Intervista a Danilo Boccadolce, patron Youthstream

La prima prova del Supermoto International Series, ha segnato l’inizio della stagione racing 2012, un anno che sarà ricco di novità per questa specialità che, come afferma lo stesso Danilo Boccadolce, Amministratore della Youth Stream Events, “tiene bene” alla crisi, forse anche in virtù della lungimiranza dell’organizzatore stesso che non ha mai smesso di credere, investire e professionalizzare questa specialità, tanto spettacolare, quanto ormai tecnologica.

Si perché le moto sono cresciute, come lo sono i Team, gli pneumatici, le sospensioni e l’intero indotto che ruota attorno a questa disciplina in continua…derapata. Certo la crisi c’è, ma l’idea della Youth Stream è quella di andare avanti e di cercare nuovi stimoli e risorse o nuove categorie, proprio per allargare l’ingresso nel Supermoto ai giovanissimi, oggi decisamente in numero crescente rispetto a qualche stagione fa’…

Quindi è arrivata la monogomma Golden Tyre, che certo ha creato problemi di “approccio” iniziale ma che poi è positivamente maturata anche per via del rapporto qualità/prezzo degli pneumatici da gara che il partner Youth Stream ha continuamente evoluto, tanto da essere apprezzato anche da piloti di altre nazioni… Proprio per capire come stanno le cose e quanto questa disciplina sia “aperta” al futuro, abbiamo deciso di parlarne con Boccadolce, proprio nel primo fine settimana di inizio campionato.

Molte novità in arrivo ma soprattutto l’idea di “esportare” il Supermoto in Paesi incuriositi da questa disciplina, quali ad esempio, Russia e Brasile su tutti e questa non è certo cosa da poco… E poi l’idea di una Stock, porta di accesso ai nuovi praticanti, piloti che si formeranno in questa disciplina, senza più “attingere” da altre specialità quali enduro, cross o velocità. Certo per creare questo, occorrerà lavorare principalmente ed incessantemente su una costruzione mediatica del Supermoto, far conoscere alla massa questo sport così spettacolare ma, soprattutto, creare un pilota di riferimento, come già accade per i nostri Rossi e Cairoli nelle loro singole specialità agonistiche. Ci vorrà del tempo certo, ma una cosa è certa: il Supermoto, dopo una crisi di identità, inizia a sbocciare con una sua anima racing con tante Aziende after market impegnate all’interno del paddock. A questo punto quindi, ne parliamo direttamente con la voce del Supermoto…

Supermoto 2012: quali le novità di questa nuova edizione?

Per prima cosa ritengo che abbiamo lavorato bene con la comunicazione. Di positivo c’è il fatto che, nonostante la crisi che attanaglia un po’ tutto attorno a noi, i nostri numeri tengono a fronte di statistiche che ci raccontano che i piloti hanno diversificato le categorie. Questo per la nascita di nuove categorie che abbiamo assemblato proprio per andare incontro a nuove esigenze quali la Coppia Italia, la S3 i vari Trofei, segmenti che sono vicine alle richieste del fornitore. I numeri hanno tenuto quindi…

Gli Internazionali sono la categoria più impegnativa, qui c’è la presenza delle Case e quindi Team ufficiali… Inoltre, da quest’anno, abbiamo in griglia piloti che rappresentano ben nove nazioni, un bel passo avanti quindi che si aggiunge al fatto che, per la prima volta, questa categoria si sposterà anche oltre confine italiano, come lo dimostra la prossima gara del 2 agosto in Francia, la famosa Alpe Huex, location che ho voluto sapendo quando i piloti tenevano a questo appuntamento storico del Supermotard, decisamente unico e suggestivo. Il tutto in accordo con la Federazione francese, un passo politico importante che aprirà nuove prospettive per il futuro a fronte del prossimo 2013, punto di contatto di nuove iniziative che ho in mente…

Tanti piloti iscritti in tutte le categorie in questa “prima” qui a Latina… Segnale che il Supermoto si sta riprendendo dopo un periodo di crisi di identità e stallo? Ed i motivi?

In questa prima prova qui a Latina abbiamo 150 piloti verificati nelle varie categorie, numeri come dicevo piuttosto incoraggianti. Credo che il Supermoto abbia avuto un periodo, un momento di stallo e stiamo ancora cercando un’identità reale della specialità, crisi che ancora non è passata… La Supermoto nasce come specialità ibrida con moto ibride a bassi costi, moto recuperate dal vecchio e questo è lo stato di partenza iniziale. Ovviamente e fisiologicamente la disciplina si è evoluta e quindi le moto oggi sono molto costose. Noi siamo riusciti a contenere i costi ad esempio passando alla mono gomma Golden Tyre, scelta criticata all’inizio ma oggi vincente per ammissione degli stessi Team, visto che un treno di gomme costa 170 euro e parliamo di coperture che si sono evolute di discreta qualità, utilizzata con successo nel 2011durante il Supermoto delle Nazioni con 75 piloti al via e 21 nazioni presenti. Di questi rider gran parte non aveva mai montato queste coperture ma alla fine si sono trovati bene. E se parliamo di calcoli, ci rendiamo conto che la cifra di acquisto è ben più bassa di un treno di altra marca in mescola… Una scelta vincente anche in funzione del nostro partner Golden Tyre che, non solo è riuscito a mettere a punto un prodotto economico e performante ma ci ha dato una gran mano nel mettere in piedi il montepremi, sia nel Supermoto nazionale che nel mondiale, con oltre 50.000 euro di montepremi. E non è cosa da poco…

Si ma le moto continuano a costare troppo non credi?

