MOTO E: INTERVISTA AD ALEX DE ANGELIS

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Alex De Angelis ci racconta questa nuova ed intrigante esperienza della MotoE. L’anno prossimo parte infatti la quarta classe del Motomondiale che si sfiderà su 5 gare. De Angelis ci spiega ed approfondisce alcuni temi caldi

Il 2019 sarà una stagione agonistica con tante novità se parliamo del Motomondiale, tutte novità che hanno sapore di innovazione, tecnologia ma, soprattutto, nuove ed intriganti sfide tutte da vivere. Mentre in Moto2 arrivano i motori tre cilindri Triumph, la news forse più assoluta è l’ingresso delle MotoE, categoria dedicata alle moto elettriche che si sfideranno in un Campionato del Mondo denominato FIM ENEL MotoE. Di fatto la quarta classe dopo Moto3, Moto2 e la MotoGP.

18 piloti al via: Alex De Angelis pronto alla sfida elettrica

18 piloti al via – tra cui Alex De Angelis in sella alla Energica del Alma Pramac Racing che si daranno battaglia su 5 gare, il tutto inglobato nella già esistente” struttura” tecnica Dorna legata al Motomondiale, ovvero FP1 e FP2 il venerdì, qualifiche al sabato e gara la domenica, sempre prima della Moto3. E visto che parliamo di moto elettriche, ENEL X sarà Official Smart Charging Partner della manifestazione e prevedrà un’unità semi-mobile nel paddock che consentirà la ricarica delle batterie tra una sessione e l’altra mentre l’unità mobile sarà presente per le moto sulla griglia e verrà utilizzata anche per fornire energia alle coperte termiche.

Un Monomarca dove il team più sveglio potrà fare la differenza

Sarà un Monomarca e questo è l’altro fatto chiave: quindi tutte le moto – EGO CORSA – saranno uguali nell’allestimento che comprende sospensioni Ohlins, cerchi Marchesini, coperture Michelin quale fornitore unico (4 coperture anteriori e 4 posteriori e quattro posteriori da bagnato) e freni anteriori da 340 mm firmati by Brembo. Le moto saranno fornite da ENERGICA Motor Company, Azienda italiana scelta a DORNA per la FIM Enel MotoE World Cup.

La EGO CORSA MotoE: oltre 160 CV, 200 Nm di coppia e ride-by-wire

Tra le caratteristiche delle EGO CORSA, spiccano una potenza di 120 kW con coppia di ben 200 Nm per una velocità massima di 270 km/h. Non ci sono cambio e frizione, quindi la “linea” legate alle performance passa solo dal ride-by-wire che permette tra le cose il dosaggio della coppia in accelerazione mentre in decelerazione consente il dosaggio del freno motore e quindi la coppia rigenerativa. Spicca la nuova batteria che riesce ad “imprigionare” il 50% di energia in più. Per i rider della MotoE ci saranno pochissime occasioni per provare le moto: il test di Jerez ormai è alle spalle e rimangono il 13/15 marzo ed il 23/25 aprile 2019.

Alex De Angelis ci racconta la MotoE dopo i test di Jerez

E qui vengo al motivo di quanto raccontato fin qui. Al via ci sarà anche Alex De Angelis, pilota veloce e di grandissima esperienza che correrà per il team Alma Pramac Racing e che schiererà due moto nel Campionato. Dopo i test di Jerez quindi, ho parlato con Alex di questa (bella ed intrigante) nuova esperienza che lo vedrà al via dell’innovazione. Alex, come sempre, è un ragazzo schietto e sincero a cui tutti vogliono bene perché ha nel suo DNA “la classe” di chi rispetta tutti. Questo gli ha aperto le porte anche a Sky ed appunto si è trovato dentro questa nuova sfida tutta da scrivere.

Alex, in questa lunga ed analitica intervista, ci racconta cosa significa non tanto guidare una MotoE ma quanto, questa categoria, porterà innovazione tecnica nel mondo racing; un po’ come già accaduto per la Formula E, inizialmente ritenuta poco” credibile” ma oggi (anche grazie all’arrivo della generazione GEN2 legata alle nuove vetture 2019) un vero successo per curiosità da parte del pubblico.

