Le Honda dominano in Texas, tracollo per le gomme di Yamaha, Marc Marquez vince ancora, Jorge sbaglia la partenza, Rossi distrugge la gomma anteriore e Dovizioso è terzo…

Marc ha completato il suo weekend in perfetto stile Marquez: dopo la pole,  il pilota Honda ha fatto registrare un nuovo giro veloce in gara. Molto bene anche Dani Pedrosa, che certo ha contribuito al “bottino” Honda con un ottimo secondo posto  a quasi 17 secondi dal terzo classificato, un grandissimo Andrea Dovizioso.

“Sono molto felice! Ho fatto una buona partenza – commenta Marquez – , ma quando ho visto Jorge che mi sorpassato sulla linea del traguardo, ero un po’ preoccupato… Poi mi sono reso conto di quello che fosse realmente successo, una partenza anticipata. E’ stata una gara diversa dalla precedente, perché ho ​​condotto la gara dall’inizio alla fine, certo, potrebbe sembrare più facile così, ma in realtà è molto più difficile perché devi mantenere la concentrazione.  E’ stato un weekend perfetto e questo infonde molta fiducia, anche se siamo consapevoli che le prossime gare saranno diverse. So che la gara è stata un po’ noiosa per i tifosi, ma a volte questi tipi di gare sono buone per il pilota e meno per il pubblico! . Speriamo che la prossima sia più emozionante!”.

“E ‘stata una gara dura perchè Marc era poco più veloce di me e, anche se ho cercato di migliorare in ogni curva – commenta Pedrosa – , era troppo difficile guadagnare terreno su di lui e la distanza tra di noi è aumentata ad ogni giro…  Alla fine, era troppo lontano da me! Non avevo nessuno dietro, così ho continuato il mio ritmo come meglio potevo. Ho imparato un paio di cose in questa gara e cercheremo di applicarle e rendere possibile un miglioramento in modo da essere in grado di gestire meglio la lotta la prossima volta”.

Svolta Ducati?

E’ stata una bellissima giornata piena di emozioni per il Ducati Team, forse un po’ meno per Crutchlow, infortunatosi ad una mano dopo un brutto volo… Cal Crutchlow. partito dalla settima posizione in griglia, dopo tre giri era già risalito fino al quarto posto, ma dopo aver sentito una forte vibrazione al retrotreno della sua Desmosedici GP14 è rientrato ai box per cambiare la gomma posteriore. Poi la gara di Cal è finita due giri più tardi, quando ha un brutto ‘high-side’ alla seconda curva, lo toglieva dalla gara, risultato: una brutta caduta ed una ferita alla mano destra… Trasportato immediatamente al Centro Medico del circuito, gli è stata diagnosticata una lussazione del mignolo della mano destra, oltre a diverse altre contusioni. Il pilota inglese oggi a San Diego per farsi visitare da uno specialista di fiducia, ma non ci dovrebbero essere problemi per il suo rientro in pista fra due settimane sulla nuova pista di Termas de Rio Hondo, in Argentina.

Ma le emozioni da podio sono arrivate da Andrea Dovizioso, che ha lottato come nel suo stile per tutta la gara, conquistando, alla fine, un eccellente terzo posto… “Sono molto contento di come ho gestito la gara – spiega Dovizioso – perché all’inizio non avevo il passo giusto. Però ho mantenuto la calma ed un ritmo costante, e questo ha pagato perché non ho stressato troppo le gomme. Le mie prestazioni sono poi calate ma evidentemente meno di quelle degli altri piloti con cui ero in lotta e questo mi ha permesso di arrivare a fine gara in buone condizioni. Sono quindi riuscito ad ottenere un piccolo gap su Bradl e Smith, che mi ha consentito di tagliare il traguardo con quasi due secondi di vantaggio su di loro. Sono molto contento di questo risultato per il mio team. E’ un anno che stiamo lavorando sodo e soffrendo tanto, e non siamo ancora veloci come vorremmo. Ottenere un risultato del genere in questo momento della stagione è molto importante, anche per tutti gli ingegneri e i meccanici in reparto a Bologna, che stanno lavorando veramente tanto per migliorare la competitività della Desmosedici.”

“Ero molto fiducioso, ma purtroppo ho avuto un problema alla gomma posteriore quasi subito – racconta Cal Crutchlow -: sentivo delle vibrazioni e stavano peggiorando giro dopo giro e quindi ho deciso di rientrare ai box per cambiare la gomma. Dato che non eravamo neanche a metà gara, la squadra ha deciso di montare una gomma morbida e appena rientrato in pista ho iniziato a girare forte, anche se probabilmente non sarei riuscito a prendere punti. Poi purtroppo credo di aver preso una buca che ha scomposto la moto. Sembrava una scivolata come le altre, ma la moto mi ha travolto, scaraventandomi in terra dopo un high-side. Ho battuto pesantemente la mano, che si è gonfiata moltissimo e mi sono anche lussato un dito. Mi dispiace per la squadra, ma sono molto felice per il podio di Andrea dopo tutto il lavoro svolto questo inverno dai ragazzi di Ducati Corse.”

Un sacco di lavoro negli ultimi mesi…

Ma un commento lo fa pure Luigi Dall’Igna, Direttore Generale Ducati Corse: “E’ stato un buon risultato per la squadra, in qualche modo inaspettato dopo le qualifiche di ieri. Andrea ha fatto veramente una gran bella gara, gestita in modo intelligente ed ha riportato finalmente una Ducati sul podio. Purtroppo Cal ha avuto invece dei problemi con una vibrazione al posteriore della sua moto e successivamente è incappato in una caduta, dopo essersi fermato ai box per sostituire lo pneumatico posteriore. Per fortuna sembra che le condizioni della sua mano destra non siano troppo serie e che Cal quindi potrà essere regolarmente al via in Argentina tra due settimane. Dopo il tanto lavoro che abbiamo svolto negli ultimi mesi, finalmente oggi è arrivato un risultato positivo e quindi voglio ringraziare tutti i ragazzi di Ducati Corse per il loro grande impegno in pista e in reparto a Bologna.”

