Con Carlo Pernat parliamo del titolo di Enea Bastianini, dell’assenza di Marquez, del disastro di Rossi ma anche del titolo di Mir e delle sorprese 2020

Il motomondiale ha chiuso la stagione da qualche settimana dopo 14 round davvero complessi sotto tutti i punti di vista. La tenuta mentale dei piloti nel correre a singhiozzo, la macchina organizzativa che ha dovuto spostarsi su un vero e proprio campo minato e, non ultima, l’idea di gare senza pubblico, ha reso la stagione 2020 un qualcosa di estremo e che sarà, speriamo nel 2021, solo un brutto ricordo.

carlo pernat intervista fine mondiale2020-

Una stagione particolare ed un super Bastianini

Il circus è però andato avanti e con tanti temi tutti interessantissimi a livello sportivo: Enea Bastianini ha vinto il titolo in Moto2, Albert Arenas quello in Moto3 e Joan Mir quello della MotoGP. Di fatto però, quello della Moto2 è stato il campionato più intenso e combattuto con quattro piloti che sono arrivati all’ultima gara tutti il lista per il titolo. Ma, alla fine, l’ha spuntata super Bastianini.

Con Carlo Pernat parliamo del titolo di Enea Bastianini, dell'assenza di Marquez, del disastro di Rossi ma anche del titolo di Mir e delle sorprese 2020

Marquez: a rischio anche nel 2021?

Inutile dire che il grande assente in MotoGP è stato Marc Marquez: per lui una marea di problemi seri che potrebbero compromettere la sua partecipazione alla stagione 2021. E questo è un dato concreto…

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E poi c’è Valentino Rossi, per lui una stagione da dimenticare con una Yamaha ancora sottotono e decisamente inferiore rispetto a quello che Rossi rappresenta nel Motomondiale.

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Altri temi sono stati l’ingresso di nuovi volti nelle primissime posizioni, quindi un mettersi in evidenza che ha portato sotto alla luce piloti come Morbidelli, o il quarto posto in classifica di Andrea Dovizioso per la MotoGP mentre ha “illuminato” Bastianini, Marini e Bezzecchi in Moto2 per finire nelle splendide performance della Moto3 di un nuovo fenomeno quale è Tony Arbolino seguito da Celestino Vietti Ramus, rispettivamente secondo e quinto in classifica finale.

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Di tutto questo ho parlato con Carlo Pernat, come sempre puntuale nelle sue riflessioni, massimizzate verso un’attenta analisi dell’insieme piuttosto che della singola performance dei piloti. Con il suo Enea Bastianini ha aperto una nuova era per questo pilota talentoso, uno vero come spiega Pernat, in questa intervista realizzata a cavallo della fine del 2020 a pochi giorni dall’arrivo di un 2021 speriamo meno “incasinato”.

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Andrea Dovizioso, un capitolo a parte…

Tanti temi da trattare ed approfondire, uno su tutti il “dilemma Marquez” per il 2021. E poi Suzuki, KTM, Yamaha/Rossi. Doveroso, ecc. Merita un argomento a parte parlare anche e soprattutto di Andrea Dovizioso, un pilota che a Ducati ha dato tanto ed ha saputo accendere gli animi con splendidi risultati nei suoi anni in sella alla Desmosedici.

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Andrea, al momento, non ha una squadra per il 2021 e questo fa male, soprattutto perché il Dovi nazionale ha regalato tanto al nostro motociclismo e, il suo quarto posto nel Mondiale 2020, la dice lunga sul fatto che sia (per usare una terminologia pernaniana) il primo degli umani in una categoria ormai dove sono i giovanissimi a farla da padrone. Ma adesso facciamo parlare Carlo Pernat…

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Due parole sul titolo di Enea Bastianini…

“Certamente il titolo di Enea è stato vinto bene considerando che è stato costruito sulla vittoria di tre GP oltre che sulla conquista di quei sette/otto podi. Ha corso l’ultima gara in modo molto intelligente, gestendo tutto alla perfezione e ne aveva ancora, quindi ha corso un campionato alla Enea Bastianini. Lui è un pilota vero con un mare di talento dentro e poi certamente, averlo inserito all’interno del Team Italtrans accanto al mio amico Sandi, ha fatto la differenza, una chiave importante per l’esito della stagione. Con Giovanni (Sandi) abbiamo corso tanti anni insieme prima con Max Biaggi, poi con Harada e quindi, dal punto di vista tecnico, lui ha una grandissima esperienza globale.

