Max Biaggi: la grande vittoria di un cuore vincente, risultato di una stagione incredibile dalla prima all’ultima gara di Magny Cours…

E’ stata una vittoria portata a termine con il cuore, con sentimento, con la preparazione che, da sempre, fa di un pilota un pilota vero e concreto. Un mondiale SBK vissuto con ritmi da infarto, perché in ogni gara è successo qualcosa che ha “strapazzato” per bene sogni, possibilità e carattere dei piloti.

Aprilia e Max Biaggi ma, ritengo, soprattutto lui, il Corsaro che ha dimostrato, ancora una volta, di sapersi battere rendendo vita difficile ai suoi avversari. Un titolo strepitoso, preso con la “forza” di chi crede in se stesso e dove nemmeno la caduta in gara 1, ha minimamente compromesso l’obiettivo del pilota Aprilia.

“Questo è il quarto mondiale su sei che vinco all’ultima gara – racconta Max -, si vede che mi piacciono le sfide difficili! La stagione 2012 è stata a dir poco tirata: siamo partiti bene vincendo a Phillip Island dopo aver rinnovato completamente il mio team ma abbiamo avuto anche dei momenti difficili. Il titolo ce lo siamo sicuramente sudato, e forse per questo è ancora più bello. 

Voglio ringraziare il Team, Aprilia ed il Gruppo Piaggio, dal presidente Colaninno all’ultimo dei lavoratori, perché il mio successo è la punta del lavoro di una grande azienda italiana. Ringrazio anche la mia famiglia, la mia fidanzata Eleonora ed i miei due bambini, oltre al sempre presente e prezioso Marino Laghi”.

L’abbraccio con Eleonora…

Iniziamo da questo, perché in esso è racchiusa tutta la storia moderna di Max Biaggi. In quel profondo abbraccio c’è, non solo un amore grande, ma la certezza del “dove” arriva” la forza di Max Biaggi, la forza di un qualcosa potente, forse più dei Cv… Un attimo, uno sfogo, un punto di contatto con il valore di un qualcosa di grande e che, spesso, fa grande un pilota.

La forza del pensiero positivo

Cadere in gara è cosa che può accadere… Ma cadere in Gara 1 dell’ultima prova del Mondiale SBK può compromettere lo stato emotivo di un pilota. Max invece ha saputo trovare energia e concentrazione, imponendosi una “strategia mentale” per correre una gara di testa, andando a prendere uno ad uno tutti i piloti che lo separavano dal quinto posto che poi significava vincere il titolo. Pensiero positivo che ha abbracciato Max e che o ha reso ancor più vincente e forte e che gli ha permesso di guidare in scioltezza, assaporando le ultime curve di Magny Cours che lo separavano dal titolo iridato. L’ennesimo, il più grande, bello e ricco dal punto di vista emozionale…

Jorge Lorenzo: umano, appassionato, vero

C’era anche lui in Francia a fare il tifo per Max, lui che, nella MotoGP è un numero uno, lui che, fin da piccolo, guardava in tv le gesta di Max. Un Lorenzo vero e che, lontano da quel mondo aggressivo e spietato quale è quello della MotoGP, si lascia andare a commenti sull’ambiente familiare e spettacolare della SBK. Jorge spinge le frasi verso la differenza sostanziale ed abissale tra SBK e MotoGP, poli opposti che girano sulle stesse due ruote ma che vivono atmosfere molte diverse e contrastanti.

Il pilota Yamaha sottolinea che qui in SBK i piloti sono considerati umanamente molto più di quanto lo siano in MotoGP e questo, forse, può rendere idea su cosa e come vivano i piloti lo stato emotivo nella massima espressione motociclistica…

Aprilia, team vincente con Max Biaggi

Un team eccellente che sa lavorare e sa dare tutto. Bravi i tecnici a ricomporre una moto per il titolo mondiale dopo la botta di Gara1. Capacità ed organizzazione che fanno di un team qualcosa di vincente ed altamente determinato al “combattimento” in pista, sul muretto, in pitlane… Tecnici italiani eccezionali, anche loro numeri uno. Si perché in Aprilia si vince con passione da sempre. Gigi dall’Igna, Direttore Tecnico e Sportivo di Aprilia Racing commenta così la giornata ed il titolo… “Vincere è sempre qualcosa di straordinario ma vincere un mondiale in questo modo, all’ultima curva, dell’ultima gara regala emozioni incredibili. Onore a Max che ha dato battaglia su ogni circuito guadagnando sempre punti importanti e regalandoci vittorie bellissime che oggi ci portano a questo doppio trionfo. La vittoria di Aprilia nel Mondiale Costruttori, grazie anche a Laverty, è il premio a un grande Gruppo e a un Reparto Corse che sono un vanto per la tecnologia italiana. Un applauso anche ai nostri avversari, mai così tanti e così forti che hanno reso incerto fino all’ultimo e indimenticabile questo mondiale”.

