PROVA: RENAULT TWINGO GT

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Piccola, cattiva ma soprattutto dinamica: ecco Twingo GT Tce turbo, 110 Cv di ribellione ed un telaio preciso e sincero che invita al divertimento in città quanto in pista…

Le città sono spesso noiosissime da vivere. Traffico, rumore, confusione sono condizioni “normali” per chi vive le nostre metropoli, spesso grigie, poco raffinate e gentili nel regalare emozioni se non per le loro bellezze nascoste.

E vi sarà capitato anche a voi di dimenticare dove siete per un attimo, lasciando la mente libera di correre per fare il miglior tempo se parliamo di… sensazioni: ed è proprio in questo preciso momento che scatta un meccanismo del tutto particolare, quello che porta la fantasia altrove, magari a bordo di una “piccola sportiva”, magari su un tracciato molto guidato, il tutto con il sole che punta sincero sul parabrezza…

Twingo GT, il divertimento in poco spazio…

Se poi la “piccola sportiva” è la Renault Twingo GT, beh, le cose si fanno veramente interessanti! Renault è attenta al tema “enjoy” (divertirsi) ed infatti la base della Twingo è cresciuta sul concetto esteso dell’utilitaria di gusto, con il risultato di una vetturetta davvero divertente, spaziosa, giocosa ed assolutamente pratica. Ed è per tutti questi concetti espressi che ho provato la GT sia in città che in pista: due ambientazioni diverse per scoprire le due facce di Twingo GT.

Tutta città da un lato quindi, ed il “Circuito del Sagittario” dall’altra parte del concetto “tuttacittà”, ovvero pura pista con la scoperta di un tracciato del tutto unico e particolare, molto guidato, ricco di cambi di direzione, curve lente e curve in pieno appoggio.

 

Con Twingo GT quindi, il gioco si fa veramente duro, perché la piccola “tutto dietro” by Renault, regala contenuti assolutamente aggressivi grazie all’intervento di Renault Sport che, come sempre, guida l’utente verso sensazioni uniche ed accessibili a tutti. La forza di questa versione GT sta nel suo tre cilindri da 110 Cv a 5750 giri, un Tce turbo che offre sotto al piede la goduria dei suoi 170 Nm a di coppia a 2000 giri, a cui si aggiungono un telaio evoluto con nuove sospensioni e setting dedicato, un ESP “racing” con controllo della traiettoria e sterzo a demoltiplicazione variabile.

Una nuova sfida per Renault Sport: trazione e motore posteriori…

Completano il pacchetto GT i cerchi da 17” ma soprattutto la presa d’aria laterale ed il doppio e “cattivissimo” terminale di scarico. Per Renault Sport, questa Twingo GT, ha rappresentato l’ennesima (e nuova) sfida sportiva, visto che, le desinenze sportive dei modelli base (R.S. e GT) Clio e Megane, hanno trazione anteriore; su Twingo GT invece, la trazione ed il motore sono dietro:

Per Renault Sport, lavorare su una vettura a trazione posteriore con motore posteriore costituiva una sfida, – spiega Patrice Ratti, Direttore Renault Sport Cars – tenuto conto del comportamento dinamico molto diverso delle trazioni anteriori sulle quali lavoriamo solitamente. Era importante studiare attentamente questa alternativa e credo che abbiamo affrontato la sfida in maniera brillante! Questa Twingo GT è un’automobile equilibrata, divertente da guidare, le cui prestazioni sono molto simili a quelle di una Twingo R.S. della precedente generazione.”

Un motore unico: TCe 898 cc di cattiveria, tre cilindri turbo e prese d’aria…

Questa piccola city car offre tanto a chi guida: grazie alla sistemazione posteriore/centrale del motore, che è inserito tra le ruote posteriori ed è inclinato di 49°, la soluzione del 3 cilindri Multipoint sequenziale “dodicivalvole” così alloggiato, garantisce inoltre compattezza e si “ripercuote” poi positivamente pure sulla maneggevolezza della vettura, visto che le ruote anteriori sono “libere” dai semiassi e c’è quindi molto più spazio per la rotazione delle ruote anteriori, specie in ambito parcheggio…

Più performance, significa quasi sempre più calorie generato da propulsore e turbina: quindi, al fine di abbassare le temperature dell’aria in ingresso della turbina e migliorare così le prestazioni del motore, c’è una specifica presa d’aria sistemata sulla zona alta del parafango sinistro che ha un “doppio” ruolo: ridurre del 12% la temperatura dell’aria che transita nel condotto che porta al lato turbina compressore e aumento della portata d’aria al motore del 23% grazie alla presa dinamica.

