Il SUV Kia Sportage è da sempre successo: ho provato il Mild-Hybrid 48V spinto dal nuovo motore 1.6 da 115 CV. Un SUV comodo, spazioso ed ambizioso

Di fatto è il modello con maggior successo per KIA: E lo è per molteplici motivi, primo tra tutti la praticità che si è sempre abbinata all’originalità del prodotto. Un SUV “concreto”, accogliente, silenzioso e, non ultimo, molto spazioso.

Ovviamente mi riferisco al SUV Sportage che, piano piano, ha saputo entrare nel cuore degli utenti e questo grazie ad un’offerta sempre molto decisa ed abbondante sia per le dotazioni di serie, sia per la gamma motori, di cui la motorizzazione diesel rappresenta quella di maggior consenso.

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Meno emissioni per un SUV ora completo

Sportage non si è mai fermata quindi ed oggi arriva la tecnologia Mild-Hybrid a 48V, accoppiata sia a propulsori a benzina sia al nuovo diesel U3. Fanno parte del pacchetto novità la riduzione del 4% di emissioni CO2, il sistema Moving Stop & Start con spegnimento del motore diesel in fase di decelerazione, un elevato standard legato all’infotainment ed alla sicurezza abitacolo e altre piccole e grandi novità tecniche.

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Sportage cambia design nel 2018 quando, l’anno prima, ne erano stati venduti 131.000 esemplari, ovvero una vendita ogni 69 secondi, quindi una vera “accoglienza” per l’utenza di tutta Europa che in Sportage ha visto una reale e concreta nuova linea di certezze.

“Nel nostro Paese – spiega Giuseppe Bitti, Amministratore Delegato di Kia Italia – Sportage rappresenta il meglio dei valori del marchio Kia: design iconico, tecnologie innovative e alta qualità. Tutti aspetti confermati da quest’ultima evoluzione, che grazie al nostro primo propulsore diesel mild-hybrid, al design rinnovato e a una serie di nuove tecnologie che incrementano sicurezza, comfort e praticità, ribadisce la sua leadeship”.

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Iniziamo da EcoDynamics e Mild Hybrid

È un’accoppiata che sa guardare avanti: Kia ha pensato in grande con il sistema EcoDynamics e questo grazie al diesel serie “R” da 2 litri, un sistema che punta su una batteria da 48V, sullo starter/generator e sul convertitore DC/AC. L’accumulo energetico è merito della batteria 48V agli ioni di litio da 0,44 kWh a 48V mentre, come accennato, lo starter/generator Mild Hybrid MHSG offre coppia al motore per poi trasformare l’energia cinetica in potenza elettrica.

Quindi in accelerazione, il sistema “regala” circa 12 kW di spinta elettrica, fattore che abbatte il carico sul propulsore ma, soprattutto, ne rende molto più lineare il funzionamento oltre ad abbattere i consumi di carburante. Si abbassa inoltre anche il livello di vibrazioni che si traduce in maggior comfort in abitacolo. Ed il recupero di energia del sistema MHSG avviene in decelerazione o in frenata, impiegando l’energia recuperata precedentemente.

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Sistemi perfettamente integrati con le piattaforme

Tutto questo “scambio elettrico” è controllata da centralina ECU che è in grado di valutare lo stile di guida ed i flussi energetici in virtù della carica batteria. Da notare la grande compattezza del pack AC/DC (con motorino di avviamento di dimensioni ridotte) che, tra l’altro, sfrutta totalmente l’impianto elettrico di Sportage. Inoltre, il sistema Mild Hybrid si integra perfettamente con lo schema costruttivo delle piattaforme Kia, vista la collocazione della batteria 48V, sotto al vano bagagli; l’MHSG è infine azionato per mezzo cinghia dall’albero motore e questo non necessita di nessuna modifica sia del vano motore quanto della disposizione dei componenti meccanici.

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Il nuovo motore “U3” 1.6 da 115 e 130 CV

Oltre al propulsore EcoDynamics 2.0 CRDI da 185 CV con trazione integrale 4×4, c’è il nuovo diesel 1.6 U3 che di fatto sostituisce il vecchio 1.7 CRDI. La nuova unità quattro cilindri 1.6 è offerta in due “concetti” di potenza da 115 e 139 CV; ho provato 1.6 diesel Mild Hybrid 115 cv con cambio manuale in allestimento Energy, che sfiora i 30.000 euro, disponibile con la sola trazione anteriore, mentre il 136 CV – erogati a 4000 giri – è disponibile anche 4×4 AWD e cambio 2WD Kia DCT doppia frizione a 7 rapporti. Il quattro cilindri “sedicivalvole” HLA, vanta coppia massima di 280 Nm tra 1500 e 2750 giri; anche per questa nuova unità U3, vengono utilizzati i filtri SCR per l’abbattimento delle emissioni NOX.

