Marc Marquez stupisce sempre e comunque. Lo ha dimostrato anche ad Aragon domenica scorsa, una vittoria di forza per un pilota che sta cambiando ed ha cambiato la MotoGP. Tutto questo in attesa del suo ottavo titolo

Non è una novità ma una realtà su cui riflettere. Marc Marquez, amato o no che sia, è il cannibale della MotoGP. Marquez quello che vince, quello solo ed unico che ad Aragon ha saputo costruire una gara perfetta abbinata ad un’altra perfetta strategia sua e del suo Team.

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Ha saputo realizzare un grande risultato che oggi lo vede in testa al Mondiale a quota 300 punti mentre il nostro Andrea Dovizioso ne ha 202, tanta differenza è vero, forse troppa pensando che Marquez è oramai ad un passo dal titolo numero otto.

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Marquez il pilota ha cambiato la guida della MotoGP, ha indirizzato i tecnici Honda e non solo su nuove quote ciclistiche ed ha fatto lavorare il Team verso una direzione nuova, un confine che prima non c’era, spesso dentro e fuori i limiti della fisica.

Il segreto del successo di Marc Marquez non credo sia solo talento ma un atteggiamento di vita, uno stile di prendere le cose sempre con il lato positivo, sempre con ambizione e, perché no, quella sana e concreta voglia di follia che ci vuole nella MotoGP. Sorride sempre, esplode quando sa di aver corso una gara magica, sa lavorare e sa spingersi oltre il “muro” della fisica, oggi meno “matematica” e forse più istintiva e predatoria.

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Il lato psicologico di Marquez quindi, viene fuori spesso: doti naturali abbinate ad un talento unico che si amalgamano con quella guida istintiva, fuori dagli schemi, con una capacità “felina” di reagire alla moto ed alla gara, qualcosa davvero fuori da comune che lo vede protagonista assoluto della MotoGP, anche con qualche acuto ed eccesso di follia.

La MotoGP, lo vedete, si è spinta molto oltre negli ultimi cinque anni: lo stile di guida si fa più al limite, il contatto sempre più forte e presente, la metodologia di lavoro sempre più raffinata, specie se parliamo di messa a punto delle sospensioni e sviluppo delle coperture Michelin.

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Alla fine, però, Marquez ha saputo esplorare il nuovo, dandoci dentro di brutto ad ogni gara, confrontandosi con la “temperatura” dei suoi avversari, di cui oggi solo Fabio Quartararo sembra prenderne la scia nel portare quel limite sempre più in alto, un’asticella verticale che sale sempre e, con essa, quello che si può fare in sella ad una moto. Marc Marquez progetta le sue gare, includendoci dentro la strategia, le scelte di setting ma cercando sempre di superare limite ed avversari sul piano psicologico. Cosa pare che gli riesca davvero bene e che lo motiva sempre più anni dopo anno.

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Certo tra un po’ di tempo, a Marc Marquez servirà una nuova e consistente sfida: vincere il titolo anche con un’altra moto che non sia una Honda. KTM sembrerebbe quella più “accreditata” per lui nel suo prossimo futuro e questo potrebbe rappresentare la nuova sfida. Ma c’è tempo per parlare di questo, perché oggi ed ora Marc sta andando verso il suo ennesimo titolo iridato…to be continued!

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Andrea Di Marcantonio
“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”