state vendute, pensate, otto milioni in 100 Paesi per un’auto che ha saputo letteralmente attraversare lo spazio temporale delle epoche nei suoi 60 anni di vita. Ecco quindi 4EVER Trophy Prototype che fa rinascere il mito.

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    Renault 4, i segreti del suo successo planetario

    I segreti di R4 sono molteplici: piccola e maneggevole, comoda, sempre a proprio agio in città, ma pure sulle strade sterrate più dimenticate. R4 se la cavava sempre e sapeva uscire da ogni situazione. E poi con R4 si potevano intraprendere viaggi immensi con gli amici, trasportare tutto e di tutto. Insomma, una vettura unica per tutti.

    Trenta anni fa ne fu cessata la produzione ma, la 4L, è sempre stato oggetto di grande attenzione per il “patrimonio” che trasportava nelle sue forme. Messa sotto torchio nel “4L Trophy”, ha sempre dimostrato di non temere nulla e di essere resistente ad ogni percorso.

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    4EVER Trophy, prototipo e provocazione

    Così, dopo Renault 5 Prototype, arriva la showcar 4EVER Trophy, seconda rivisitazione elettrica del modello più iconico Renault. Questa vettura mostra i muscoli del suo design originario, evoluto ed attualizzato rispetto alla R4 originale.

    SI riconosce subito: dalla forma del cofano, passando per un posteriore “poco gentile” e squadrato fino al particolare paraurti. Posteriormente si nota il finestrino laterale di forma a trapezio, collocato sopra le ruote posteriori, così come, entrambe le fiancate, sono nude e provi di gruppi ottici.

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    Firme luminose che richiamano un passato

    I larghi parafango sovrastano i passaruota e si inseriscono nei paraurti. Ed ancora, la calandra, molto complessa, ha collegamenti “ultratech” tra i piani della carrozzeria ed i raggi del design.

    Spicca, sul davanti, una calandra che ricorda quella della R4 d’epoca: ci sono quattro proiettori tondi, con tecnologia Matrix LED, mentre i gruppi posteriori, hanno forma a capsula ma richiamano il passato.

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    Crossover che non teme nulla

    L’avventura fa parte di questa 4EVER Trophy: le sue forme invitano ad esplorare grazie al design da buggy che sa tanto di competizione. Lo rivela il cofano incavato che vanta una grande presa d’aria, che ha funzione di raffreddamento per il radiatore dell’unità elettrica. L’offroad è sempre alla sua portata grazie all’elevato sbalzo anteriore.

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    La ruota di scorta, come sulle vetture della Dakar, è stata collocata sul portapacchi in carbonio mentre nella zona alta del portellone ci sono una pala ed una piastra da disincaglio.

    Spiccano le protezioni enormi sulla zona inferiore, che sporgono di ben 20 cm fuori. L’altezza da terra evidenzia la larghezza delle coperture che sono montate su cerchi da 19” mentre il sottoscocca, oltre ad essere rinforzato, protegge la batteria collocata al centro del telaio.

    Chicca tecnica, è il compressore a vista per ogni ruota, che consente di ottimizzare la pressione delle gomme in base alla tipologia di terreno. Questo prototipo annuncia un futuro del SUV 100 elettrico nel segmento B, visto che con R5 condividerà la piattaforma CMF-BEV.

    Andrea Di Marcantonio
    Andrea Di Marcantoniohttps://www.performancemag.it
    “Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale oltre che sull’impatto fotografico delle prove. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Lorenzo Palloni, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Con loro, il videomaker Andrea Rivabene. Importante è il modo diverso di raccontare le prove, abbinata alla ricerca delle migliori location. E poi i progetti legati ai giovanissimi talenti con PROGETTO MX dedicato al motocross e SPEED PROJECT, dedicato al mondo della Velocità. Siamo l'unica testata italiana a costruire progetti per i giovani a cui offriamo un team collaudato e tutta la mia esperienza sul campo. Insomma un impegno a 360°, perchè PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”