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Il resto della gamma motori

La gamma a benzina identica con: 1.6 GDI che eroga 132 CV e 161 Nm di coppia massima a cui si unisce lo 1.6 T-GDI (Turbo Gasoline Direct Injection), Con i suoi 177 CV, coppia di 265 Nm e turbocompressore con valvola wastegate a controllo elettronico, questo motore offre ottime caratteristiche di potenza e fluidità. Le versioni equipaggiate con il motore T-GDI sono disponibili solo con la sola trazione anteriore e cambio DCT a sette marce. L’intera gamma Sportage è oggi equipaggiata con il sistema ISG (Idle Stop&Go) di serie.

Design mordente che piace dentro e fuori

Siamo alla IV generazione Sportage con un design che è poi un azzeccato mix di matite e idee tra Francoforte, Namyang/Corea e Irvine/California: più dinamismo ed aggressività grazie al nuovo frontale, al diverso paraurti, ai nuovi alloggiamenti dei fendinebbia oltre a diversi ed incisi inserti nero lucido/nero che raccordano le prese d’aria inferiori.

Il nuovo tocco stilistico passa pure dalla griglia a naso di tigre, ora disponibile in colore nero lucido oppure opaco. Ridisegnati anche i gruppi ottici full-LED anteriori e dalle raffinate luci posteriori LED dalla forma a “C” con quelle della retromarcia inglobate nel paraurti posteriore.

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Ultimo tocco sono i cerchi da 17 o 19” bicolore. Il Cx di Sportage rimane quello di sempre, ovvero 0,33 così come le dimensioni generali con passo di 2670 mm, e 4485 mm di lunghezza con il modello GTline più alto di 10 mm rispetto ai 1635 mm delle versioni std. L’abitacolo è stato aggiornato con nuovo volante e nuovo quadro strumentazione mentre la versione GTline vanta sedili in pelle, tessuti bicolore con cuciture in rosso opzionali; inoltre spiccano i comandi della ventilazione e clima grazie a nuove cornici a vantaggio di eleganza ma pure praticità.

Operazione comfort, accento prioritario per Kia

Un abitacolo molto ben insonorizzato ma, soprattutto, sospensioni a quattro ruote indipendenti, ecco il segreto del comfort di Sportage. Davanti schema Macpherson Strut Type, posteriori con doppio braccio inferiore, mentre gli ammortizzatori sono a gas. C’è di serie il servosterzo elettrico R-MDPS con motorino alloggiato sulla cremagliera, soluzione che rende lo sterzo più preciso ma soprattutto molto più lineare.

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Ed infine l’impianto frenante, potente e sincero grazie ai quattro dischi rispettivamente da 305 e 302 mm con freno di stazionamento elettrico che si attiva a vettura spenta. Alla sicurezza Kia pensa in grande ed offre un pacchetto decisamente accattivante: ne fanno parte lo Smart Cruise Control con Stop&Go, l’Around View Monitor, il Driver Attention Warning, il Kia Vehicle Stability Managenent VSM, e il pack legato alle funzioni ESC. A secondo dell’allestimento poi, vengono aggiunte l’FCA, l’SCC, l’LDWS, l’LKS, il DAW, l’HBA, l’ISLV ed il BCW.

Comfort significa anche spazio per tutti: quindi scopriamo i 997 mm ed i 993 mm che sono le altezze sopra la testa disponibili davanti e dietro, a cui vanno aggiunti i 1290 mm davanti ed i 970 mm dietro, quote che indicano lo spazio per le gambe davanti e dietro.

Tante soluzioni e possibilità per sedute e capienza del bagagliaio

Le comode sedute vantano 10 regolazioni per chi guida ed 8 per il passeggero accanto mentre la seduta posteriore è rialzata di 30 mm con pianale abbassato di 40 mm mentre gli schienali si possono regolare su 17 posizioni con variazione dell’inclinazione da 23 a 37°. Ultima analisi per la capacità di carico: quello del baule varia da 491 a ben 503 litri mentre sulla versione con la nuova motorizzazione diesel U3 (quella della prova) il volume varia da 467 a 480 litri, quindi ridotto a causa della presenza del serbatoio urea del sistema SCR.

