Ecco la nuova ed attesissima 3 cilindri Yamaha, la MT-09, moto che entra di prepotenza nei tre settori essenziali del divertimento moto: naked, sportiva ed anche motard. 110 Cv a 10.000 giri, D-Mode con tre mappature, YCC-T fly by wire ed una ciclistica raffinata…

Da anni c’è un tentativo significativo di dare “nuovi significati” nuovi volti al concetto moto. Attualmente in una moderna due ruote, si devono fondere più “concetti chiave”, che si fondono con altrettanti elementi distintivi, non solo tecnici, ma legati soprattutto al design, alla funzionalità oltre che all’utilizzo finale del prodotto.

Ed oggi come mai, il risparmio diventa non un appiattimento delle proposte ma uno stimolo ulteriore per nuove creazioni forti ed intriganti… Moto che esprimono energia vitale, forza ma anche prestazioni, divertimento, agilità, “movimenti creativi” che garantiscano all’utente un profilo nuovo ed accattivante.

Yamaha, da sempre, esplora queste “risorse” con anticipo rispetto alla concorrenza e lo fa con questa nuova MT-09, moto che plasma e fonde più stili di categoria, come quello naked, motard e supersportiva. Tutti insieme, tutti per offrire un divertimento di guida unico e nuovo anche in funzione del suo peso estremamente ridotto, con i suoi 188 kg in ordine di marcia…

Tutto nasce attorno al nuovo 3 cilindri Yamaha…

Ad Eicma 2012, si era visto un insieme di cavi di acciaio allestito attorno ad un propulsore 3 cilindri: ora, quel progetto, è di fatto la nuova MT-09, equipaggiata con questo tricilindrico DOHC  16 valvole da 847 cc (cubatura inusuale se vogliamo) originate da quote vitali motore di 78x 59,1 mm. L’obiettivo Yamaha era quello di raggiungere un livello di prestazioni “importanti” da un lato ma, soprattutto, cercare nella massima compattezza, il miglior gradiente per garantire un’agilità senza eguali.

Le basi tecniche della riduzione del peso

La MT-09 non è solo una novità, ma che un’esperienza nuova per Yamaha, che ha dovuto fronteggiare una riduzione di peso drastica a “catena”, a vantaggio di creare una moto unica, leggera e maneggevole; 188 kg con il pieno di carburante è già un ottimo risultato, considerando che pesa meno della “sorella SS” R6… E se parliamo di sensazioni, beh ecco che il design della coppa olio, che consente un “transito” ravvicinato al motore dei tre collettori di scarico, offre ben il 51% di angolo piega, in pratica una SS!

Emozioni e sound unici…

Senza dimenticare che, anche il suo particolare design, trattandosi di una mix-naked, avrebbe avuto un aspetto essenziale nel look finale della moto. Potenza brutale ma fluida, erogata con una “voce” – almeno sulla carta – realmente particolare sia in aspirazione che dallo scarico, sound che “riempie” ancor più il livello sensoriale del pilota, grazie alla particolare architettura a tre cilindri, dal sound inconfondibile.

Tra le caratteristiche interne del nuovo tre cilindri Yamaha, scopriamo un angolo tra le valvole si 26,5°, elemento che compatta ancor più la camera di combustione anche per via di diametri valvole “contenuti”, rispettivamente di 31 mm per l’aspirazione e 25 mm per le rimanenti di scarico. Poi ci sono i pistoni forgiati in alluminio (che si alternano nei cilindri dotati di riporto diretto), a cui sono vincolate bielle realizzate per “frattura”, anche se, l’elemento tecnicamente più interessante, è di fatto l’offset cilindri sfalsato rispetto alla posizione dell’albero motore, questo a vantaggio dello scorrimento e quindi minor attrito, visto che i pistoni non “forzano” sulle pareti cilindri nella fase di espansione.

Albero motore a 120° erogazione lineare, potenza immediata…

Anche questo tre cilindri Yamaha (che sviluppa 115 Cv a 10.000 giri con coppia di 85 Nm a 8500 giri), è sviluppato con il concetto “cross-plane”, ovvero una risposta immediata alla sollecitazione del comando gas: per questo, l’albero motore è a 120° con intervalli di accensione a 0°, 240° e 380°, proprio questa intrinseca regolarità offrono al pilota quella risposta lineare con picchi molto accattivanti in termini di regime di rotazione. La sensazione di potenza in “arrivo” quindi, è decisamente più pronta rispetto ad un 4 cilindri a 180°. Ma tre cilindri significa anche moto più leggera e maneggevole, ben 10 kg in meno rispetto alla FZ8 ad esempio così come la sua maggiore compattezza, ha reso possibile l’inserimento per pressione degli ingranaggi sull’albero, riducendo nettamente lo spazio tra le bancate. Non manca un albero di bilanciamento per “attutire” le forze di primo e secondo ordine.

240 km di autonomia ed iniezione elettronica

Un cilindro in meno? Meno spreco di carburante oltretutto… La linea di alimentazione della MT-09 è stata studiata per garantire risposta pronta, accelerazione ma anche risparmio di carburante senza “intaccare” le performance della moto; così c’è l’iniezione elettronica con iniettori a 12 ugelli, collegati direttamente sulla testa, soluzione che ha permesso di accorciare i corpi farfallati, a vantaggio del regime di rotazione finale. Inoltre, la lunghezza dei tre condotti è diversa una dall’altra: le quote sono 102,8 mm, 82,8 mm e 122,8 mm, misure che “accordano”, in modo diverso, le curve di coppia e potenza, merito anche del sistema YCC-T di gestione elettronica fly by wire e dello Yamaha D- Mode, tre diversi mapping in funzione dello stile di guida.

D-Mode: a ciascuno la propria anima…

Tre diverse mappature, tre stili di guida, tre cilindri… La modalità STD nasce per la guida globale, quindi coppia e prestazione ad un livello regolare. Il Mode A invece, fa esplodere tutta l’aggressività del tre cilindri Yamaha, quindi risposta immediata ai bassi e medi regimi, per quanti amano guidare di “aggressività”. Ed infine in Mode B, con una risposta più fluida, magari per guidare in città o su percorsi “morbidi” ricchi di curve percorsi ad andatura molto tranquilla.

Ciclistica, telaio pressofuso, masse centralizzate

Si tratta di una struttura pressofusa in alluminio, formata da due sezioni che, come nel caso della MT-01, si “incontrano” nell’area cannotto sterzo e forcellone; e se il motore 3 cilindri pesa 10 kg in meno della FZ8, anche il telaio non è da meno con altrettanti 10 kg in meno. Ma MT-09 è anche feeling e facilità di guida, iniziando anche dalla ridotta altezza da terra della sella…

La forcella vanta steli rovesciati da 41 mm ed è regolabile in estensione, mentre le piastre sono in stampato di alluminio; dietro invece troviamo la sospensione con schema Monocross, con mono posizionato sotto la sella, in posizione orizzontale, soluzione tecnica che centralizza le masse con chiari ed immediati benefici sulla maneggevolezza della moto. Per l’impianto frenante infine, ci sono due dischi anteriori da 298 mm, rallentati da pinze a 4 pistoncini ed un disco posteriore da 245 mm con pinza a perno scorrevole. Entrambi gli impianti dispongono di nuova pompa radiale e condotti freni, oltre a guarnizioni di attrito sinterizzate. Insomma una tricilindrica SS tutta da scoprire….

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Andrea Di Marcantonio
“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”