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    PROVA: HONDA CRF1000L AFRICA TWIN

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    La nuova Africa Twin sorprende per il suo motore ultrageneroso ed una ciclistica ideale anche in fuoristrada, grandi doti a dispetto dei 95 Cv e massima agilità, la rendono innovativa sulla concorrenza…

    L’intuito è sempre un qualcosa di fortemente istintivo. Ti porta lontano ed è radicale perchè non ha filtri ma rispetta solo la tua natura, il tuo modo di essere, ciò che sei davvero nella tua indole e, proprio per questo, ti rende unico. Lo stesso concetto di unicità ed istinto possiamo trasferirlo anche nel mondo delle due ruote, perchè ci sono moto fortemente istintive, naturali, di quelle che quando ci sali e le guidi, ne intuisci tutto il potenziale fin dai primissimi chilometri.

    La nuova Africa Twin s strada, sempre veloce e reattiva
    La nuova Africa Twin s strada, sempre veloce e reattiva

    Fatti guidare dall’istinto…

    Questa sensazione “istintiva” di puro piacere e “fratellanza” l’ho avuta immediatamente appena salito in sella alla nuova CRF1000L Africa Twin, una moto che mi ha letteralmente sorpreso per la sua natura, per le sue prestazioni, non solo del motore, ma soprattutto, della sua equilibratissima ciclistica, il tutto in un percorrere chilometri con gusto, piacere, voglia di fare strada…

    La CRF100L pesa 218 kg con il pieno nella versione std
    La CRF100L pesa 218 kg con il pieno nella versione std

    Un gusto quasi atavico, nel sapere che Honda aveva una grandissima responsabilità nel finalizzare questo progetto, che certo doveva ampiamente rispecchiare la vera natura e le sensazioni di una tipologia di moto che sono proiettate all’avventura totale, senza però dimenticare quella percorrenza quotidiana, oggi resa ancor più appagante da un’elettronica Honda molto raffinata.

    la CRF1000L è molto protettiva grazie al suo frontale
    la CRF1000L è molto protettiva grazie al suo frontale

    Il passato? “Un punto di riferimento durante tutto il periodo di progettazione…”

    Fin dal primo momento in cui abbiamo iniziato a lavorare al design e alla progettazione della nuova Africa Twin spiega Y. Hasegawa, S-LPL (Series Large Project Leader), CRF1000L Africa Twin, l’obiettivo è stato di creare la migliore moto ‘adventure’ di sempre, che fosse ugualmente divertente e performante sia attraversando i continenti, sia nei lunghi trasferimenti autostradali, ed anche nel traffico dei quotidiani tragitti urbani. La popolarità e le prestazioni del modello precedente hanno costituito un importante punto di riferimento durante tutto il periodo di progettazione, e dopo molti mesi di ricerca, sperimentazione, sviluppo e prove, possiamo dire che la nostra CRF1000L è in grado di affrontare il fuoristrada regalando al pilota un piacere di guida unico, mantenendo il comfort necessario per il turismo a lungo raggio e l’agilità che diverte su ogni tipo di percorso stradale. In altre parole, una moto veramente degna di ereditare il nome Africa Twin.”

    versatile e convincente anche in fuoristrada la nuova CRF1000L
    versatile e convincente anche in fuoristrada la nuova CRF1000L

    Considerazioni personali sulla nuova Africa Twin…

    Mi espongo in prima persona come faccio sempre nelle mie prove e, questa volta, vorrei fare alcune considerazioni su questa nuova Africa Twin che certo mi è piaciuta e sorpreso al contempo.

    Grande responsabilità per Honda ma tutto diventa chiaro quando intuisci e comprendi questo progetto, che si basa sull’elasticità del motore, sull’equilibrio della ciclistica, ma, soprattutto, sul fatto che i 95 Cv erogati dal generoso bicilindrico Honda, sono superbamente diluiti da 2500 giri fino al limitatore… Questo significa aver “affrontato” il progetto in modo diverso rispetto la concorrenza di segmento (BMW, KTM, Ducati, ecc) con occhio puntato sul creare una moto facile ed intuitiva (oltre che realisticamente offroad) a dispetto dell’apparente divario di cavalleria rispetto le altre “mille on/off”.

    pulizia e linea aggressiva per la new Africa Twin
    pulizia e linea aggressiva per la new Africa Twin