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COME VA: la Sportage da vivere con l’accento

Certamente Kia Sportage è il concetto SUV, da sempre. Il design piace perché è un azzeccato mix interessante di linee che lo rendono si aggressivo ma non troppo così come appare “grande” se parliamo di muscolatura esterna, espressa sia dai larghi passaruota, quanto dal frontale caratterizzato dalla nuova griglia.

Ma è all’interno dell’abitacolo che si scoprono le doti di viaggiatore di Sportage: sedute molto accoglienti, tanto spazio per tutti, vani dislocati un po’ ovunque ne fanno il SUV ideale per viaggiare senza tempo; le dimensioni ma soprattutto l’altezza da terra, lo rendono “affidabile” anche su sterratoni battuti, dove mostra doti di agilità e leggerezza di manovra grazie allo sterzo elettrico.

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Lo spazio interno è “modulabile”, con il divano posteriore che può scorrere longitudinalmente sul binario per aumentare la capienza del vano bagagli, che è pronto ad accogliere tanti bagagli per la vacanza. L’altezza da terra inoltre, aumenta quel senso di “muscolatura dinamica”, mentre, grazie all’ampio parabrezza lo scenario di viaggio è sempre accattivante. Si nota il notevole salto qualitativo dei materiali interni dell’abitacolo, così come le finiture oggi decisamente più “europee” rispetto al passato.

Su strada si scopre subito il guizzo del nuovo motore 1.6 da 115 CV ma se ne apprezza la silenziosità sia ai bassi che agli alti regimi; è un motore che vibra zero, grazie soprattutto alla tecnologia Mild-Hybrid che “aiuta” molto in accelerazione sia ai bassi quanto ai medi regimi. Ed a tal proposito, mi è piaciuta l’erogazione sempre pulita e lineare tra 1500 e 2500 giri, range dove c’è tanta coppia che genera, grazie pure alla presenza dell’aiuto elettrico, che regala 12 kW di spinta, una forza motrice che si avverte consistente, specie nella transizione tra 1800 e 2500 giri. La sorpresa quindi sta tutta nella spinta fornita che, inoltre, abbatte la sonorità del quattro cilindri diesel common rail Kia.

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Altra caratteristica del nuovo motore diesel 1.6, è certamente la linearità nell’erogare coppia e potenza: la spinta è sempre fluida e regolare e questo aumenta il piacere di guida ed abbatte l’uso del cambio vista la spinta tonica offerta dai 115 CV; ed a proposito del cambio, l’ho trovato preciso negli innesti ed abbastanza preciso mentre la sola retromarcia a volte “punta” leggermente. La frizione anch’essa non strappa ed anzi vanta un funzionamento omogeneo e pulito anche dopo tanto traffico cittadino.

Sul fronte del comportamento del SUV Kia, ho notato un rollio marcato a centro curva e trasferimenti di carico “importanti” quando si rallenta con una maggiore pressione sul pedale del freno, momento in cui viene ricaricata la piccola batteria del sistema Multi-Hybrid e che offre un plus in più nel rallentare Sportage in modo più deciso e marcato.

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Lo sterzo è preciso, morbido tra le mani, soprattutto in città mentre su extraurbano ha la giusta” resistenza” che aiuta a sentire la vettura. Molto buona l’insonorizzazione dell’abitacolo mentre risulta fastidioso ed “appuntito” il funzionamento delle sospensioni, ancora troppo rigide specie in compressione e sul pavè oltre che sulle “minime”, ovvero quando sotto le ruote scorre pavè o asfalto irregolare.

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Ottimo invece il comportamento dell’impianto frenante, sempre modulabile e potente oltre che dotato di un pedale molto lineare nel sui funzionamento. Infine, il SUV by Kia risulta abbastanza neutro a centro curva con una leggera tendenza al sottosterzo ma solo nella parte finale in uscita mentre piace il posteriore sempre coerente nel seguire i movimenti dello sterzo.

DA MIGLIORARE: comportamento sospensioni ancora rigide in estensione e sulle minime

 

(Foto GIUSEPPE CARDILLO)

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Andrea Di Marcantonio
“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”