Tanti temi caldi trattati nell’intervista

De Angelis, con il suo modo diretto dettato dalla sua grande esperienza nel Motomondiale, affronta i “temi caldi” della MotoE quali peso della moto, metodologia di guida rispetto alle moto endotermiche ma, soprattutto, si pone domande sull’equilibrio delle performance tra una moto e l’altra, cosa che da un lato regalerà tanto spettacolo ma, dall’altro, porrà tutta una serie di quesiti come ad esempio la prima curva, il peso della moto in caso di contatto tra un pilota o l’altro con l’idea di rivedere alcuni parametri della griglia di partenza. Ma per Alex, la MotoE, sarà l’ennesima sfida racing dove vorrà certamente essere veloce oltre che competitivo, anche se per questo bisognerà prima scoprire in gara il reale potenziale della moto. Nell’intervista ho percepito un Alex molto determinato ma con i piedi per terra mentre ho pure sentito la sua grande, enorme voglia di correre. Certamente per acciuffare risultati importanti, assolutamente alla sua portata. E, su questo, nessuno ha dubbi…

Alex com’è questa MotoE?

È tutto molto diverso, iniziando dal fatto che non senti il sound del motore e poi anche le dimensioni della moto sono importanti. Inoltre, quando esci dalla corsia box e togli lo speed limit ed affondi il gas, la MotoE accelera con una prontezza direi inusuale. Quindi poco convenzionale ma convincente? A primo effetto si, piace tantissimo il fatto che, come appunto ruoti il gas, accelera tanto, questo significa tanta coppia. Come ho detto, uscito dal box, non c’è rumore se non quello del motore elettrico e, un primo vero rumore che si avverte, è quello della saponetta che gratta l’asfalto

Te lo hanno chiesto tutti com’è guidarla, io invece ti chiedo cosa pensi del reale potenziale della categoria da qui a 5 anni…

C’è da dire una cosa prima di risponderti: non so se le moto che abbiamo provato rappresentino il massimo dello sviluppo che Energica ha portato in pista nei test oppure, che loro abbiamo portato in pista un mezzo si competitivo ma magari puntando sulla qualità e l’affidabilità per questo primo test. Essendo un Monomarca alla fine, si è pensato di far provare una moto equilibrata a tutti.

Quindi ovviamente credi nello sviluppo della categoria altrimenti non l’avresti scelta…

Le cose non stanno proprio così, l’ho scelta perché io sono già lì per Sky e per il mio ruolo di coach in Moto2, certo le gare mi mancano e questo non l’ho mai nascosto, così, quando mi hanno fatto questa proposta, mi sono detto perché no! Invece, adesso che ho provato la MotoE, posso dirti che per fortuna che ho accettato quella proposta perché è certamente una categoria nuova ma soprattutto divertente

Improbabili le differenze tra una Moto2 ed una MotoE: quali sono, per quel che hai provato, i punti di forza dell’elettrica?

Chiaro che il paragone con la Moto2 non è fattibile né sul giro né per ciò che riguarda le prestazioni globali delle due categorie. Hanno caratteristiche diverse: ad esempio, la MotoE, uscendo da un tornantino, ha un’accelerazione immediata e, non avendo il controllo di trazione, bisogna pure stare un po’ attenti nel lavorare sul gas, mentre quando esci dai curvoni veloci o da una curva in velocità, puoi quasi affondare quasi completamente il gas, mentre con la Moto2 il gas va gestito in modo attento

Sarà essenziale saper sfruttare freno motore e trazione in uscita in sella alle MotoE: sarà uno stile di guida tutto da inventare?

Certamente lo stile di guida della MotoE è tutto da capire e questo nelle varie situazioni quali curve, tornantini, curve veloci. A questo si aggiunge il fatto che la MotoE pesa tanto se paragonata ad una moto endotermica e questo implica un affinamento dello stile di guida. In termini pratici, sui curvoni veloci in fase di apertura del gas, scopri che la potenza non è poi così esagerata e quindi puoi affondare il gas e farla scorrere ma, dall’altra parte, entrando troppo forte in curva, la moto ed il suo peso ti portano fuori dalla linea scelta. In ultima analisi, sui tornantini puoi farla spigolare quasi come una MotoGP

Ritieni corretto, in ottica sviluppo della MotoE, aver realizzato un Monomarca chiudendo così la porta a competitor già molto avanti sulla trazione elettrica?

Credo che la cosa importante era quella di iniziare. È facile oggi dire che si poteva fare questo o quello anche se poi per anni non si è fatto nulla, le moto elettriche c’erano e ci sono già da anni. Il fatto di iniziare è un risultato ed un segnale forte, lo step successivo poi dovrà capirlo DORNA per comprendere la direzione dopo questa prima stagione 2019, analizzando tutti gli aspetti del Monomarca per poi magari ampliare sia il numero delle moto iscritte quanto quello delle gare. Il lato positivo quindi è l’abbinamento tra Monomarca e la monogomma Michelin. Di fatto si tratterà certamente di gare sprint visto e questo significherà assistere a gare con tutti i piloti in fila, a mio avviso saranno quindi molto spettacolari, elemento che si tradurrà in interesse da parte del pubblico. Vincerà il pilota e la squadra, visto che le sospensioni saranno uguali per tutti se non per i setting, quindi sarà pure e soprattutto un lavoro di squadra per capire prima possibile la giusta direzione

A tuo avviso dovrai modificare la tipologia di allenamento per la MotoE?