    Due cose, due buoni motivi per sceglierla…

    Se mi chiedessero cosa rende questa moto diversa dal resto, potrei portare un paio di argomenti chiari e limpidi: prima considerazione, questa è una vera CRF e non solo perchè compare il logo sul display quando girate la chiave su OFF ma perchè è una moto maneggevole, che vanta consumi sorprendenti in rapporto sia alla concorrenza che alla sua stessa cubatura. Inoltre, è forte di un motore “pieno” e “robusto” ad ogni regime, anche in virtù di un’azzeccata rapportatura che oltretutto abbatte i consumi. Seconda considerazione, la nuova Africa Twin poggia su un’idea di libertà che è reale, il che significa che la CRF1000L può essere davvero utilizzata in fuoristrada perchè è concepita per questo al 100% (vedi la ruota anteriore da 21″ ad esempio) ed inoltre si avvale di un’elettronica concepita per l’offroad che però lascia sempre ampio spazio al rider se vuole divertirsi. Oltre al fatto che viene commercializzata in tre versioni: standard, con ABS e HSTC (Honda Selectable Torque Control) o con cambio sequenziale a doppia frizione DCT – dotato di nuova funzionalià “G” per il fuoristrada – ABS e HSTC.

    Diversa prospettiva Honda…ed un’idea naked?

    Per chiudere e passare alla moto vera e propria, aggiungo che Honda ha visto da un’altra prospettiva questa moto, l’ha creata con un altro approccio con il risultato di una CRF concretissima: meno cavalli non significano meno performance ma un cambio di mentalità drastica Honda legata più al vero sfruttamento del “contenuto tecnico” della nuova Africa Twin. Forse un modo nuovo e diverso rispetto alle altre Case che dovranno ben guardarsi dall’idea Honda che certo spazia e spazierà molto anche sui prossimi modelli… Solo una piccola idea/provocazione che lancio alla Honda: questo bel motore bicilindrico, mettetelo su una naked!

    il bel logo della nuova AFRICA TWIN
    il bel logo della nuova AFRICA TWIN

    Scopriamo IN BREVE la nuova Africa Twin: si parte dal mito XRV750…

    Sono tanti e tutti interessanti i punti di interesse tecnico di questa on/off: 998 cc di cubatura, testata con sistema Unicam – lo stesso delle CRF250 e 450R – albero motore a 270° per un’ottimale trazione e timbro acustico deciso, altezza ridotta del propulsore da terra, ovvero 250 mm, per superare senza difficoltà ogni passaggio offroad e ridotte vibrazioni del motore per via  del doppio contralbero di bilanciamento (che aziona sul primo la pompa acqua, mentre il secondo fa ruotare la pompa olio). Aggiungo il cambio manuale a 6 rapporti (la moto della prova) che si aggiunge alla possibilità del’ABS (con ABS sulla ruota posteriore disattivabile) e HSTC anche se la versione con cambio a doppia frizione DCT è di fatto il top per questa moto. Tra l’altro, su Africa Twin c’è il mode “G” adatto al fuoristrada, mentre l’HSTC vanta ben 3 livelli d’intervento se parliamo del controllo di trazione.

    africa twin 2016, il test su strada
    africa twin 2016, il test su strada

    Ciclisticamente invece, c’è il nuovo telaio semi-doppia culla in acciaio dove c’è stata molta attenzione alla centralizzazione delle masse, come nel caso dello spostamento della batteria alle spalle delle bancate motore; spicca la forcella a perno avanzato Showa da 45 mm con mono sempre Showa full regolation e, visto che è una vera offroad, i cerchi ruota sono da 21″ e 18″, soluzione che nasce dall’esigenza di alloggiare anche coperture tassellate.

    la testa Unicam quattrovalvole della CRF100L
    la testa Unicam quattrovalvole della CRF100L

    Motore: 95 Cv a 7500 giri, Unicam e manovellismo a 270°, le risposte Honda…

    Il tema affidabilità è stato letteralmente prioritario nello sviluppo di questo bicilindrico da 998 cc: non a caso lo sviluppo arriva sia dalla gamma CRF 250/450R quanto dalla 450R Rally il che significa “controllo accurato” degli ingombri, al punto che questo “mille” Honda vanta lo stesso ingombro del bicilindrico della CBR500