Certo è vero, lo dicevo anche prima. Le moto oggi costano tanto tra sospensioni, preparazione, ecc hanno dei costi realmente esorbitanti. Ma bloccare lo sviluppo significa bloccare le Case, paralizzare l’after-market oltre all’intero indotto. Quello che si potrebbe fare è un accordo con le Federazioni tutte, le Case e noi organizzatori del Supermoto, il tutto orientato verso la creazione di una categoria Stock. Quella racing deve esistere, perché con loro corrono piloti di altissimo livello che certo non potrebbero esprimersi in sella ad una Supermoto stock oltre al fatto che esiste una battaglia tecnologica tra i team, importante e di grande motivazione agonistica. Dall’altra parte invece bisognerebbe aprire questa nuova categoria per piloti diciamo più “normali”: noi abbiamo costituto una categoria denominata Coppa Italia la cui iscrizione costa 60 euro, la meno costosa in assoluta, dove si può utilizzare un solo treno di gomme. Queste sono le basi messe da noi per una possibile Stock, ma fronte di questo, esiste pure un limite tecnico globale che i più furbi o benestante possono sfruttare al meglio. La Stock è quindi il futuro per le attività agonistiche di base…

Cosa state facendo per i giovanissimi o per creare piloti che nascano espressamente in questa categoria, senza che questi si formino in altre specialità?

Non è facile. In passato qualcosa è stato fatto, ad esempio dei corsi federali gratuiti. Personalmente e visto che gestisco sia il Mondiale che l’Europeo, posso solo dire che i primi tre piloti dell’Europeo 2011 sono passati gratuitamente nella S1, senza pagare i 3000 euro, quota per entrare nel Mondiale. Quest’anno, all’interno dell’Europeo, abbiamo costituito una categoria Under 23 all’interno della classifica, ed oltre abbiamo istituito l’Italiano S3 250 cc, senza però limitare l’età e questo perché se avessimo deciso di far correre gli Under 21 o 23, sarebbero rimasti 6 o 7 piloti a correre. Lo spirito è quello di dirottare i giovani verso la 250 cc quindi… Quindi segnali noi ne diamo alla specialità.

Certo in passato c’erano piloti veloci ma un po’ “stagionati”…

Vero ma oggi, a differenza del passato, ci sono piloti velocissimi nelle fasce d’età più giovane, mentre fino a qualche anno fa’ erano i “vecchietti” a farla da padrone, piloti bravi con tanta esperienza di provenienza dal cross o dalla velocità. Oggi si iniziamo ad affacciare, che definirei piloti di Supermoto puri, nel senso che non provengono da nessuna specialità ma si sono formati proprio nel supermotard. Questo è un dato positivo e che ci fa sperare, chiaro però che, rispetto al motocross, siamo molto indietro. In Italia non c’è ancora questa cultura totale al Supermoto, non so di chi sia la colpa, ma forse perché ci manca il riferimento che faccia tendenza, ovvero il Valentino Rossi o il Tony Cairoli della situazione. Manca quindi il giovanissimo che voglia fare il Supermoto per emulare quel pilota conosciuto, il riferimento conosciuto…

Quindi si può fare qualcosa in più anche a livello mediatico e di spettacolo…

Assolutamente si. Lottiamo ogni giorno per “andare in onda” qua e la. Siamo su Rai Sport, su Nuvolari, su Sport Italia ma certo il calcio si ammazza, perché il motociclismo che conta è solo la MotoGP…

Ultima domanda: il futuro, cosa c’è nel cantiere Youth Stream?

Abbiamo cambiato nome e siamo un ramo autonomo della Youth Stream. Attualmente siamo molto concentrati sulla Supermoto ed il Presidente Luongo ha delegato me per il Supermoto visto che lui è molto preso dal Mondiale MX. Da quando ci sono io, lo dico senza peccare di presunzione, qualcosa è cambiato… Progetti futuri è continuare a credere nello sviluppo della Supermoto, aumentare i GP e visto che abbiamo pressioni e richieste, portare la specialità fuori dall’Europa.

Mi riferisco a paesi come la Russia, il Brasile, gli Emirati Arabi ed altro. Lavoriamo in questa direzione e se non siamo partiti con questi progetti è solo perché esistono problemi finanziari per i team e quindi sarebbe stato prematuro fare questo salto. Lavoriamo nella direzione di poter trovare un accordo economico con gli organizzatori del luogo al fine di rimborsare totalmente le spese ai team. Di fatto visibilità e internazionalità del Supermoto ne beneficerebbero alla grande…

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Andrea Di Marcantonio
“Non è facile racchiudere quasi trent’anni di passione in poche righe. Lo è invece quello stimolo quotidiano e continuo che mi porta in sella alle moto ed a bordo delle quattro ruote, su strada quanto in pista. Senza dimenticare tutto ciò che compone il mondo dei motori, un mondo dalle mille sfaccettature… Ed è proprio questa passione che alimenta e mi fa “capire” ed “interpretare” i veicoli che provo in una chiave di lettura tecnica e completa oltre che diversa. Punto sulla qualità e l’approfondimento testuale e sull’impatto fotografico delle prove e questo da sempre. Al mio fianco Giuseppe Cardillo e Leonardo Di Giacobbe, fotografi ma, soprattutto, “compagni di viaggio” in questa avventura che parla di performance. Un modo diverso di raccontare le cose, un modo originale nella ricerca delle location: tutto questo sono io ed è ciò che sono per offrire una lettura più dinamica e coinvolgente. PERFORMANCEMAG.IT è tutto questo!”