Intervista a Carlo Pernat mentre Moto2 e Moto3 correranno in Qatar con la MotoGP ferma per due gare. Pernat ne ha per tutti ed analizza, caso per caso, team, moto e piloti. Si parla del futuro di Rossi e di molto altro

Sono giorni convulsi per tutti noi. Il nostro nemico pubblico, il COVID-19, è una fastidiosa presenza che ha bloccato tutto, compreso il mondo dello sport e quindi anche quello delle due ruote se parliamo del racing.

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Prime gare della MotoGP annullate per la salute di tutti, qualcosa di unico e mai accaduto nonché giusto, che “spezza” quella sorta di invincibilità che sembriamo spesso aver cucito addosso e che invece, oggi, ci fa capire quanto siamo vulnerabili sotto molti punti di vista.

Moto2 e Moto3 invece, sono scese in pista per la prima gara, perché loro erano già in Qatar per i test e quindi è stato deciso di correre lo stesso. Prima di loro, i test della MotoGP che hanno visto tutti i rider impegnati in tre giorni di prove intense, dove sono emersi dati importanti sui “valori in campo” e sulle differenze dei tempi rispetto ai test 2019.

Ne ho parlato con Carlo Pernat che, come sempre, sa andare dentro le “criticità” di tutti, specie nel capire chi ha problemi e chi no. Pernat parla dell’apparente crisi Marquez/Honda, della mancanza di potenza di Yamaha e dei buoni progressi di Suzuki, ma parla pure di Ducati e delle strategie interne sbagliate, passando per un’Aprilia tutta nuova oltre che per la presenza di Jorge Lorenzo come collaudatore Yamaha che Ducati ha allontanato e che invece avrebbe potuto tenere insieme a Dovizioso.

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Quindi ce n’è per tutti, anche per le sorti di Valentino Rossi per il proprio futuro, che deciderà solo più avanti, cosa fare e se continuare magari su una Yamaha Petronas nel 2021. Poi c’è l’argomento del giorno, ovvero l’arrivo di Alex Marquez nel Team Honda del fratello Marc, scelta completamente sbagliata secondo Pernat, motivata dal fatto che Marc avrà una bella gatta da pelare in questo 2020.

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Facciamo un primissimo bilancio dopo le prove del Qatar

“In questo particolare momento, parlare delle prove della MotoGP, lascia un po’ il tempo che trova. Volendo però fare una primissima analisi posso dire che un po’ di cose sono comunque uscite dai test in Qatar.

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Ad esempio, nel caso del binomio Honda/Marquez, possiamo parlare di un po’ di crisi, da un lato per la spalla di Marc, fattore ben più gravoso rispetto allo stato fisico di inizio 2019, dall’altro vediamo che la Honda ha dei problemi da valutare e su cui lavorare.

Senza dubbio la moto è potente, ma ci sono problemi sul telaio, sull’elettronica con le gomme e tutto questo non lo avrebbe reso favorito per le prime gare della stagione 2020. A testimonianza di questo, Marc ha infatti ha poi provato la moto 2019 e questo è un segno già molto chiaro sullo stato delle cose.

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Per Yamaha invece, vedo più a punto i piloti che le moto: la M1 2020 è sostanzialmente la moto della passata stagione ma con qualche cavallo in più. Yamaha sappiamo che lavora molto sulla guidabilità della moto e quindi lavora manca di un po’ di potenza rispetto agli altri.

I piloti sono in grande forma però ma, questa M1 2020, pagherà dazio sui circuiti più veloci, dove le velocità massime rispetto alle altre moto sono al momento importanti. Certo con i suoi piloti avrà delle opportunità in più…

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Per quanto riguarda Suzuki invece, ha senz’altro fatto un buon passo avanti rispetto al 2019 ma si trova più o meno nella stessa situazione di Yamaha ma con qualche cavallo in più del suo motore, anche se i tecnici lavorano moltissimo anche qui sulla guidabilità globale della moto e quindi erogazione, coppia ed utilizzo, visto che i quattro cilindri in linea risultano nel complesso più guidabili e trattabili.

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Su Ducati posso assicurare invece che l’Ing Dall’Igna lavora continuamente sul motore e sulla moto oltre che sull’aerodinamica, settore dove Ducati è molto avanti con soluzioni innovative. Certamente è una moto molto competitiva al massimo ed alcune soluzioni Ducati sono state poi seguite anche da altri come sappiamo bene.

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Aprilia invece è una moto tutta nuova, appena sfornata e tutta da scoprire: sono stati cambiati un numero imprecisato di componenti ed ha esordito nei test in Malesia e quindi va lasciato del tempo per lo sviluppo. Di base mi pare già una buona moto pur con qualche peccato di gioventù. Per questo, credo che fino a metà campionato 2020, non potremo esprimere un vero giudizio sulla nuova RS-GP 2020.

