Dinamica, tagliente ed ibrida, ecco PUMA EcoBoost Hybrid, Crossover originale ma soprattutto ampiamente versatile. 125 CV tanta grinta per un’abitabilità unica

Il dinamismo è parte integrante di un progetto auto ed è ancor più efficacie quando il design sposa forme sinuose, morbide con quel pizzico di sportività che fa parte del “gioco di seduzione” tra vettura ed utente.

performancemag.it-Ford PUMA 2020 prova

Ford ormai, ci ha abituato a questo concetto molto più di quanto pensiamo: infatti, il design ed il dinamismo fanno oramai parte del DNA by Ford, come abbiamo scoperto sulle ultime generazioni di vetture e SUV.

Human Centric, dinamismo costruito su misura per chi guida

Una logica e palpabile evoluzione della filosofia “Human Centric”, che mette in relazione l’uomo, il design, le esigenze di chi guida e non ultimo quel dinamismo avvolgente che desta sempre curiosità guardando al futuro della mobilità sostenibile. In tal senso, Ford ha assunto 1700 persone ed investito 200 milioni di euro nello stabilimento di Craiova a sostegno della produzione di questo attualissimo modello.

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Massima flessibilità di carico, arriva il Megabox

Forse, la vettura che più mette in relazione tutte queste “innovazioni e proiezioni” è la nuova PUMA, Crossover Ford decisamente flessibile e versatile anche grazie al nuovo Megabox, spazio ricavato nel cuore del piano di carico e che eleva di molto la capacità di carico, di fatto al vertice della categoria con ben 456 litri.

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Altra area molto importante è il comfort di bordo, su cui Ford ha lavorato tanto anche ascoltando le richieste della clientela.

Ne fanno parte (sulla versione Titanium) il Lombar Massage Seat, primo modello del segmento ad offrire il massaggio lombare eHands-free Tailgate sul sedile, l’apertura/chiusura portellone automatica ed i cerchi da 19” della versione ST Line che è equipaggiata anche con sospensioni a setting sportivo e volante a fondo piatto.

Motori EcoBoost Hybrid e design potente e muscolare

A questo si aggiunge la tecnologia Ford EcoBoost Hybrid, di cui fa parte la batteria ioni-litio da 48V ed il propulsore tre cilindri 1.0 cc con potenza fino a 155 CV ed “assistente” se parliamo di coppia motrice perché abbinato al motore elettrico tipo Starter/Generator BISG.

Ma PUMA è pure tratti unici come si nota dai proiettori adagiati sulla zona superiore della fiancata oppure da quel ricercato design sportivo che emerge in modo quasi prepotente e dinamico, merito anche dell’altezza da terra che ne esalta la componente atletica e muscolare. Una “fisicità” che piace perché istintiva, naturale oltre che innovativa sul piano dell’originalità.

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Le motorizzazioni di PUMA

PUMA fa parte dei 14 modelli elettrificati di Ford: il propulsore tre cilindri turbo EcoBoost 1.0 cc è ancora più potente e ricco di coppia motrice. Grazie al sistema Starter/Generator BISG azionato da cinghia, fornisce una potenza di 11,5 kW; il sistema prevede la sostituzione dell’alternatore classico per un recupero energetico e l’immagazzinamento dell’energia in decelerazione e quindi la ricarica della batteria ioni-litio da 48V, quest’ultimo raffreddato ad aria.

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Il sistema BISG quindi si integra al tre cilindri turbo endotermico e provvede all’offerta di ulteriore coppia in accelerazione oltre che prendersi carico dei servizi elettrici della vettura durante la marcia. EcoBoost 1.0 by Ford offre a PUMA potenze comprese tra 125 e 155 CV.

La “nostra” vettura è equipaggiata con il sistema Mild-Hybrid che elabora l’utilizzo del veicolo al fine di caricare la batteria a secondo dell’utilizzo vettura con queste configurazioni: 50 Nm di coppia offerta dallo Starter/Generator, elemento che riduce l’utilizzo del motore endotermico con risparmio carburante fino al 9% ciclo WLTP. E ci voglio solo 300 millisecondi per avviare il tre cilindri Ford grazie all’evoluto sistema Start&Stop.