Quindi una miscela magica che ha funzionato

Direi di si, tutto questo lavoro a monte ha certamente creato una miscela unica che poi ha  ben funzionato. Credo inoltre che Enea farà molto bene anche in MotoGP perché il suo modo di guidare, è particolarmente adatto a questa categoria. Enea fa scivolare molto la gomma posteriore e quindi non la usura e poi c’è il suo grande talento, finalmente venuto fuori nel modo giusto vincendo un campionato difficile come lo è la Moto2. Basti pensare che quest’anno erano in quattro per vincere il titolo e quindi chi lo ha vinto è davvero un pilota vero”

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Come immagini la sua stagione 2020 nel Team Esponsorama?

Dobbiamo ricordarci innanzitutto che Enea è un pilota Ducati che ha firmato un contratto come pilota Ducati. La squadra è decisamente molto buona, considerando che all’interno c’è il capo tecnico ed il telemetrista sono quelli di Andrea Dovizioso e questo è un buon passo in avanti oltre che un buon inizio. La moto è buona anche se come sappiamo lo sviluppo è stato congelato e quindi questa moto sarà simile alle altre. Mi aspetto quindi che Bastianini possa vincere il titolo di Rookie dell’anno 2021 ma credo soprattutto che Enea arriverà molto presto e quindi nei primi dieci di classifica”

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Due parole sulla stagione MotoGP 2020, Covid a parte…

“Covid 19 ha condizionato tutto e quindi anche il Motomondiale. È la prima volta nella storia che si corrono tre gare consecutive seguite da uno stop e poi tre gare ed ancora stop, insomma una situazione anomala e decisamente fuori dai canoni… E questo, sia da un punto di vista fisico quanto mentale, ha un grande peso se parliamo della reazione dei piloti, dei loro team, degli addetti ai lavori dell’intero Circus del Motomondiale. Ma credo che a soffrire di più siano stati i piloti, anche se ognuno ha un proprio modo di reagire. Si è corso su circuiti in periodi in cui non si era mai corso, come ad esempio a Jerez a luglio con temperature pazzesche o Le Mans con il freddo, una situazione molto complessa da gestire per i piloti quindi. La prova delle tenuta psicologica è che hanno vinto tanti piloti diversi come poco si vede abitualmente al di là che chi vince un Mondiale è sempre e comunque un campione. Alle persone che hanno detto che quello di quest’anno non è stato un vero mondiale, rispondo che non hanno capito niente, perché questo 2020 è stato un campionato vero, costruito su 14 GP, uno più complesso dell’altro”

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Senza Marquez, nel 2020, c’è stato un grande ribaltone di ruoli…

“Certamente quello che dici è vero! Eravamo abituati da oltre venti anni che c’era Valentino ed allora ci voleva l’anti Rossi, poi con Marquez ci voleva l’anti Marquez, insomma era un po’ tutto codificato nel proverbio “quanto il gatto non c’è i topi ballano”. Non sono affatto d’accordo con quelli che affermano che quest’anno la MotoGP si sia scesa in basso, ma, al contrario si è evoluta ed ha messo in scena tanti piloti che volevamo tutti primeggiare. Per questo abbiamo visto così tanti incidenti e cadute. Oggi certamente c’è un equilibrio si, ma verso l’alto dettato dall’ottima politica che ha fatto DORNA. Ormai, le seconde moto infatti, sono assegnate ai team privati e sono simili o uguali alle ufficiali, cosa che in passato non era mai accaduta tanto che, una volta, le moto clienti era ben lontane dalle Factory bike”

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Due parole sul titolo Suzuki/Mir…

“Direi che questo è un titolo vinto soprattutto da Suzuki al 50% con Mir. La Suzuki ha davvero lavorato benissimo ed ha forse azzeccata la strategia di avere solo due moto in pista, mentre gli altri come minimo ne avevano quattro… Con due sole moto quindi, se fai dei passi ben fatti, il risultato è una moto tra le più se non la più guidabile, cosa di cui i due piloti hanno ampiamente approfittato in più occasioni di gara. Se proprio devo dirla tutta, credo che più vincere il titolo Mir lo abbia perso Rins, pilota che ha fatto qualche asinata di troppo quest’anno”

Marquez sta pagando caro un eccesso di foga oppure ha sbagliato le scelte di farsi operare in Europa?

“A Marc Marquez do l’ultima delle colpe. Conosco molto bene tutti i piloti e tutti, anche quelli più malconci, vogliono assolutamente correre, figurati uno come Marquez! Darei piuttosto la colpa ai medici, non puoi dare un ok ad operare in certe condizioni. Il pilota vuole sempre correre, lo so bene con Loris Capirossi che ha voluto correre con tre metacarpi rotti, gente così correrebbe anche con una sola gamba. Lo ripeto, l’errore madornale è stato dei medici”

Credi che Marquez sarà l’uomo da battere nel 2021?

