Il nuovo V4 Granturismo, equipaggerà la nuova Multistrada e si presenta con soluzioni assolutamente raffinate ed una compattezza unica

Un altro salto tecnico Ducati per l’evoluzione di una grande “sfida motoristica”: una new era per Borgo Panigale ma, soprattutto, una generazione dove innovazione, tecnologia e materiali sono la chiave di lettura dell’essenza tecnica italiana.

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Il nuovo V4 Granturismo, equipaggerà la nuova Multistrada e si presenta con soluzioni assolutamente raffinate ed una compattezza unica

Un V4 concepito per l’uso “adventouring” come definisce la stessa Ducati carico di coppia motrice, guidabilità con il risultato di una rosa di emozioni tutte da vivere e nel pieno stile Ducati.

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Nonostante la tecnologia applicata a questo V4, sorprendono molto gli intervalli legati alla manutenzione, molto distanziati nel tempo, soprattutto perché si tratta di un motore motociclistico, quindi deciso e dinamico nonché performante.

66,7 kg di sincera tecnica Ducati

Più leggero de Testastretta di 1,2 kg, il V4 Granturismo scopre un nuovo sistema di richiamo delle valvole a molle, elemento che ha permesso di diluire gli intervalli di manutenzione a 60.000 km! L’intero pacchetto motore è reso possibile da soluzioni tecniche, trattamenti e materiali utilizzati che “stressano” meno l’intera meccanica del propulsore.

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La soluzione del richiamo valvole a molle inoltre, energizza la curva di erogazione specie ai bassi regimi con carichi minimi, con una rapidità a salire di giri che si apre ad un’elevata potenza agli alti regimi oltre in un più sostanzioso allungo, proprio come un motore racing. La potenza di 170 CV a 10.500 giri vanta coppia di ben 125 Nm a 8750 giri.

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Come detto è un motore leggero con i suoi 66,7 kgm, più leggero del Testastretta montato sulla Multistrada 1260. La sua cubatura è di 1158 cc (quote vitali con alesaggio di 83 mm x corsa cortissima pari a 53,5 mm) è “inserita” in un pacchetto tecnico che vede minimi ingombri dimensionali visto che risulta più corto di 85 mm, più basso di 95 mm e più largo di soli 20 mm.

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Ne deriva che è stato più semplice inserirlo nel telaio della nuova moto, focalizzandosi sulla centralità per cui ne deriva una maggiore guidabilità ed ottimale baricentro.

E ci sono inevitabilmente soluzioni che arrivano dal racing: ad esempio l’albero motore controrotante, la tecnologia Twin Pulse per un’erogazione tonica a tutti i regimi.

La bancata cilindri posteriori si disattiva al minimo

Altra cosa essenziale è l’aver pensato allo smaltimento del calore generato dal V4 Ducati: in tal senso, viene utilizzata la disattivazione della bancata cilindri posteriori quando il motore gira al minimo; si blocca quindi la combustione con il risultato di un abbattimento fisiologico del calore generato con ovvia “soddisfazione” del pilota e del passeggero.

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Le altre chicche del V4 Ducati

Il V di 90° Ducati è omologato EURO5. Molto elevato il suo rapporto di compressione, pari a 14:1 mentre la distribuzione prevede un mix catena-ingranaggi, doppio albero a camme in testa DOHC e 4 valvole per cilindro.

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Inoltre, come già accennato, l’albero motore è controrotante con perni biella sfalsati di 70°; c’è la frizione asservita e dotata di antisaltellamento mentre la lubrificazione è tipo carter semi-secco con tre pompe olio di cui 2 di recupero ed 1 di mandata. All’alimentazione provvedono 4 corpi farfallati ovali da 46 mm, mentre il cambio a 6 rapporti vanta il DQS ovvero Ducati Quick Shift Up&Down.

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