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La sottrazione della coppia dall’EcoBoost 1.0 contribuisce all’abbattimento delle emissioni di CO2 con 124 g/km e 5,4 litri/100 km dichiarati per la versione in prova da 125 CV, che diventano 99 g/km per 4,4 litri/100 km. Inoltre, altro Mode, è l’aiuto al motore EcoBoost 1.0 con aumento di 20 Nm ai regimi inferiori fino al 50% in più, cosa che “genera” una guida decisamente più incisiva e fluida.

Turbina più grande e rapporto di compressione abbassato

A livello puramente tecnico poi, il sistema BISG, ha portato all’abbassamento del rapporto di compressione del tre cilindri Ford e questo significa minore sollecitazione meccanica, abbattimento delle temperature di esercizio, maggiore affidabilità dei componenti più sollecitati quali turbina, valvole, pistoni e manovellismo. Inoltre, la turbina di questo motore, è più grande, scelta che abbatte ulteriormente il turbo lag (buco a carico parzializzato nel salire di giri) e che consente regimi di rotazione maggiori al fine di mantenere sempre in “carico” la turbina.

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Mode di guida e nuove sospensioni più grandi e rigide

A fronte della guida, non mancano i Mode di guida, anzi i Drive Mode Ford con Normal, ECO, Sport e Slipperye Trail, mode quest’ultimo che consente la personalizzazione dei parametri di guida in funzione del tracciato da affrontare. A tutto ciò si aggiunge i driving dynamics, ovvero sospensioni più rigide, dotati di speciali supporti ed ammortizzatori con steli più grandi; questo pacchetto tecnico che lega l’intero schema sospensioni, aumenta la rigidità del telaio riducendo gli attriti a vantaggio della scorrevolezza il che significa una guida fluida ed equilibrata.

A proposito di spazio, arriva il Megabox

456 litri per i bagagli posteriori, vano di carico altamente modulabile che accoglie oggetti fino a 112 mm di lunghezza, 97 mm di larghezza e 43 mm di altezza a fila sedili posteriore reclinata. E poi c’è lui, il Megabox, spazio verticale ricavato sul pianale di carico che, pensate, può accogliere anche due sacche da golf; Megabox offre ben 80 litri all’interno di uno spazio 764x753x306 mm e questo significa ad esempio, poter trasportare in piedi una pianta fino a 115 mm di altezza.

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Ma non è tutto: posizionando il coperchio verso l’alto, possono essere nascosti altri oggetti anche sporchi quali stivali, giacche, ecc. visto che, la fodera sintetica ed il tappo di drenaggio sul fondo del Megabox, facilitano la pulizia con semplice acqua. Elemento Green inoltre, è il piano regolabile del bagagliaio, realizzato 100% in carta riciclata e colle a base di acqua.

Altre soluzioni uniche ed innovative di PUMA sono i ripiani incorporati sul portellone, il telo copri bagagli montato sul portellone che si muove insieme ad esso, evitando quindi l’uso di supporti laterali a volte anche antiestetici.

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A bordo tanto comfort per tutti

Anche dentro PUMA “racconta” il salto qualitativo dedicato a questo Crossover: il viaggio diventa più piacevole per merito del Lombar Segment First, ovvero il massaggio lombare disponibile di serie sull’allestimento Titanium, per i nuovi sedili Slim Skin, per offrire più spazio per le ginocchia ai passeggeri seduti dietro. E poi ancora, proprio la seconda fila delle sedute è pensata per favorire l’ingresso in abitacolo quanto l’uscita mentre tutte le sedute sono ora rivestite con tessuti lavabili, facilmente asportabili grazie alla cerniera integrata.

C’è poi il tetto panoramico full size, con doppio pannello vetrato, il pad per ricaricare il cellulare via wireless, la doppia USB ed il collegamento Bluetooth per i sistemi di intrattenimento/comunicazione SYNC3. Utilissimo il modem on-board Ford Pass Connect che attiva su PUMA un vero hotspot fino a dieci dispositivi connessi che, oltretutto, è in grado di offrire tutta una serie di funzioni di “controllo”. C’è anche un display da 12,3” personalizzabile. Ed in tema di sicurezza, è stata introdotta l’innovativo sistema Ford Co-Pilot, che prevede 3 radar, 2 telecamere e ben 12 sensori; tutto questo rende PUMA ancor più sicura, garantendo così un viaggio sicuro e rilassante per tutti.