Ed infine KTM che è sempre lì a remare ma credo abbia più che altro un problema legato ai piloti, con Espargaro che appare un po’ debole parlando di possibilità di piazzamento. La moto sembra sostanzialmente quella del 2019, ma non la vedo competitiva ad alti livelli, anche se KTM, lo sappiamo, vorrebbe arrivare in alto visto l’impegno tecnico ed i risultati in altre specialità, prima tra tutte il motocross. Dani Pedrosa quale collaudatore spero abbia dato una mano nello sviluppo ma i tempi sono più o meno quelli della passata stagione, anche se la moto è un pelino più potente. KTM mi sembra un po’ debole anche a livello ingegneristico rispetto agli altri, fanno fatica ma arriveranno credo visto l’impegno e le loro risorse”.

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Come hai visto Valentino Rossi in questi test?

“Sono in molti ad aver scritto che Yamaha abbia scaricato Valentino, cosa che mi ha fatto molto arrabbiare anche perché assolutamente non realistica.

Rossi ha 41 anni e guida una moto ufficiale ma ha sempre detto che avrebbe atteso giugno/luglio per prendere una decisione. Yamaha giustamente non poteva attendere questo periodo e quindi nel 2021 gli verrà offerta una moto ufficiale del Team Petronas. Dopo queste prime prove è un po’ il Valentino del 2019, pilota che deve affiatarsi con il nuovo capo tecnico, con i suoi 41 anni anche se l’età per Rossi è solo anagrafica visto che il suo spirito è quello di un venticinquenne.

Vale è sempre fisicamente al top, si allena al Ranch ogni giorno e quindi sono certo che quest’anno girerà molto spesso attorno al podio e sarà solo lui a decidere di finire la propria carriera su questo o su un altro concetto. È uno molto tosto certamente.

Certo l’uomo da battere, a parte oggi, sarà comunque Marc Marquez, ma c’è ovviamente Fabio Quartararo (foto sopra) e pure Maverik Vinales. A mio avviso Ducati ha fatto un grande errore a non prenderlo ed ha atteso troppo. Ma non sottovalutiamo né Morbidelli né Miller, che potrebbero rivelarsi delle belle sorprese in questo 2020”.

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Come hai visto Alex Marquez?

“Per me Marc ha fatto l’errore più grande che potesse fare portarsi in casa Alex… Una leggerezza che pagheranno cara, forse Alex avrebbe dovuto correre una stagione con Cecchinello, per farsi le ossa nella MotoGP, magari insieme a Crutchlow e correre quindi senza troppa pressione addosso. Marc dovrà dargli invece consigli, essere apprensivo e protettivo magari, cosa che potrebbero procurargli dei problemi psicologici nei confronti del fratello. Spero di essermi sbagliato…”

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Due parole su Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci

“Andrea è sempre il vice Campione del Mondo da tre anni e non va sottovalutato mai. Ha battuto anche Marquez anche quando c’era Jorge Lorenzo nel Team Ducati. Non è quindi un caso che Dovizioso abbia fatto i migliori risultati della sua carriera proprio quando c’era Lorenzo in squadra… Parlando di Petrucci dico tanto di cappello, non avendo esperienza in Moto2 e Moto3, ha fatto davvero un lavoro incredibile nella MotoGP, ha lavorato sodo e tanto ed ha raggiunto il massimo”.

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Ma secondo te in Ducati c’è lo stimolo per costruire una squadra vincente?

“Lo stimolo c’era ma dopo hanno sbagliato le decisioni, specie quando hanno messo insieme Dovizioso e Lorenzo, quindi sono le decisioni ad essere sbagliate come nel caso di far andar via lo spagnolo. Se Lorenzo fosse rimasto in Ducati quest’anno sarebbe stata la squadra da battere.

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Rimanendo su Lorenzo, devo dire che Honda ha portato avanti una trattativa ridicola. Se ho un contratto di due anni ma lo chiudo prima della sua scadenza, avrei dovuto inserire una clausola che il pilota nel 2020 non avrebbe dovuto fare nulla e con nessuno. Ora invece Lorenzo fa il collaudatore per Yamaha, ma deve state attento con la vertebra perché rischierebbe tanto e quindi non credo correrà una o due gare quest’anno. Credo che la spina l’abbia staccata…”

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Com’è l’umore della MotoGP oggi?

“Ritengo che, con le problematiche attuali, il mondo delle due ruote si sia comportato meglio del mondo del calcio, dimostrando più professionalità. Nel motociclismo non c’è un pilota che abbia sollevato polemiche e tutti hanno accettato questo stop come necessario ed utile a tutti. Ne esce un ambiente vero, pulito, anche se ora c’è una logica e normale confusione nell’ambiente racing ma dobbiamo sottostare alle decisioni prese dai Governi. La risposta del motociclismo è stata eccellente, pur con delle perdite importantissime per tutti. Moto2 e Moto3 correranno invece ma lo faranno a porte chiuse per due GP e questo non è il massimo.”

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