La7 lascia, arriva Mediaset

Ultimo commento per la SBK da parte di La7 che lascerà il posto – probabilmente – ad altri telecronisti che certo dovranno “imparare” lo stile SBK, il suo appeal ed il diverso modo di comunicare emozioni forti di gare strepitose e mai noiose. Dispiace un bel po’ questo “abbandono forzato” dei tecnici La7 e credo ci sia tempo per creare un team nuovo, senza però dimenticare che le emozioni trasmesse arrivano da persone appassionate per davvero. La SBK 2013 cambia voci e stile con l’arrivo di Mediaset ma, onestamente, viene da pensare che ciò che è stato fatto fin’ora non dev’essere dimenticato. Quindi sarebbe bello ritrovare, anche nel 2013, le voci che hanno accompagnato tanti intensi anni di SBK. Una riflessione sulla strategia è quindi d’obbligo!

Melandri e Sykes, i due volti della sofferenza…

Proprio così… Marco Melandri e Tom Sykes in qualche modo hanno percorso strade “simili” per il gradiente legato alla sofferenza del risultato finale. Marco concreto ma anche poco concentrato in alcuni casi, Tom che è venuto fuori pian piano, mettendo ovunque del suo. Il volto nuovo della SBK così come lo è stato quello di Melandri a cui però è mancato qualcosa. BMW e Kawasaki, una alla caccia estenuante di un titolo che poi non è arrivato, l’altra che l’ha cercato, sperato fino all’ultima gara, vinta poi da Sykes in Gara 2. Sykes è un pilota da tener d’occhio mentre Marco deve ora leccarsi le ferite e prepararsi per il 2013, che speriamo gli porti fortuna perché, forse anche lui, merita un titolo nel Mondiale SBK…

Classifica Gara 1
1. Sylvain Guintoli (PATA Racing Team) Ducati 1098R 44’06.299
2. Marco Melandri (BMW Motorrad Motorsport) BMW S1000 RR 44’12.426
3. Tom Sykes (Kawasaki Racing Team) Kawasaki ZX-10R 44’22.894
4. Maxime Berger (Red Devils Roma) Ducati 1098R 44’28.156
5. Leon Haslam (BMW Motorrad Motorsport) BMW S1000 RR 44’31.448
6. Ayrton Badovini (BMW Motorrad Italia GoldBet) BMW S1000 RR 44’39.077
7. Eugene Laverty (Aprilia Racing Team) Aprilia RSV4 Factory 44’40.610
8. Davide Giugliano (Althea Racing) Ducati 1098R 44’53.568
9. Claudio Corti (Team Pedercini) Kawasaki ZX-10R 44’56.019
10. Loris Baz (Kawasaki Racing Team) Kawasaki ZX-10R 44’56.491
11. Norino Brignola (Grillini Progea Superbike Team) BMW S1000 RR 44’07.829
12. Michel Fabrizio (BMW Motorrad Italia GoldBet) BMW S1000 RR 44’30.357
13. Jonathan Rea (Honda World Superbike Team) Honda CBR1000RR 45’54.249
 
Classifica Gara 2
1. Tom Sykes (Kawasaki Racing Team) Kawasaki ZX-10R 38’15.725
2. Jonathan Rea (Honda World Superbike Team) Honda CBR1000RR 38’17.079
3. Sylvain Guintoli (PATA Racing Team) Ducati 1098R 38’18.118
4. Eugene Laverty (Aprilia Racing Team) Aprilia RSV4 Factory 38’28.847
5. Max Biaggi (Aprilia Racing Team) Aprilia RSV4 Factory 38’29.680
6. Davide Giugliano (Althea Racing) Ducati 1098R 38’33.954
7. Carlos Checa (Althea Racing) Ducati 1098R 38’34.155
8. Chaz Davies (ParkinGO MTC Racing) Aprilia RSV4 Factory 38’42.373
9. Ayrton Badovini (BMW Motorrad Italia GoldBet) BMW S1000 RR 38’49.534
10. Leon Camier (FIXI Crescent Suzuki) Suzuki GSX-R1000 38’52.942
11. Maxime Berger (Red Devils Roma) Ducati 1098R 38’54.596
12. Claudio Corti (Team Pedercini) Kawasaki ZX-10R 39’11.439
13. Lorenzo Zanetti (PATA Racing Team) Ducati 1098R 39’13.346
14. Hiroshi Aoyama (Honda World Superbike Team) Honda CBR1000RR 39’21.212
15. Norino Brignola (Grillini Progea Superbike Team) BMW S1000 RR 38’30.959
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Andrea Di Marcantonio
“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”