Turbina con regime operativo innalzato…

Per questo, il regime operativo della turbina è stato alzato mentre la pompa benzina ha maggiore capacità di portata in funzione dei 110 Cv mentre la pompa acqua aumenta la circolazione del liquido refrigerante e quindi il raffreddamento motore. Il “pacchetto” della GT si completa con il terminale di scarico con portata aria rivista e valore della contropressione ottimizzato per la natura sportiva della GT oltre al sound, del tutto particolare, emesso in accelerazione dall’esclusivo doppio terminale. Ed infine, anche i rapport del cambio sono stati rivisti in virtù della natura della versione GT…

Due mode di guida per vivere la città e…la pista!

Come già sperimentato su Megane R.S., anche Twingo GT beneficia dell’acceleratore con mapping specifico del pedale e che assicura accelerazioni “concrete” e toniche, con il plus della riduzione dell’effetto “freno motore” per il massimo piacere di guida sportiva. Due le mappe selezionabili tramite pulsante: Normale ed ECO, con la prima full power e la seconda molto più “delicata” in accelerazione e pressione turbo al fine del risparmio carburante.

Un telaio tagliente e preciso: ecco il valore sportivo della Twingo GT!

Di questa vettura mi ha più sorpreso il comportamento del telaio che le performance del motore: partendo dalla base della Twingo, i tecnici Renault Sport hanno lavorato di fino sulle sospensioni e sulle geometrie della city car francese. Gli ammortizzatori, pur mantenendo le molle standard, hanno setting idraulico ben diverso e più “marcato” per la guida sportiva mentre la barra stabilizzatrice di serie, lascia spazio ad un elemento più generoso nel diametro.

Tutta la vettura è più bassa di 20 mm, il modo giusto per accogliere e sfruttare al meglio sia i cerchi da 17” quanto le coperture “differenziate” Yokohama BluEarth, d cui le anteriori da 185/45 e ben 205/40 per quelle posteriori. Nuove prestazioni e quindi diversa “strategie” elettroniche anche per l’ESP, grazie al controllo dinamico della traiettoria che, a primissima impressione dinamica, lascia “correre” la vettura in deriva per poi correggerla istantaneamente ma senza abbassare la velocità a centro curva ed uscita.

COME VA: ribelle quanto basta, divertente sempre, mitica in città…

Una dinamica e divertentissima compagna di giochi questa Renault Twingo GT… Facile da guidare, per tutti ed adatta a vivere le città in tutte le loro sfaccettature più complesse quali traffico, ricerca del parcheggio e forza tonica al semaforo. Nella breve escursione urbana ho scoperto la grande maneggevolezza e l’evoluzione della stessa per via della sistemazione posteriore del motore. Questa caratteristica, “libera” di fatto la zona anteriore e quindi le ruote hanno maggiore capacità di sterzare, a punto che, un’inversione, diventa un gioco facile facile. E lo si nota pure a veicolo fermo con le ruote tutte a destra/sinistra, perché si nota quanto angolo si sia riusciti a “costruire” al fine di facilitare la manovra di parcheggio ma soprattutto la maneggevolezza in città.

Tanti colori a bordo, sedili che contengono poco…

A bordo si è accolti da tanti colori che rendono più piacevole la “sosta” nel caos cittadino e questo grazie alle correte proporzioni tra aree colorate ed aree a tinta unita; i sedili sono abbastanza comodi ma non sono molto contenitivi, cosa che nella guida sportiva fa scivolare di qua e di là la zona alta del corpo. Lo sterzo è incredibilmente leggero tra le mani, la frizione morbidissima da spingere mentre anche la leva cambio è posizionata in modo ergonomico e gli innesti sono sempre dolci ed immediati.

Un gustoso tre cilindri tuttopepe e con tanta coppia…

In città, Twingo GT, spunta sempre per prima al semaforo: il piccolo ma “miracoloso” tre cilindri Renault spinge in accelerazione ed arriva subito al limitatore mentre il sound emesso dallo scarico sportivo, rigenera lo spirito e piacerà parecchio a chi ama quel tocco di aggressività sportiva. Le marce sono abbastanza corte, almeno dalla prima alla terza ed il propulsore vanta un’eccellente coppia anche a bassissimo regime anche per merito del turbo il cui ingresso è fluido e pastoso con tasto ECO inserito ma ben più marcato nella spinta in Normal. Twingo GT, a dispetto della ridotta cubatura, sembra ben più elevato per coppia offerta e capacità di spinta anche con quarta e quinta marcia e non ho notato “buchi” o incertezze nelle fasi transitorie.

