A bordo di Suzuki JIMNY ALLGRIP per un’intera giornata offroad tra fango, mulattiere, sassi e passaggi difficili, tutto raccontato da un appassionato che scopre JIMNY per la prima volta cosa sia la guida fuoristrada 4×4

Questa volta ho fatto parlare un utente vero, lontano quindi dall’approccio “giornalistico” e quindi molto “dentro” le cose. Noi tester abbiamo spesso l’abitudine di raccontare un prodotto per quello che è, riuscendo a trasmettere spesso emozioni da passare all’utenza quotidiana. Ma, in questo caso e quindi in quello di JIMNY, il sottoscritto aveva già ampiamente sperimentato le doti naturali dell’off Suzuki, potendo quindi apprezzarne la tecnica ed il grande, immenso potenziale per questa piccola offroad ALLGRIP 4×4.

suzuki-jimny-videotest-performancemag.it

Per questo ho deciso di far parlare, una volta tanto, la pura utenza, affidando ad Andrea Tosi (fotografo ed appassionato praticante motocross) la Suzuki JIMNY per una “passeggiata” fuoristrada.

Lui non aveva mai sperimentato le quattro ruote offroad e nemmeno aveva mai approcciato alle difficoltà della guida “sporca” tra sassi, fango, salite e discese nello splendore del contesto naturale e nel pieno rispetto del verde.

suzuki-jimny-videotest-performancemag.it

Come leggerete, ne è scaturito un racconto assolutamente sincero ed emotivo sulle doti della piccola offroad Suzuki, esperimento che credo sia andato a buon fine, soprattutto per l’estrema assenza delle “note” legate al classico test ride. Abbiamo anche realizzato un video di questa esperienza che, come vedrete, riassume con guizzo e simpatia la sincerità di JIMNY, vettura che crea sempre uno stretto legame emozionale con chi la guida…

IL VIDEO DELLA GIORNATA A BORDO DI SUZUKI JIMNY ALLGRIP

IL RACCONTO DI ANDREA TOSI A BORDO DI JIMNY

“La storia di questa offroad parla da sola: ormai, da quasi 50 anni, scrive la storia in questo segmento senza mai aver subito grossi stravolgimenti, rimanendo pur fedele ad un’estetica tanto semplice quanto riuscita oltre che a soluzioni tecniche che la rendono, ad ogni aggiornamento, sempre più facile, sia per l’uso fuoristradistico quanto per quello stradale.

Partendo dal presupposto che la mia esperienza offroad è prettamente sulle due ruote, ignorantemente ho sempre pensato che per divertirsi veramente e poter superare ogni tipologia di ostacolo, bisognava per forza disporre di mostruosi mezzi, pesanti, ingombranti e con grosse cilindrate diesel o magari sovralimentate. Beh, niente di più sbagliato, anzi!

Il punto di forza di questa fuoristrada Suzuki, risiede proprio nelle sue dimensioni ridotte che la rendono un veicolo agile oltre che facilissimo da guidare, anche per chi, come me, aveva esperienza zero in tal senso. Al tempo stesso, guidandola, ho scoperto che davanti agli ostacoli più ostici, JIMNY non dice mai di no…

Durante questa prova nella verde autunnale della Sabina, terra che offre dei fantastici scorci, mi sono trovato ad affrontare passaggi che mai e poi mai mi sarei potuto immaginare di superare con questo mezzo: quindi mulattiere parecchio impegnative, fango, sassi e radici che creavano scalini tutt’altro che agevoli ma che, con le 4 ruote motrici ALLGRIP e l’ausilio delle ridotte, già in seconda marcia e un filo di gas, la piccola Suzuki ha saputo affrontare tutto come se si stesse guidando sul più semplice dei percorsi. Di fatto, ho avuto più difficoltà nel superare certe strade di Roma con la mia utilitaria.

Le sospensioni, anche nei percorsi più veloci si comportano perfettamente, copiando le irregolarità del terreno in maniera eccellente, senza trasmettere al guidatore scossoni che ne potrebbero compromettere pulizia di guida e stabilità. Insomma, nell’ off-road “cattivo”, JIMNY mi ha veramente conquistato, per questo motivo mi sarei immaginato che nell’uso su strada sarebbero usciti tutti i grandi difetti di questa tipologia di veicolo ed invece anche qui si vede il grande lavoro fatto da Suzuki.

Il generoso motore aspirato 1.5 cc da 102 CV si comporta bene, non risulta troppo rumoroso all’interno dell’abitacolo e al tempo stesso si guida piacevolmente, sempre che non si debbano percorrere tratti a velocità sostenute; del resto come accade con quasi tutte le OFF l’aerodinamica non aiuta e questo aspetto va a compromettere l’efficienza sia in termini di silenziosità che nei consumi.

suzuki-jimny-videotest-performancemag.it

Gli interni sono semplici ma ben curati: danno senso di grande robustezza mentre il cockpit mantiene ancora un forte collegamento con quello di parecchi anni fa, ma, il grande display centrale, offre oggi tutti gli optional che può e deve garantire un attuale utilitaria; dal navigatore satellitare al collegamento Bluetooth ed anche i sedili, nonostante una giornata passata a saltare su radici e sassi, devo dire sono piuttosto comodi e, cosa non indifferente, in caso di stagione particolarmente fredda, sono di serie pure riscaldati.

La capacità di carico, abbattendo i sedili posteriori è notevole, altrimenti è praticamente inesistente, ma bisogna sempre pensare a che utilizzo se ne fa di un mezzo simile, il più delle volte utilizzato da professionisti che ne trasportano attrezzi di lavoro, mentre per uscire con gli amici per un giro in città, meglio non far affidamento sul bagagliaio.

Anche riguardo la sicurezza tutti i più nuovi sistemi sono di serie come ad esempio la frenata di emergenza, il lettore di segnali stradali, l’attenzione alla guida insomma, a questo prezzo, non si può di certo chiedere di più. Se come si dice, a questa motorizzazione è previsto l’affiancamento di una versione ibrida, sarei molto curioso di provarla, credo che l’aiuto del motore elettrico la renderebbe sicuramente ancora più appetibile sia per i consumi che per il divertimento”.

yachtsynergy ADV bottom
Articolo precedenteROBERTO BIANCHINI, FX ACTION GROUP 2020
Articolo successivoPROVA: BETA Xtrainer 300, X SORPRENDENTE
Andrea Di Marcantonio
“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”