Nasce Di.Di Diversamente Disabili, associazione onlus creata da Emiliano Malagoli e Matteo Baraldi, ragazzi che, del loro essere disabili, ne hanno fatto un grande ritorno nelle corse… Tante idee per rimettere in sella i tanti ragazzi disabili che, alla moto, non devono rinunciare…

Il mondo è pieno di storie che raccontano, umanamente parlando, un percorso individuale fatto spesso di sofferenza, disagio che può trasformarsi un giorno, in una delle cose più belle della vita… Mi riferisco ai ragazzi disabili che, per un motivo o l’altro, sono stati costretti – loro malgrado – a lasciar perdere la moto a causa di un banale o brutto incidente che gli ha portato via molto più dell’uso di un arto. Una ferita spesso che non può essere condivisa, se non quando si è da soli, magari nel buio di un futuro incerto, almeno in apparenza.

Due storie simili che hanno fatto nascere Di.Di

E’ questa è un po’ la storia di Emiliano Malagoli e Matteo Baraldi, “due di loro”, due storie come tante che, ad un certo punto, hanno preso una strada diversa, motivando di nuovo questi “ragazzi speciali” che, alla loro passione racing, non hanno mai voluto rinunciare… Sulle sensazioni di questa “piattaforma emotiva” nasce l’Associazione ONLUS DI. DI. Diversamente Disabili, il cui scopo è (ri) trasformare drasticamente la vita di molti ragazzi “fermati” proprio da un problema di disabilità importante.

Un nuovo piacere di correre…

Coraggio ma anche un destino diverso per Matteo ed Emiliano quindi, che, attraverso la loro associazione, hanno riscoperto il piacere di correre in moto e di allargare il campo visivo delle loro sfida… Con loro Chiara Valentini, pilota di livello fin dal suo esordio, nel lontano 2004 (titolo europeo femminile, vicecampionessa nel 2006 nonché oggi Tecnico Federale. Pilota factory Ducati, Kawasaki) e che oggi si occupa di moltissime cose nell’Associazione, cose certo importanti affinchè tutto giri… al regime giusto. E poi, per la parte comunicazione, c’è Fiammetta La Guidara, un nome che da sempre è associato al racing, soprattutto perché lei è una persona vera, competente ed ha preso a cuore questo “progetto”…

…e la nostra nuova collaborazione…

Nasce spontanea e naturale questa collaborazione tra performancemag e DI. DI. Che spero ci porti tante idee fattive e su più fronti strategici. Perché a tutti noi sta davvero a cuore che questa voce sia sempre più forte e mobilitante anche per la nostra Federazione, che certo potrebbe fare molto di più… Per questo credo sia importante conoscere questa grande Associazione. Così ne ho parlato con i diretti responsabili, anche per comprendere cosa dobbiamo aspettarci da questi piloti, veloci in pista, intraprendenti nella vita (nel senso del loro grande coraggio nella loro seconda vita agonistica) ma, soprattutto, ragazzi pieni di passione e sogni che oggi vogliono far entrare anche nei cuori dei tanti ragazzi disabili che amano le due ruote… Quelli che ancora pensano di non potercela fare.

Una panoramica delle attività della vs associazione

“L’Associazione Di.Di. Diversamente Disabili ONLUS, nasce i primi giorni del 2013 dall’incontro fra Emiliano Malagoli e Matteo Baraldi, entrambi appassionati di moto e sfortunati protagonisti di incidenti stradali, proprio sulle due ruote. Gravemente lesi dagli infortuni, Emiliano e Matteo hanno reagito con coraggio contro il destino, tornando a correre in moto, per dimostrare prima di tutto a se stessi che la vita non era finita. 

Dalla loro esperienza e determinazione nasce Di.Di., con l’obiettivo di promuovere verso i giovani disabili l’attività sportiva come elemento di socialità e di recupero realizzando attività varie, tra le quali una Scuola Guida con lo scopo di far (ri) avvicinare i diversamente abili sul due ruote, utilizzando mezzi adattati in base alle loro diverse esigenze motorie ed attivando un Team di piloti “speciali”, pronto a schierarsi nei principali Trofei Nazionali motoristici”.

