Arriva la intrigante (e bella) Panigale V2, moto d’accesso al mondo performance Ducati: ne abbiamo parlato con il Project Manager Stefano Strapazzon  SBK Family

di Andrea Rivabene

Se una decina di anni fa avessimo asserito che un bicilindrico da 155 CV sarebbe stata un’ottima scelta per un neofita che vuole avvicinarsi alla pista, probabilmente ci avrebbero apostrofati come dei fuori di testa. Ed invece oggi Ducati lascia senza fiato quelle persone con la Panigale V2, moto per “tutti”, moto per assaporare l’esperienza Ducati che il sound prorompente della passione.

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Gli anni sono passati e la tecnologia ha subito una continua ma soprattutto logica evoluzione e questa innovazione tecnologica applicata sulla “Entry Level” Ducati, ha contribuito a creare una moto divertente, facile e adatta perfino a chi desidera per la prima volta alla pista, come ci ha raccontato Stefano Strappazzon, Project Manager Veicolo Famiglia Superbike.

VIDEO INTERVISTA A STEFANO STRAPAZZON PROJECT MANAGER FAMILY SBK

Questa Panigale V2 è strettamente legata alla “sorellona” V4, infatti ne eredita gran parte delle linee e dei tratti tecnici e caratteristici (e caratteriali), come il gruppo ottico posteriore, l’impianto di scarico ed il terminale ad uscita singola laterale sotto il motore, estremamente compatto e omologato euro 5 che si somma allo splendido forcellone monobraccio.

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Tutta nuova e da scoprire

La bicilindrica oltre a vestire un’estetica completamente nuova, presenta un comparto elettronico di prim’ordine, condiviso con la Panigale V4 e composto dal Ducati Traction Control (DTC) in versione EVO 2 che oltre a gestire la perdita di aderenza della ruota posteriore, controlla freno Motore ed anti-impennata, il Ducati Quick Shift (DQS) bidirezionale e Cornering ABS, tutti sistemi che migliorano la guida in pista offrendo confidenza al pilota ma, che allo stesso tempo, rappresentano un pacchetto di sicurezza anche nella guida di tutti i giorni.

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È quindi una sana Supersportiva tarata per essere fruibile anche su strada, grazie alla sella imbottita e confortevole e ad un setting di sospensioni studiato per essere sfruttabile e godibile anche su strada. Merito anche e soprattutto di una ciclistica che calza alla perfezione all’abito del telaio Monoscocca avvolto da una carena a doppio layer, quindi con una porzione principale che spinge verso l’alto ed una secondaria inferiore che funge anche da estrattore d’aria. Tutto questo sviluppa linee pulitissime lungo l’intero “andamento” del design Ducati. Dietro invece spiccano il telaietto a traliccio rivestito da avvolgenti gusci in plastica.

Cuore che emoziona sempre

Il cuore Bicilindrico “superquadro” elemento strutturala del telaio, come vuole la storica tradizione Ducati, è il bicilindrico da 955 cm³ con vanta potenza massima di 155 CV a 10.750 giri/minuto e una coppia massima di 104 Nm a 9.000 giri/minuto, prestazioni di rilievo non subordinate però ad interventi particolarmente costosi di manutenzione, infatti il “temuto” tagliando principale denominato Desmo Service è fissato ad ogni 24.000 Km. Rispetto al propulsore della Panigale 959, la V2 5 Cv in più e ben 2 Nm di coppia in più con un valore finale di 104 Nm a 9000 giri.

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Altre caratteristiche di questo motore sono gli iniettori “sottofarfalla”, maggiore portata e nuovo design dei condotti di aspirazione, corpi farfallati da 62 mm, cilindri disposti a 90° e girati all’indietro secondo le ultime tendenze tecniche, con il risultato di un angolo di 21° tra cilindro anteriore e piano orizzontale del carter. Inoltre, troviamo alesaggio di ben 100 mm, valvole aspirazione e scarico più grandi da 41,8 mm e 34 mm e bilancieri del sistema Desmodromico “superfiniti” di origine racing rivestiti in DLC. Tutta questa tecnologia, abbinata alla massima sofisticazione elettronica Ducati, può essere “gestita” grazie ai Riding Mode di guida che prevedono tre livelli di performance con le tre strategie Race, Sport e Street. Inoltre, il magico pacchetto elettronico della Panigale V2 punta su: ABS Cornering EVO – Ducati Traction Control (DTC) EVO 2 – Ducati Wheelie Control (DWC) EVO – Ducati Quick Shift up/down (DQS) EVO 2 ed Engine Brake Control (EBC) EVO.

Panigale offre al pilota un peso contenuto di soli 176 chili, merito del telaio monoscocca, del motore compatto e delle carene estremamente attillate e avvolgenti che esaltano l’agilità e le dimensioni contenute per una moto che si appresta a diventare un fantastico inizio per i giovani motociclisti in erba oltre ad un eccellente “restart” per i piloti più smaliziati.

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HIGHLIGHTS V2

Nuova estetica, Motore Superquadro da 955 cm³ omologato Euro 5, Silenziatore sotto motore con uscita singola laterale, Telaio Monoscocca in alluminio, Forcellone monobraccio in alluminio, Forcella Showa Big Piston Fork (BPF) da 43 mm, completamente regolabile, Ammortizzatore Sachs, completamente regolabile, Ammortizzatore di sterzo Sachs, Pacchetto elettronico con Inertial Measurement Unit a 6 assi (6D IMU): ABS Cornering EVO; Ducati Traction Control (DTC) EVO 2; Ducati Wheelie Control (DWC) EVO; Ducati Quick Shift up/down (DQS) EVO 2; Engine Brake Control (EBC) EVO, Riding Mode (Race, Sport, Street), Serbatoio in acciaio da 17 litri, Cruscotto full-TFT a colori da 4,3”, Proiettore full-LED con DRL, Configurazione biposto, Impianto frenante con pinze monoblocco Brembo M4.32, Cerchi con nuovo disegno a 5 razze,  Pneumatici Pirelli Diablo Rosso Corsa II con posteriore 180/60, Predisposizione per: Ducati Lap Timer GPS (DLT GPS), Ducati Multimedia System (DMS), Ducati Data Analyser+ GPS (DDA+ GPS)

 

 

 

 

 

 

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Andrea Di Marcantonio
“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”