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COME VA: fluida ed energica, sempre a proprio agio su ogni percorso

PUMA è un Crossover dalle mile sfaccettature: comodo, accogliente, dinamico e molto personale, piace per la sua eleganza ma soprattutto per la sua unica originalità. Le sedute interne sono comode, spaziose e c’è un sacco di spazio per tutti gli occupanti, che avranno accesso facilitato per salire e questo per merito della “linea di ingresso” in vettura.

La plancia è sempre a portata di sguardo: tutto è sistemato per distrarre il meno possibile chi guida, mentre gli occupanti possono contare su un “volume vettura” decisamente fuori dal comune per comfort e abitabilità globale.

La linea di PUMA piace perché aggressiva e concreta e certo non passa mai inosservata. Questo Crossover sembra scostato dalle linee Ford abituali, quasi un taglio netto con il passato, anche se ritroviamo praticamente tutti i servizi di bordo in linea con la produzione Fiesta, da cui eredita il pianale vettura.

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Sono rimasto sorpreso dal piccolo EcoBoost 1.0 cc non tanto per la potenza massima, quanto per la sua innata guidabilità, che punta tutto sull’uso minimo del cambio viste le ottime performance già da 1500 giri. È un motore lineare e pulito nell’erogazione, perfettamente assistito dal sistema BISG che si “integra” al motore endotermico quando serve, offrendo un buon gradiente di coppia. Notevoli i Mode di guida che hanno caratteristiche diverse in termini di trazione, erogazione e potenza.

Sembra più pieno ai medi regimi, merito certamente della nuova turbina ma, soprattutto, di un cambio dalla rapportatura azzeccata che aiuta nei consumi favorendo la buona pastosità di funzionamento del piccolo tre cilindri Ford. Dagli altri EcoBoost eredita la potenza, la fruibilità ed il fatto che “chiede” sempre la marcia superiore, con il vantaggio però di essere più concreto ai bassi e medi regimi.

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Un motore equilibrato quindi, che vibra zero di cui si avverte a malapena il sound al minimo; globalmente da 2000 giri in su, c’è molta sostanza e spinta anche da parte della parte ibrida mentre tra 2500 e 3500 giri, la spinta è molto più tonica e consistente con un regime di rotazione massimo che si è alzato di un pelino rispetto alle altre unità EcoBoost montate su altri modelli.

La spinta è concreta e dinamica fino a 5500 giri per poi “cadere” in modo molto graduale; ottimo il cambio sia nella sua manovrabilità quanto nella scelta della rapportatura. Come detto, i 125 CV chiedono sempre la marcia superiore anche a basso numero di giri, con evidenti effetti positivi sui consumi di carburante.

In tema di sospensioni, ho notato una rigidità eccessiva con il solo pilota ed una certa tendenza al sottosterzo in ingresso curva con il retrotreno che tende ad alleggerirsi, cosa che fa chiudere le curve con il posteriore. PUMA è comunque molto stabile nella guida sportiva: mi è piaciuta nelle “esse” veloci ed a centro curva, anche se quel pelino di rollio può diventare fastidioso. Sono certo che sulla PUMA ST tutto questo sarà solo un ricordo…

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Buono il setting delle quattro sospensioni, che tendono al rigido specie per ciò che riguarda quelle posteriori, caratterizzate da una risposta secca specie in compressione. Rimane un buon equilibrio dinamico ed una buona ripartizione dei pesi tra anteriore e posteriore, anche se, nelle frenate più aggressive, i trasferimenti di carico sono pronunciati. Molto ben insonorizzata, PUMA invita al viaggio: è un Crossover godibile al 100%, spazioso e dalle linee molto accattivanti.

Ottimo il comportamento dello sterzo, abbastanza diretto e morbido in manovra mentre gli spazi di carico, grazie anche alla genialata del Megabox, sono davvero superiori alla media con un’abitabilità globale decisamente ottima.

Buona la frenata anche a vettura carica mentre sorprende la tenuta trasversale ed il comportamento nei bruschi cambi di direzione. Infine, nel breve test offroad, ho potuto apprezzare i vantaggi dell’altezza da terra oltre che la personalizzazione del Mode di guida; anche su sterrato PUMA sembra a proprio agio ed allora chiedo a Ford: a quando una potente ed originale PUMA RS 4×4?

(Foto ALESSIO DE PETRIS)

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Andrea Di Marcantonio
“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”