Motodays è stato un successo inaspettato per voi, cosa vi aspettavate e cosa avete raccolto

“Motodays è stato il primo appuntamento ufficiale con la nostra Scuola Guida Di.Di. e sinceramente non sapevamo cosa aspettarci, se avrebbe riscosso consensi o meno. Invece, durante i giorni di fiera, abbiamo ricevuto molte telefonate di persone interessate a provare i nostri mezzi, oltre al pubblico che è passato direttamente al nostro stand per prenotarsi. E’ stato un gran successo, soprattutto morale: vedere gli occhi lucidi dei ragazzi diversamente abili che da anni non salivano su un due ruote, ci ha ripagato di tutti i nostri sacrifici”.

Cosa significa essere appassionati di moto per voi?

“Più che passione lo chiamerei amore, libertà, adesso ancor più di prima; la moto è uno strumento per riprendere la nostra vita a 360 gradi”.

Quali sono i vs progetti a breve e lunga scadenza?

“Per quanto riguarda i progetti “pratici”, abbiamo organizzato per il prossimo 23/24 marzo una gara di moto riservata unicamente a piloti disabili sul circuito di Binetto (BA); è la prima manifestazione del genere che si svolge in Europa e per l’occasione avremo come testimonial d’eccezione Marco Lucchinelli. Ad aprile parteciperemo invece al Festival nazionale delle Associazioni di Volontariato a Lucca con la nostra Scuola Guida Di.Di.. Infine sempre ad aprile, partirà il Trofeo Bridgestone sul circuito di Misano, dove parteciperà il Team Di.Di. composto da 12 piloti disabili, che si schiereranno insieme ai normodotati, ma con classifica separata. I progetti (necessariamente) a lunga scadenza riguardano invece proposte di interventi legislativi che mirino a migliorare l’attuale normativa sulla disabilità che ad oggi risulta obsoleta e incompleta”.

Come si pongono le istituzione nei confronti di richieste racing da parte vostra?

“Abbiamo trovato un grande appoggio, morale e sociale, da parte del presidente della Consulta provinciale per la sicurezza stradale di Roma, Dott. Marcello Aranci. A livello di Federazione Motociclistica Italiana invece, siamo ritenuti ancora come “mosche bianche”, nel senso che la nostra iniziativa è nuova, pertanto ancora non regolamentata a livello istituzionale. Ci piacerebbe che ci fosse un nostro rappresentante all’interno per gestire al meglio tutte le attività delle due ruote che riguardano i diversamente abili, ma siamo sicuri che a breve avvieremo una collaborazione anche con loro”.

La cosa piu difficile per correre in moto per un disabile e’…

“Doversi azzerare mentalmente, cercare di trovare metodi per sopperire alla disabilità, cambiare stile di guida e… tanto tanto coraggio!”.

Come pensate di allargare la vostra passione ai tanti ragazzi appassionati ma disabili?

“Penso che sia io che Matteo siamo gli esempi migliori perché….se l’abbiamo fatto noi lo possono fare anche gli altri! Il nostro principale compito è quello di ridare fiducia in se stessi a chi l’ha persa….dopodiché saranno in grado di andare avanti da soli e con un altro spirito, apprezzando molto di più tante cose che da normodotato non consideri”.

Un racconto racing dal vs punto di vista, magari la prima gara di uno dei vs piloti…

“Posso senza dubbio citare la 200 miglia del Mugello lo scorso novembre, una gara di endurance, dove io e Matteo abbiamo corso nello stesso equipaggio sotto una pioggia battente e contro tutti normodotati. Abbiamo ottenuto un 15° posto su 18, che per noi è valso come il gradino più alto del podio per l’impresa che avevamo compiuto e per aver realizzato il nostro sogno”.

Quale è il vs obbiettivo per questo 2013?

“I nostri obiettivi sono di coinvolgere disabili, istituzione, federazione, comitati paraolimpici, che possono aiutarci nella nostra associazione, nonché sponsor, circuiti,televisioni,giornali, case costruttrici per far capire che siamo una realtà e che possiamo aiutare tanta altra gente”.

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Andrea Di Marcantonio
“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”