Beh, direi che l’ho ripreso del tutto! Avevo smesso un po’ con tutto se non correre a piedi. Ora invece sto di nuovo iniziando la preparazione in modo più importante, visto che la MotoE è diversa. Sarà quindi importante lavorare non tanto sul fiato visto che saranno gare corte quando sul potenziamento in virtù del peso maggiore delle moto elettriche

Hai detto che il peso della moto non rappresenta un problema: a livello di bilanciamento dei pesi/masse, come hai trovato la MotoE?

Vorrei fare chiarezza su quanto detto in tal senso. Mi riferivo al fatto che, quando sei in pista da solo, girare con la MotoE non è un problema anche in virtù sia delle coperture Michelin super prestazionali che contrastano il peso in modo ottimale, sia dell’impianto frenante anteriore Brembo da 340 mm, molto azzeccato per questa moto, oltre al fatto che è possibile sfruttare il freno motore per rallentare la moto. Tutto questo pacchetto è quindi stato messo a punto in modo corretto per girare in pista. Quello che invece mi fa davvero paura, è l’abbinamento con la gara corta, visto che, con queste moto, sarà difficile fare la differenza tra una e l’altra e quindi, il momento più importante, sarà la partenza e la successiva prima curva. Una moto che pesa così tanto, in caso di un pilota che allunghi oltremodo la staccata magari dopo la partenza, può essere un problema in caso di classico contatto e successiva caduta. Quindi, in caso di caduta alla prima curva, mi spaventa una moto più pesante – così come lo sono le MotoE – che potrebbe centrare uno o più piloti. In accordo con gli altri piloti, con cui ho già parlato, proporremo griglie diversificate da due anziché tre piloti, oppure sfalsate tre/due o, in ultima analisi, pianificare file più distanti tra loro. Noi siamo aperti tutti, soprattutto per non creare una prima curva troppo pericolosa…

Sarete in tantissimi alla prima curva: come in Formula E rimane il problema del “farsi sentire” dagli altri piloti specie in staccate ed in sorpasso: guidando la MotoE, ti è venuta qualche idea in tal senso?

Questo è un problema ma non so risponderti a questa domanda al 100%. Nei test mi sono posto il problema, soprattutto in fase di sorpasso dove mi chiedevo se il pilota che stavo superando avesse percepito quanto stava accadendo. Non essendo mai stato sorpassato poi, non ho mai avuto il feeling e la sensazione dell’essere superato quale percezione reale di quanto stava accadendo. È un punto di domanda che rimane nella mia testa…

Due domande sulla tua carriera: sei soddisfatto di ciò che hai raccolto fin qui?

Si mi ritengo soddisfatto, assolutamente sì! Ho corso in cinque categorie mondiali tutte con almeno un podio, sono stato vice-Campione del Mondo, due volte terzo, un podio in MotoGP, quindi non posso lamentarmi. È chiaro che, in 18 anni di Motomondiale, ti guardi pure alle spalle e ti chiedi se rifaresti le stesse cose con i stessi tempi, forse alcune scelte le avrei cambiate così come avrei gestito diversamente alcune situazioni. Sono comunque fiero di ciò che ho fatto ma ancora più contento del fatto che oggi posso entrare senza problemi in qualsiasi box e questo perché ho sempre avuto ottimi rapporti con tutti, sono amico di tutti…

E poi, pensi che questa MotoE rappresenti per te una “rinascita agonistica” anche come traguardi?

Credo e mi auguro che potrò prolungare la mia carriera con la MotoE, anche se la parte importante rimarrà sempre la sola MotoGP. La MotoE certamente si evolverà ma non credo che questo possa ulteriormente lanciare la mia carriera.

Ultima domanda di rito: i tuoi obiettivi 2019 sono?

Fare esperienza, anche se alla mia età non sia proprio calzante come definizione. Corro per andare più forte possibile ma, nel caso della MotoE, vincere oggi non sarà semplice perché ci sono piloti che indubbiamente sono avvantaggiati, come nel caso di quelli che hanno già corso con le elettriche, in più, nel caso di Smith o Simeon loro conoscono già le Michelin mentre nel mio caso i test che effettueremo in tal senso saranno davvero pochi. Chi le ha già invece utilizzate avrà invece un vantaggio…

Andrea Di Marcantonio

Andrea Di Marcantonio

“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”