“Posso dirti che non so se Marquez riuscirà a correre nel 2021. E poi, uno che non corre da un anno potrebbe avere dei problemi di reinserimento prestazionale anche se lui è certamente un fenomeno. Per cui ritengo che vedremo un Marquez meno qualcosa… Non potrà quindi essere il Marc di prima, posso augurargli di essere un Marquez meno uno, ma qualcosa di fatto patirà dopo un anno che sale in moto”

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Sarà l’anno della KTM che si presenta con uno squadrone di top rider

“KTM ha sviluppato una politica futura sui giovani, anche percorrendo scelte azzardate tipo Binder o Olivera per capirci o soprattutto Lecuona. Penso che in KTM abbiamo fatto un enorme passo in avanti e questo grazie a Dani Pedrosa che gli ha portato dello sviluppo così come doveva esser fatto. Hanno usato il regolamento nel modo migliore possibile, provano ovunque, cosa che gli consentito di creare una moto altamente competitiva. Sappiamo bene che KTM dove mette le mani fa bene, basta guardare al motocross, ai Raid Marathon come la Dakar… Nel 2021 sarà un’ottima scoperta, credo che i piloti che sia Binder quanto Olivera siamo molto forti, anche se non so dire se siamo piloti di prima fascia. Poi vedremo anche cosa farà Danilo Petrucci, mentre a mio avviso per Lecuona ci voleva ancora un anno di Moto2 e la scelta di portarlo in MotoGP mi sembra un po’ azzardata”.

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Domanda d’obbligo: Rossi in Petronas cosa farà? Gli farà bene cambiare aria?

“Non credo che cambiare aria gli farà bene. Gli auguro che saprà guardare lo storico Yamaha, dove la moto dell’anno prima andava sempre più forte di quella dell’anno in corso. Rossi e Morbidelli certo potrebbe essere un binomio positivo, ma è chiaro che a 42 anni non ne hai più 25, un elemento normale quindi. L’importante è che Valentino non faccia una stagione 2021 come questa appena conclusa, perché vedere Rossi così francamente a me fa male al cuore e mi spiace. Sentirmi dire da lui di essere contento di aver acciuffato il dodicesimo posto nell’ultimo GP mi dispiace da sportivo e non ci sto. Mi auguro che arrivi sempre nei primi cinque nel 2021, altrimenti sarebbe un brutto modo di chiudere la sua grande carriera. La MotoGP è la sua Disneyland come ho sempre detto e quindi lui vuole esserci fino all’ultima goccia di sudore…”

Tu che da anni sei nel Mondiale, quali sono le tue impressioni sullo stato di salute del Motomondiale?

“Diciamo che va un po’ come va il mondo… Devo dire che la presenza di Carmelo Ezpeleta (foto credit DORNA) è importantissima, lui è un uomo di sport ed ha avuto mai come quest’anno la capacità di far arrivare fino alla fine questa complessa stagione 2020.

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Credo che, con la sua presenza e con i fondi di cui può disporre, non avremmo dei problemi anche perché lui ha sempre aiutato alcune squadre economicamente parlando ed ha fatto quello che farebbe un uomo sportivo più che un imprenditore. Quindi un dieci e lode a lui ed al suo operato. Credo però che, andando avanti nel tempo, ci sarà una selezione naturale e resisteranno solo le squadre vere e non quello diciamo di fortuna”

Ultima domanda ma non meno importante: Andrea Dovizioso ed il suo futuro

“Come sai sono molto amico di Andrea e lo rispetto. Se devo dare delle colpe però, le assegno 50/50 ad Andrea e Ducati nel 2020.

La do a Ducati perché, dopo due anni che un pilota attende un rinnovo di contratto, conoscendo Andrea, cosa vale e quanto valgono le sue prestazioni, non puoi farlo attendere così a lungo sulla decisione, decisione che è finita nella testa di Andrea che invece andava gasato, incoraggiato.

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E questo allentamento ha fatto rendere un 10% in meno Andrea. La do ad Andrea invece, perché caratterialmente c’è un po’ caduto. Da Dovizioso mi aspettavo una reazione molto diversa, nel senso ci avrebbe dovuto dire “mi avete mandato via? Adesso vi faccio vedere io”, ed invece è andato via via appassendosi. Ed è un vero peccato per un pilota che è il primo degli umani come dico io sempre. Al momento se Honda non farà la sua mossa rimarrà fermo e se alla lunga ti svuoti poi non hai quella voglia di ricominciare…”

  In collaborazione con

LIQUI MOLY

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