Il disastro Yamaha: le gomme? Non ci siamo proprio!

Valentino distrugge il pneumatico anteriore, Jorge sbaglia la partenza per un errore di distrazione, insomma in Yamaha ci sono problemi seri, specie legati alle coperture e questo rende l’atmosfera nervosa e tesissima… “Abbiamo distrutto il pneumatico anteriore completamente sul lato destro – spiega Valentino Rossi -. Ho avuto lo stesso problema durante il weekend, ma meno accentuato rispetto alla gara . Nel warm up della mattina abbiamo tenuto un buon passo e con un pneumatico usato ho potuto fare tutto il warm up, quindi eravamo abbastanza positivi. Purtroppo invece, dopo sette o otto giri l’anteriore era andato e ho dovuto rallentare parecchio fino a girare tre secondi più lento. E ‘un peccato perché avremmo potuto fare un altro podio, che era poi l’obiettivo qui a Austin, quanto accaduto non doveva accadere! “.

“Non stavo pensando ed ero distratto – racconta Jorge Lorenzo -: ho fatto un grosso errore in partenza. Ho solo cercato di spingere al massimo poi per ottenere il miglior risultato, ma la gara era quasi finita per me  Voglio chiedere scusa alla squadra per come ho distrutto la mia gara, ma almeno non sono caduto perché era una situazione difficile con la tensione addosso e sarebbe stato facile fare un errore e farsi male. La cosa buona è che ho finito la gara ed ho ottenuto i miei primi punti in campionato  ma, evidentemente, questo di Austin non era il nostro weekend”.

“Purtroppo Valentino ha distrutto completamente il lato destro del suo pneumatico anteriore dopo pochi giri. Avevamo sofferto già questo fine settimana con questo problema e per questo abbiamo apportato alcune modifiche al set up, questa mattina abbiamo potuto fare 16 giri… E ‘un peccato perché abbiamo perso il podio qui in Texas, dove sapevamo fin dall’inizio che sarebbe stata una gara difficile. Quanto a Jorge, beh non importa visto quanto duramente si prepara per un weekend di gara e ci sono alcune cose che non si possono prevedere. Sappiamo tutti che lui è uno dei piloti che molto raramente fa un errore. Ha fatto un buon lavoro per dar il suo meglio in seguito. Voglio ringraziare tutto il team per un altro week-end passato a lavorare molto duramente per superare le sfide e preparare una moto competitiva per la gara, adesso non vediamo l’ora del GP di Argentina per tornare ad essere forti!”.

AL TRAGUARDO: il podio di Austin

1 Marc Marquez 93, ESP 25 Repsol Honda Team Honda 43’33 0,430

2 Dani Pedrosa 26 ESP 20 Repsol Honda Team HONDA 4,124

3 Andrea Dovizioso 4 ITA 16 Ducati Team DUCATI 20,976

4 Stefan Bradl 6 GER 13 LCR Honda MotoGP HONDA 22,790

5 Bradley Smith 38 11 GBR Monster Yamaha Tech 3 Yamaha 22,963

6 Pol Espargaro 44 ESP 10 Monster Yamaha Tech 3 Yamaha 26,567

7 Andrea Iannone 29 ITA 9 Pramac Racing Team DUCATI 28,257

8 Valentino Rossi 46 ITA 8 Yamaha Factory YAMAHA 45,519

Aleix Espargaro 9 41 ESP 7 NGM Mobile Forward Corse YAMAHA 47,605

10 Jorge Lorenzo 99 ESP 6 Yamaha Factory Racing YAMAHA 49,111

11 Nicky Hayden 69 USA 5 Trazione M7 Aspar HONDA +1’00 0,735

12 Hiroshi Aoyama JPN 7 4 Trazione M7 Aspar HONDA +1’03 .954

13 Yonny Hernandez 68 COL 3 Pramac Racing Ducati +1’07 .333

14 Karel Abraham 17 CZE Cardion AB Motoracing 2 HONDA +1’27 0,972

15 Hector Barbera 8 ESP 1 Avintia Corse MotoGP FTR – KAWASAKI +1’32 0,376

16 Michael Laverty 70 GBR Paul Bird Motorsport, ART & PBM +1’32 0,543

17 Danilo Petrucci 9 ITA IodaRacing progetto IODA – SUTER +1’39 .176

18 Mike Di Meglio 63 FRA Avintia Corse MotoGP FTR – KAWASAKI +1’51 0,962

19 Scott Redding 45 GBR Go & Fun Honda Gresini HONDA DNF

20 Colin Edwards 5 USA NGM Mobile Forward Corse YAMAHA DNF

21 Cal Crutchlow 35 GBR Ducati Team DUCATI DNF

22 Alvaro Bautista 19 ESP Go & Fun Honda Gresini HONDA DNF

23 Broc Parkes AUS 23 Paul Bird Motorsport PBM DNF

yachtsynergy ADV bottom
Articolo precedenteMOTO GP: MARQUEZ IN POLE AD AUSTIN, PEDROSA 2°
Articolo successivoPROVA: RENAULT CLIO RS EDC, RS DRIVE FOR RACING…
Andrea Di Marcantonio
“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”