Soffre un po’ in città se parliamo di sospensioni, visto che la taratura è correttamente sportiva e quindi tendente al rigido anche se mai eccessivo. Qualche “picco” specie in compressione c’è e, specie a vettura scarica, lo si nota di più. Anche la ridotta altezza da terra toglie un po’ di comfort generale, ma stiamo parlando di una GT e quindi di una sportiva di razza…

La prova sportiva sul “Circuito Internazionale il Sagittario”…

Come accennato in apertura, la scelta de “Il Sagittario” non è stata casuale: 1600 metri di lunghezza e larghezza compresa tra gli 8 ed i 10 metri ed un sacco di curve a vario raggio ed “andamento” con molte in appoggio su entrambi i lati con molti cambi destra/sinistra. Insomma un vero banco prova per questa Twingo GT che, grazie alle sue dimensioni contenute, è sembrata sempre e totalmente a proprio agio…

Motore che finisce presto ma molta spinta…

Senza un attimo di respiro, tutto d’un fiato: ecco come si guida su questo bel circuito! Qui, la piccola GT by Renault, ha mostrato di che pasta è fatta. Tasto Normal e quindi potenza full ed iniziamo con un giro per capire la struttura e le sue variazioni. Noto subito che, l’accelerazione è molto tonica anche se questo motore “finisce” subito ed arriva all’istante al limitatore, segno che le marce basse sono state studiate per offrire la massima accelerazione… Spinge bene e con maggiore “carico” dalla terza marcia in poi questo tre cilindri, che mostra ottime doti di coppia ed un tiro sempre molto costante.

Qualche cavallino in più avrebbe reso il pacchetto molto più interessante…

A dire il vero 110 Cv sono la “dose” giusta per divertirsi in sicurezza, anche se avrei preferito almeno una ventina di polpa in più, soprattutto in virtù delle ottime doti telaistiche di Twingo; lo dico perché si avverte che questo motore potrebbe offrire di più e sembra un pelino addomesticato, forse troppo… In ogni modo Twingo GT è molto precisa: sterzo leggero ma abbastanza diretto, ESP molto invasivo quando si entra forte in curva anche se, da centro curva in poi, la potenza viene rilasciata in modo totale e questo consente di uscire forte e bene dalle curve più veloci in piena accelerazione. Twingo “chiude” bene le curve ed il motore posteriore può essere sfruttato per “giocare” con la distribuzione dei carichi al fine di anticipare la curva, cercando, ESP permettendo, di far scivolare il posteriore ma sempre con il gas costante che può essere parzializzato per evitare l’eccessiva esuberanza dell’ESP. Peccato non ci sia il tasto di disinserimento!

Tutto è molto equilibrato su Twingo GT…

In ogni modo Twingo GT è una sportivina molto ben equilibrata, questo va detto a chiare lettere: sempre bilanciata, aggredisce le curve lente, denota poco rollio e sa stare bene in traiettoria anche se la tendenza al sottosterzo viene subito “spenta” dall’elettronica. Ottime le performance del telaio ed i 20 mm spinti verso il basso se sentono eccome e questo assicura una tenuta eccellente anche sui curvoni in pieno appoggio.

Il motore sale rapido di giri e la spinta è soddisfacente anche se l’elemento più apprezzato è il comportamento dinamico della vettura: rapida nei destra/sinistra, Twingo GT mostra i denti nella velocità di esecuzione delle manovre, così come piace la sensazione di presa generale sull’asfalto. Silenziosa a bordo, il pilota però viene sbalzato un pelino troppo e questo a causa di sedili che contengono poco, anche se ritengo che la “massimizzazione” sportiva sia stata volutamente lasciata su un “basso profilo”…

Ed infine due note: l’impianto frenante è potente ma cede presto le sue prestazioni in pista, pur se modulabile e “sincero”, mostra qualche limite se sottoposto allo stress del circuito. E poi, sui tratti più veloci, Twingo GT mostra di esser poco precisa alle alte velocità, nel senso che non è sempre immediato tenerla stabile sui rettifili veloci dove mostra qualche leggera oscillazione. Ma, alla fine, Twingo GT mi è piaciuta per l’idea e concetto sportivo: un’anima ribelle ed aggressiva che diverte e sa stupire per le sue doti dinamiche.

(Foto GIUSEPPE CARDILLO, si ringrazia Pino Montani Circuito Il Sagittario)

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